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Music Report: “La tua fottuta musica alternativa”

E LI CHIAMANO “INDIE”
di Francesca Paolini

Una specie protetta, non c’è dubbio, gli indie, questi artisti emergenti talentuosi snobbati dal mainstream, che se ne fregano dell’etichetta e portano a termine il loro mandato, quello per cui sono venuti al mondo: suonare. Il 6 maggio, al “Mads” a Roma è stata celebrata la serata conclusiva della rassegna “La tua fottuta musica alternativa” che ha visto alternarsi sul palco romano i gruppi della scena indipendente italiana, dai Leggins agli Indie boys are for hot girls, fino ai Death in Plains.

Per il gran finale, tre nomi d’eccezione e celebri nella scena underground italiana: Francesco Motta dei Criminal Jokers, gli Eva mon amour e i Fast animals and slow kids. Voce dei Criminal Jokers, Francesco Motta (insieme con il conterraneo Andrea Appino) accompagna Nada in tour, i FASK hanno aperto i concerti degli Zu, del Teatro degli Orrori e degli Zen Circus e gli Eva Mon Amour vantano la partecipazione all’Heineken Jammin’ Festival nel 2008 oltre a due album all’attivo.

Apre la serata Francesco Motta, senza il suo onnipresente tamburo, ma con una chitarra acustica che fa vibrare sulle note dei pezzi dei Criminal Jokers, tirando fuori una voce incredibile: giacca nera, riccioli al vento, una vaga somiglianza con Richard Ashcroft e uno stile che solo i toscani hanno. Seguono gli Eva Mon Amour e il loro pezzo Indi sintesi della serata, scelto nel 2009 per rappresentare l’Italia all’Indipendents Day, amatissimi dal pubblico romano. Ricordo di averli visti per la prima volta nel 2005, al concertone del Primo Maggio a Roma, quando avevano vinto il concorso Primo maggio tutto l’anno e ancora erano i Cappello a Cilindro.
L’energia post adolescenziale dei FASK ha elettrizzato l’aria e i quattro perugini hanno letteralmente infiammato la nottata romana. Il frontman, Aimone Romizzi è un vero animale da palcoscenico, con una mimica eccezionale, una potenza scenica e un’ironia fresca e folle con il volto coperto dalla chioma, in continuo movimento: se non salta e si dimena sul palco, si butta sul pubblico. Nonostante la giovanissima età, sono una delle realtà italiane più promettenti, non mancano di nulla: talento, faccia tosta, capelli lunghi e tanta voglia di fare casino. Autoironici e scanzonati, propongono i pezzi presenti nel loro ep e un paio di pezzi nati il giorno prima, mentre conclude il concerto Lei, canzone che mi aveva fatto innamorare di loro e che dal vivo diventa un’esplosione punk elevata all’ennesima potenza.

Insomma li chiamano indie quasi per relegarli in un ghetto mentre le case discografiche si occupano dei triti e ritriti artisti (?) italiani. Poi non lamentiamoci se i talenti fuggono dal nostro Paese.

Categorie:Uncategorized
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