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La Dea Madre

Graziella Poluzzi, nuova collaboratrice del blog ci invia alcune riflessioni dopo la presentazione del libro “Il linguaggio della Dea” della ricercatrice lituana Marija Gimbutas, grande archeologa e linguista, che ha studiato le culture del neolitico e paleolitico e condotto molti scavi dal 1968 nell’antica Europa, ritrovando tantissime statuette rotonde e romboidali della Dea Madre dal grande ventre e dai grandi seni che evidenziano gli organi sessuali femminili e testimoniano tale culto.

E’ UNA BELLA GIORNATA DI PRIMAVERA e ritorno con la mente all’ambiente della libreria delle donne e a quel libro che sto sfogliando.
Affascina sapere di un lungo periodo storico matrilineare vissuto in armonia con la natura e  senza guerre.  Eravamo delle dee, lo siamo state per millenni e poi tutto è stato cancellato; cosa è successo?

Una grande scalogna: l’arrivo del patriarcato.Al parco  vedo la primavera nelle margherite nuove, la sento nei profumi dei fiori, nel tepore dell’aria, sento che dalle viscere nasce l’istinto di adorazione del sole e della terra, dell’erba, delle piante, sento un desiderio di ritorno alle radici pre-cristiane, al neolitico, prima di Abramo e delle religioni che a lui risalgono, ebraica, cristiana e musulmana.
C’era Zoroastro, a cui tutte hanno attinto, ma ancor prima, quando adoravamo il sole, la luna, l’acqua, la pioggia e i fulmini, le spighe ed i papaveri, le stagioni e il tempo.

Quando pensiamo alle vacanze in luoghi incontaminati andiamo alle nostre radici pre-cristiane. Quelle radici sono state spezzate e liquidate con la parola “pagane” istituita nel quarto secolo dopo Cristo: nell’impero romano l’attuale religione cristiana era già affermata nelle città, forse meno nelle province rurali. I simboli pagani furono declassati a funesta idolatria. Quei riti stroncati erano la venerazione istintiva, spontanea della natura: madre o matrigna è il nostro contenitore, con lei dobbiamo convivere in pace, dobbiamo amarla e rispettarla. E’ dentro di noi, lo sappiamo, anche se facciamo di tutto per dimenticarlo.
La religione cattolica sembra nata per sancire un rancore,un odio pregresso verso la donna, forse c’era da sconfiggere l’idea di una potenza femminile?

