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La Sindrome di Elvis (2): l’allucinazione

Psycostoria dell’Italiano a tavola, parte seconda.

Anna Magnani è Mamma Roma nel film di Pierpaolo Pasolini

 

L’allucinazione. Il cibo povero era poco e senza sale (merce rara, contrabbandata dalla Sicilia sotto le gonne di studentesse fuori sede). Per i poveracci il gusto delle cose mangiate e trangugiate con rabbia riemergeva quelle volte, poche,  in cui in qualche feudo si faceva amicizia con i figli del padrone. Le nonne piangevano nel ricordare i biscottini dolci della barona, unica parentesi di una vita di lavoro di uomini parificati alle bestie.

Dopo la mattanza, le camere a gas e i tedeschi che fucilavano paesani, torna un po’ di vita, il cibo ritorna ad essere “buono” perché non solo un carburante necessario ed insipido: è qualcosa da sognare che diviene un orizzonte, perché per un po’ di felicità basta la cioccolata degli americani.
La ripresa del Paese, il Boom, avviene anche perché appare la visione della cuccagna, dove anche i salami crescono sugli alberi in un sogno bulimico e iperglicemico,  Felicità e dispensa piena divengono concetti sovrapponibili e perfettamente coincidenti, a cui sacrificare assolutamente tutto. Il “drago”, allora, era un frigorifero pieno, non un vecchio riempito di coca che spupazza minorenni.

Alberto Sordi e Anna Longhi ne "Le Vacanze Intelligenti" di Mario Monicelli

Mamma Roma scappa dalla periferia per dare un futuro da signore al figlio, la madre di “Bellissima” vende se stessa, Totò balla su un tavolo mettendosi gli spaghetti in tasca; il cinema italiano si riempie di maritozzi e cappuccini, aperitivi milanesi, cocomeri da mangiare sulla spiaggia di Ostia. Guardare Marisa Allasio provoca nei suoi fans solo erotici e freschi palpiti, ma anche un certo languorino.

Marisa Allasio

  1. clà
    gennaio 25, 2011 alle 3:32 pm

    mi ha fatto pensare (a volte mi capita). Una volta il “sogno” erano gli spaghetti di Totò o il frigo pieno. Oggi tutti inseguono diete, il frigo può pure essere vuoto, l’importante è possedere le ultime tecnologie, l’ultimo cellulare, l’ultimo… mhà, verrebbe davvero da cantare “crisi di valori”!

  2. WebmasterMascherato
    gennaio 25, 2011 alle 6:59 pm

    alle diete ci arrivo presto. 😄

  3. Tereza
    gennaio 26, 2011 alle 11:00 pm

    Vedi,caro WM, Marisa Allasio e le sue coetanee o co-epocali, rappresentavano una perfetta sintesi del cibo-sesso o sesso-cibo, inteso come piacere naturale, spontaneo: le curve delle maggiorate facevano venire l’acquolina in bocca dici tu…ebbene sì, ma era la stessa acquolina e la stessa enfasi goduriosa suscitata da un buon piatto fumante e anzi, per certi versi, attraverso quella somiglianza “di sensi” il sesso ne usciva rivalutato e mai volgare, non nel modo che oggi percepiamo attraverso la cronaca.
    A volte ho l’impressione che con il proporsi di corpi sempre più sottili, adolescenzialmente incompleti o anche rifatti e gonfiati, si sia perso proprio quel senso del sesso come “naturale fame”, tal e quale a quella dello stomaco.
    Che dici, sarà per questo che imperano e impazzano bulimie, anoressie e diete sconsiderate?
    Magari su quest’argomento ci ho volato su troppo follemente, chissà…

  4. WebmasterMascherato
    gennaio 27, 2011 alle 6:47 pm

    @tereza: concordo totalmente, i due piaceri si intrecciavano in maniera viva e profonda. Ho paura a spingere il mio sguardo dagli anni ’70 in poi.

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