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Adotta un patriota: Benedetto e le señoritas

Benedetto Cairoli l’ho incontrato in un’afosa primavera.

Fino ad allora Cairoli era “quello là”, quello a cui avevano intitolato una piazza, confuso fra i “Corso Mazzini” e i “Piazzale Nino Bixio” che affollano i cartelli sulle strade (beh, in generale vie importanti, perlomeno… una volta ho visto una “Via John Lennon” che pare una favela di Rio, baracche comprese – povero John… r.i.p.-).

Baffo d'oro Cairoli, ammazza...

Insomma, il Cairoli me lo immaginavo un monarchico con una solenne barba e le medaglie al petto, mentre fa il filo alla regina Margherita immaginandosela ricoperta di mozzarella e pomodorini pachino.

Invece era un garibaldino tostissimo, buon combattente, mediocre politico, ma comunque uno di cui ricordarsi, con la camicia rosso fiammante e gli ideali di un adolescente in crisi ormonale, e mica immaginavo che era stato Presidente del Consiglio… cioè, una volta lo diventavi dopo che partecipavi alle guerre di indipendenza e rischiavi le galere austriache o la pelle, mentre ora basta mettersi un cappuccio in testa.

Dicevo, Cairoli e la primavera afosa, io e ‘sti colleghi da riportare in albergo dopo una giornata di lavoro e qualche birra a cena. Si va nella piazza intitolata al garibaldino baffone, all’albergo chiamato uguale, e si sta a cazzeggiare facendo noi maschi il filo alle colleghe carine.

uguale uguale!

Si avvicina una Uno bianca (macchina fatale) e ne escono un paio con l’alito degno delle fogne di Calcutta a chiederci: “Dove sono le signorine?”. Si vede che in quel posto che puzzava di fritto alle 5 di mattina e dove le reclute di una caserma sciamavano nei corridoi, c’era anche un giro di señoritas mercenarie, delle quali, tuttavia, nessuno di noi seppe mai trovare traccia. Ma il problema è un altro, cioè che un bravo ragazzo come il Cairoli sia ricordato da una generazione di intellettuali per questioni di bunga bunga, quando invece si era fatto il mazzo così sui campi di battaglia.

Questo post è una riparazione lontana e tardiva, caro Benedetto: d’ora in poi, ti metto accanto al ritratto di Che Guevara e ti tolgo dal pantheon negativo di Caligola, Zio Tibia e Lele Mora.

 

  1. clà
    aprile 13, 2011 alle 8:24 pm

    lezione di storia, mi piace l’ironia e le figure che tiri in ballo (da John Lennon a Lele Mora), questi tempi moderni (di bunga bunga, di nipoti di, di signorine facili, di politici-pagliacci, di… elenco troppo lungo) confondono, confondono così tanto che manco mi ricordavo chi fosse Cairoli! vabbé in sto periodo la mia (non)memoria ha raggiunto picchi assurdi

  2. WebmasterMascherato
    aprile 13, 2011 alle 8:57 pm

    guarda, non lo sapevo manco io chi fosse…

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