Già nella Creazione siamo chiaramente poste in secondo piano: “Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza” e poi la fantasia della costola, la donna come complemento, siamo il contorno. E  la storia della mela e del serpente tentatore ed il peccato originale, che per colpa di Eva, graverà su tutta l’umanità.
Ai tempi della Dea Madre il serpente era simbolo di sapienza ed energia vitale, era benevolo e c’erano le dee dei serpenti, cioè le relative sacerdotesse. Ad Eva scacciata dal Paradiso terrestre, fu detto: “Partorirai con dolore”.
La Chiesa, anzi le Chiese dell’area mediterranea e mesopotamica, sentono il bisogno di sottomettere la donna, di imbrigliarla, come un elemento difficile da dominare.
Il serpente che simboleggiava la sapienza è diventato il Maligno tentatore, che Maria schiaccerà sotto ai suoi piedi. I riti del ritorno della primavera saranno la rinascita di Cristo, la Resurrezione: ci si sovrappone agli usi primitivi per cancellarli.
Visto come è andato il percorso del progresso tecnologico negli ultimi secoli ed i gravi danni inferti al nostro pianeta, lo sfruttamento egoistico dei beni comuni per l’interesse di pochi con grave inquinamento e danno per tutti, non sarebbe meglio riesaminare le nostre usanze di vita e ripensare ad un sistema
economico gravemente malsano?
Socialmente poi, siamo arrivati a decretare che l’acqua è una necessità, ma non è un diritto ed è una vera infamia. E dare da bere agli assetati? Se poi c’è chi la inquina per i propri profitti, ci vuole un po’ di tolleranza…
Vista la violenza delle guerre, di cui sono pieni i nostri libri di storia, sarebbe anche ora di criticare il modo di governare tipicamente maschile con il suo decisionismo violento e distruttivo. La Chiesa è assai esperta nel predicare il bene, l’amore per il prossimo, ha grandi massime e buoni principi, ma si basa già in partenza su di una discriminazione: non c’è la parità dei sessi e quando non c’è parità, non c’è giustizia. Bisogna credere ciecamente, essere gregge e se si subiscono soprusi, la giustizia è rinviata a data da non destinarsi, ci sarà poi nel regno dei Cieli. Gesù predica e compie miracoli a iosa, Maria non dico che sia poco più di un utero, oltretutto vergine, cioè un dogma, oltre che Madre, è colei che intercede
alle nostre preghiere col Padre e col Figlio; compie miracoli, ma dei suoi miracoli nessuno ne parla, non se ne narra nei vangeli e durante la messa. E’ la madre tanto utile, che però sa stare al suo posto in secondo piano, santa e modesta.
La Maddalena dicono sia una peccatrice pentita e perdonata, ma forse non è vero… Eravamo delle Dee e le favole ci hanno ridotte a Cenerentole con in testa il sogno di un Principe azzurro salvatore, figura assai rara, quasi un miracolo. S’incontrano più spesso dei Cavalieri neri, che amano sguainare spade intrise di sangue.
Dall’illuminismo ad oggi c’è stata un’evoluzione scientifica e tecnologica, che ha cambiato profondamente in Occidente il nostro modo di vivere, ma non c’è stata nessuna evoluzione religiosa rilevante, i sentimenti umani non mutano col
passare dei secoli. Certo gli uomini primitivi non erano inferiori a noi come sentire: le paure, i dubbi, le gioie, i dolori, le speranze sono sempre gli stessi, è mutata la conoscenza, ma gli istinti sono uguali, senz’altro i nostri sono più deteriorati e ben mascherati.

Se c’erano riti comuni in  armonia con la nostra madre terra, dovremmo riprenderli e da quelle basi ripartire per un percorso più meditato ed un migliore senso di convivenza civile e planetaria.

Graziella Poluzzi

  1. WebmasterMascherato
    ottobre 26, 2010 alle 9:16 pm

    Intanto diamo il benvenuto ad una nuova collaboratrice che va ad arricchire il ventaglio di testi del blog con un bell’articolo che penso non tarderà a suscitare un dibattito.
    Comincio io esprimendo qualche dubbio, frutto della mia formazione di filologo, abituato alle minuzie dell’analisi del testo e restio ad accettare grandi ipotesi sintetiche dell’archeologia troppo facilmente. Se verrà il dubbio che il mio sia sessismo, spero che chi mi conosce, smentisca.

    I documenti scritti che noi abbiamo in area mediterranea (che io sappia) ci descrivono solo società patriarcali sin dall’età del Bronzo (ad esempio i poemi omerici o il Gilgamesh mesopotamico, dove tutto è imperniato sulla figura del re, eroe e condottiero, con le donne relegate ai margini). Le grandi figure femminili, le dee come Era o Atena, o le poetesse come Corinna o Saffo, sono inserite comunque in una stuttura sociale al cui vertice sta l’elemento maschile.
    L’ipotesi che in epoca preistorica le donne avessero una preminenza sociale (e se la passassero meglio che in epoca storica), la possibilità dell’esistenza di un matriarcato etc.. è suffragata solo dalle testimonianze mute delle statuette raffiguranti delle dee della fertilità, non da testi o racconti orali poi trascritti, almeno a mia memoria: le ipotesi sono quindi sono ricostruzioni “a posteriori”. Unico esempio testuale di matriarcato è una società di donne detta Amazzoni che va in soccorso dei Troiani con a capo l’eroica Pentesilea, che però viene vinta dal greco Achille. Per il resto, zero: il matriarcato è una ipotesi come le altre e quella delle amazzoni appare più un mito eroico che un riverbero di una realtà storica.

