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Crazy Diamonds – I Never Lied to You (Syd Barrett)

Dopo aver provato a tradurre “Feel”, ho pescato una canzone “minore” di Syd Barrett dal suo secondo album (Barrett, 1970) cantata con voce logora da un artista sulla soglia della follia, che si aggrappa con una voce stentata a dir poco ai rimasugli del proprio cuore per essere il lucido se stesso di sempre. E di lì a poco la follia.
Eppure mi incuriosiva sapere cosa dicesse di preciso una canzone la cui parola più frequente è “you”, “te”, la persona oggetto/soggetto di un amore che nasce e sfiorisce.

Il testo è sgualcito, tenue, senza ritornelli, scarno come un temino di scuola media (lontano dall’ermetismo di “Feel”) con poche cerniere logiche, ma inquietante ed amaro, con l’incessante “you” martellato a mo’ di rivendicazione di esistenza di un amante abbandonato.
È il flusso di una storia di un ritrovarsi ma anche dello smarrimento del senso, dello scivolamento verso un vuoto senza vertigine, senza eccitazione per il lasciarsi cadere. L’unica difesa possibile sono poche parole farfugliate di chi dice di non aver mai mentito, senza riuscire però a dare una direzione ai propri passi, diviso da un muro invisibile in cui gli sguardi uniscono e allontanano insieme.

E poi c’è la domanda, sussurrata e crepuscolare, che alberga come infinita paura nei cuori di ogni persona, anche di chi dice di avere tutta la verità in tasca: “Perché sono qui? Che significa tutto questo?”.

Signori, questo era Syd Barrett.

I Never Lied to You – Syd Barrett (“Barrett” 1970)

Video da YT
Testo Originale


Ci sono spalle che pressano nella hall
e io non saprò affatto se tu sei lì;
ci saranno vino e cose da bere in cortile
e non ce ne saranno di troppo forti;
ci saranno tante cose che potremo fare
e tutto e ancor di più sarà per te.

Tutto quello che ho fatto,
ho provato a farlo con te
ma tutto per te non era mai facile.

Così sono andato avanti intorno al mio mondo:
ho visto le cose che fai arrivandoti vicina
e ho visto che anche tu mi osservavi.

Ma io so questo, che non ti ho mai detto bugie.
È come se tu fossi andata via solo un giorno, per così tanto,
è stato così duro sopportare che tu non ci fossi.
Ma sebbene io pensi a te, alle cose che fai
a quando sono con te, allo stare con te,
allo stare da solo…

io riesco solo a pensare:
“Perché sono qui? Che significa tutto questo”.

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  1. docrieux
    dicembre 11, 2010 alle 8:54 pm

    qui c’è l’eco di Ian Curtis tanti anni prima.
    Questa traduzione mi ha emozionato. Grazie

  2. sil*
    dicembre 11, 2010 alle 9:41 pm

    PS:WM

    Maa è questa la sua canzone per antonomasia di oggi! 😉

  3. WebmasterMascherato
    dicembre 12, 2010 alle 9:24 am

    @Docrieux: è un artista che conosco solo di nome… mi tocca fare qualche ascolto… grazie ^^

    @Sil. grazie e pat pat ^^

  4. valeria
    settembre 20, 2011 alle 12:41 pm

    E’ vero, la più bella traduzione che circola. E poi ho anche letto la tua analisi di “feel” che non fa una piega…vorrei saperne di più, se hai analizzato altri testi di Syd Barrett e se, appunto, riesci a riconfermare la tesi che non fosse uno svalvolato qualunque. A pelle ho l’impressione che non lo fosse affatto, ma mi piacerebbe andare più in profondità. Puoi aiutarmi in questo?

  5. WebmasterMascherato
    settembre 20, 2011 alle 6:17 pm

    @VAleria. Grazie mille. In cantiere da un po’ di tempo ho un altro paio di testi barrettiani tradotti che dovrei cesellare.
    L’impressione che ho io è che si tratti di un genio, poche storie, e le cose scritte sull’orlo della follia o anche i primi singoli e il primo album floydiano stanno a dimostrarlo.
    Mi colpisce la sua biografia che troppe volte appare venata di follia, violenza interiore, l’alienazione… chi è stato costretto a guardarsi dentro fino ai propri recessi più oscuri imbocca una strada senza ritorno: su questa strada, Barrett, come il pittore Ligabue, come Caravaggio, semina lampi poetici candidi e disperati, arrivando a toccare corde che pochi altri hanno solo sfiorato.

    Insomma, abbiamo l’evidenza della sua arte, che mi appare più chiara ascolto dopo ascolto: se qualcuno la vuole derubricare a delirio di un folle (e di critici che la pensano così ce ne sono, penso a Scaruffi) faccia pure, ma per me le sue cose parlano chiaro.

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