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Music Report – Roberta Carrieri live a Narni

Le cose che più mi mancano della mia Puglia sono il sole, il mare…e il caciocavallo!
Roberta Carrieri live il 22 luglio al Tabard Inn a Narni
.

by Francesca Paolini

Credo che per “testare” il talento e la qualità di un artista si dovrebbe rendere obbligatorio il live in acustico. Gli artifici dell’elettrico (che personalmente non discrimino, ma al contrario, apprezzo tantissimo!) mascherano gli eventuali difetti, le sviste, gli sbagli, gli accordi scorretti le stecche che e le amnesie dei cantanti.
Ieri sera, al Tabard Inn di Narni, la sottoscritta ha avuto la prova tangibile del fatto che Roberta Carrieri sia in assoluto una eccellente professionista. Lei e la sua chitarra. Entra in scena quasi di soppiatto, vestitino da pin up, mollettina a forma di ciliegia tra i capelli e la frangettina verde. Rompe il ghiaccio con “Angelo bianco dagli occhi cerchiati” canzone con cui inizia un concerto che oscillerà tra emozione e cabaret, tra riflessioni e battute, tra storielle di vita vissuta e improvvisazioni clownesche.

Oltre ad avere una voce impressionante, è una performer fantastica, che fatta eccezione per coloro che erano lì appositamente per lei (tra cui la sottoscritta) già super coinvolti da questa eclettica e adorabile “terrona” (come lei stessa ironicamente si autodefinisce), è riuscita a coinvolgere e sconvolgere anche coloro che erano lì semplicemente a cenare. Il suo passato teatrale presso il Teatro Kismet Opera, la sua esperienza presso “il teatro della strada”, il suo essere autrice e performer nei Funambolici Vargas e nei Quarta Parete prima, e cantante dei Fiamma Fiumana poi, hanno certamente marchiato a fuoco il suo modo di stare sul palco, di convogliare su di sé l’attenzione e di interagire e rendere partecipe il pubblico.

È meraviglioso constatare come in una sola persona ci sia così tanto talento.
Il momento in assoluto migliore della serata organizzata da Tommy Moroni (Tommy Moroni Eventi & Managment) è stato quello in cui ha raccontato di come un indio aymarà boliviano che a sua volta aveva imparato a farlo da uno di Bressanone, le ha insegnato a cantare lo yodel.
Un susseguirsi di risate quando espone la tecnica preparatoria all’esibizione, scende dal palco per salire su un tavolo tra il pubblico e coinvolgerlo nel suo training: inspirazione, espirazione, concentrazione…e sfoderare poi lei, una barese doc, questa filastrocca alpina senza confondersi neanche una volta e catturando ancor di più l’attenzione.

“Vorrei” e “Mia madre” eseguite una dopo l’altra hanno seriamente messo alla prova la mia oggettività di reporter in quanto la lacrimuccia stava lì lì per scendere, ma d’altra parte, emozionarsi fa parte del gioco. A dir la verità, anche per presentare un pezzo emozionante come “Mia madre” Roberta l’ha buttata sul ridere ironizzando sul fatto che molte cose son cambiate da quando ha scritto la canzone tanto che la sua anti tecnologica mamma ha acquisito una familiarità assoluta con il mondo di internet e i suoi derivati, a dispetto di ciò che si narra nel pezzo in questione.

Eccentrica, stravagante, vintage oserei dire, si infila il cappello rosso da cowboy e presenta “Cadillac”, un pezzo nuovo che andrà nel prossimo album cui rivela di star lavorando, poi salta giù dal palco, risale di nuovo osannata dal pubblico che inneggia al bis e che viene accontentato con “Il valzer dei tre giorni”, “canzone d’amore con il morto” che trae spunto dalle antiche canzoni dei marinai scozzesi e irlandesi, inserita nella compilation “La leva cantautorale degli anni zero”, progetto nato dalla collaborazione tra Club Tenco e il MEI (Meeting Etichette Indipendenti) per valorizzare la nuova canzone d’autore italiana.

 

E quando il pubblico chiede il tris, la nostra eroina ci delizia con “Angolino”, canzone che mi ha resa ufficialmente “la corista dei to” (il pezzo è giocato sullo stacco della parte finale del participio passato e ad ogni “to” Roberta guardava verso di me che puntualmente ripetevo la desinenza, oltre a cantare tutta la canzone!).

Le soffici note di “Angolino” ci cullano e ci accompagnano alla conclusione del concerto, due chiacchiere con Roberta e poi di nuovo in macchina per tornare a casa con il cuore sempre più colmo d’amore per la somma arte.

  1. clà
    luglio 27, 2011 alle 11:05 am

    direi che a questo punto Francesca si è guadagnata il palco di Out, con i suoi music report… e dopo la sua prima playlist, la scalata comincia pure su RadioOut!
    buon proseguimento…

  2. Baldo, la primadonna
    luglio 28, 2011 alle 10:34 am

    Concordo.
    I pezzi della Paolini ormai sono tra i miei preferiti sul blaut (crasi tra blog e out).
    Riesce ad essere così incisiva con le parole che mi sembra quasi di essere lì, sotto il palco, a bearmi con la musica che così sapientemente descrive.

    • WebmasterMascherato
      luglio 28, 2011 alle 11:08 am

      non avrei potuto dire meglio… mi accodo al baldo

  3. luglio 30, 2011 alle 8:36 pm

    Roberta è una grandissima si sa!🙂

  4. WebmasterMascherato
    luglio 30, 2011 alle 10:07 pm

    Per me è una splendida scoperta… sta venendo fuori una bella generazione di songwriters italiani!

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