    I documenti archeologici vanno presi con le pinze ancora peggio dei documenti scritti.
    Facciamo un gioco: come fa Eco in “Diario Minimo” (1)
    Immaginiamo che archeologi del futuro vengano in sicilia. Questi hanno ormai perso memoria del testo biblico ed evangelico e riconoscano vagamente le chiese diroccate e ormai in frantumi come luoghi di culto, come noi facciamo per certe grotte paleolitiche. Immaginiamo che questi archeologi del futuro trovino tante statue della madonna, belle, bianche e azzurrino velate, e che trovino tanti padre pio con le stimmate e crocifissi barocchi sanguinanti e orrorifici. Cosa dedurrebbero? Che l’elemento maschile è portatore di dolore e disprezzato, mentre le donne sono beate e destinate a salvare il mondo? Che la sicilia era abitata da uomini barbuti che grondavano sangue per ferite subite o auto inflitte? Che le donne siciliane erano tutte dal viso bianchissimo e dagli occhi azzurrini? Poi magari trovano pure la madonna nera di Tindari e pensano di aver trovato una colonia africana.
    Con tutte ste statue della madonna, insomma, finirebbero col pensare a un matriarcato siciliano.

    Sul maschilismo della tradizione giudaico cristiana, invece, abbiamo tanti di quei testi che grondano di disprezzo per la donna da riempire biblioteche. Sul perché di questo disprezzo… diciamo che è in ottima compagnia: in area mediterranea nessuna cultura, pare, coltivasse un’idea positiva della donna (forse gli etruschi, ma le notizie in proposito sono poche).

    (1) Eco in un articolo divertentissimo immagina degli archeologi eskimesi del futuro che trovano testi della cultura italiana ormai scomparsa e ritengono poesia le canzonette di Nilla Pizzi e cose infime i carmi di ungaretti e montale.

  2. ottobre 27, 2010 alle 10:52 am

    Capisco la tua frustrazione e la voglia di un cambiamento sociale “planetario” come scrivi tu.
    Non aiuta però, secondo me, dividere tutto in bianco e nero. Questa divisione tra i sessi, parer mio, va oltre le religioni, è qualcosa di innato che proprio la natura ci impone.
    Ti faccio un esempio banale: perchè mia figlia è sempre così attenta a non sporcarsi il vestitino, invece mio figlio maschio è così orgoglioso di arrivare a casa tutto sporco? “Tu sei un maschio rotolati nel fango!” Gliel’ho insegnato io questo? Assolutissimamente….noooo!!!
    Posso testimoniare quindi che esistono comportamenti innati e non appresi, anche se sono proprio le mamme a vestire i maschietti di azzurro e le femminucce di rosa.
    Quindi, secondo il mio modestissimo parere, il mondo è più complesso di ciò che appare, non si può colpevolizzare nessuno neanche una religione o un modo di pensare, perchè se siamo così è perchè una moltitudine di fattori ci ha portato ad essere così, e questi fattori avranno avuto le loro ragioni. Io sono più ottimista, se ci sarà bisogno di un cambiamento questo averrà.

  3. clà
    ottobre 27, 2010 alle 12:45 pm

    A me come colore il rosa non è mai piaciuto! L’azzurro ha invece un suo perchè… derivazione di un blu (quello oltremare è il mio preferito), rimandi al cielo, ad un senso di libertà. E’ vero che le donne sanno castigarsi da sole (vigile maschio, vigile donna… chi è il meno “dolce”?), non sanno fare “gruppo”, se possono si scannano tra loro, sembrano che vivano di spettegolezzi, insomma… non è un bel quadro. E le mamme adorano di più i figli maschi, nel senso che se la bimba arriva col vestitino sporco ecco qualche strillo (o qualche ceffone). Se il maschietto arriva col vestitino sporco… silenzio, perchè è “normale” che sia così! Come qualcuno cantava qualche tempo fa: “è cavità di donna che crea il mondo”, ma poi non sa gestirlo.
    Sia in politica (tranne rare eccezioni ovviamente NON italiane) che in religione le donne contano zero. E alla maggior parte delle donne sta bene così.
    Fortunatamente non sono mamma sennò…
    alla bimba che mi torna col vestitino pulito darei uno schiaffone (perchè è bimba, mica adulta… è giusto che si rotoli e si spatacchi, è giusto che si godi la vita);
    al bimbo che mi torna col vestitino sporco darei uno schiaffone (perchè deve imparare che fare lavatrici non è un gioco).
    Ecco fatto.

  4. Luisa Vicinelli
    ottobre 27, 2010 alle 1:48 pm

    Risposta a Webmaster(M…….. mi rifiuto di scriverlo, per rispetto a me stessa)

    Intanto premetto che di solito non rispondo agli uomini, soprattutto a quelli che non si definiscono sessisti perché sarebbe ora che la smetteste di difendervi come singoli – tirando in campo una testimonianza di solito femminile “chiedete alle donne che mi conoscono” e ti do’ atto di non averlo fatto – e iniziaste a parlare tra voi e ad affrontare quel grosso problema di genere che avete.
    Dopo vi si potrà parlare.
    Qui si tratta di sostenere un’amica (questo un uomo lo capisce bene, perché richiama il potere, la forza “il gruppo fa la forza”). Purtroppo il gruppo non fa la verità. Ma fa la storia. Finché non c’è un altro gruppo che vince e ne fa un’altra. Nel patriarcato di storie ce ne sono state tante; un esempio per tutti: fino al 1700 i greci erano studiati come discendenti degli Egizi in tutte le università, ma gli Europei si preparavano al colonialismo, e i greci dovevano provenire da qualcun altro (scusa se non mi ricordo il popolo e nemmeno l’autore di “Atena nera” che comunque ti consiglio di leggerlo perché ti spiega bene com’è che hai una conoscenza “scientifica” così “allineata” al sistema patriarcale).
    Capito questo, in attesa di tempi migliori (e dall’inizio della storia, nonostante la propaganda si è sempre andati peggio, anche se c’è stata una demonizzazione dei primitivi che come dici bene tu non sono particolarmente documentati, ma ti sei mai chiesto perché tutti li descrivono come “arretrati” ? Arretrati da che? Dalla distruzione dei “moderni”? Dalle religioni che ti fanno pagare col denaro la salvezza eterna? Dai femminicidi di donne – una ogni due giorni ad opera dei mariti, padri e fratelli?), in attesa di tempi migliori, si diceva, si può leggere fra le righe. E’ vero che Ulisse è un eroe, ma Penelope, che comunque in mezzo ai Proci anche senza il suo aiuto se la cava per 20? 30? anni, è l’unica che non lo riconosce subito: con l’Odissea studiata fin dall’inizio della scuola poiché, insieme all’Iliade, è l’opera che cela e giustifica il passaggio dal matriarcato al patriarcato, abbiamo dovuto aspettare il femminismo degli anni ’70 perché qualcunA potesse scriverlo su un libro (Nonostante Platone – Adriana Cavarero).
    Le altre pulci nell’orecchio che ti posso mettere, in relazione a quello che hai scritto sono queste:
    il passaggio di cui sopra non si manifesta all’ora zero della civiltà, ma proprio a cavallo dell’età del Bronzo: la Gimbutas parla dell’invasione indoeuropea in tre ondate a partire dal 4.500 a.c. a seguire e sul fatto che ci fossero dei re, l’archeologia fa pochissime prove del Dna perché costano e quando trova un osso di stinco vicino a un palazzo regale con una punta di freccia è sicuramente di un re. Se nel palazzo regale ci trova una regina mummificata con una punta di freccia, anche se è sepolta da sola è la moglie del re dello stinco sepolto 15 km più in là. E’ solo la propaganda che sostiene questa come tutte le altre scienze. La prima poetessa della storia è una donna, Enheduanna, 2300 a.c. e già deve difendere la dea e il matriarcato.
    Dicasi lo stesso per le amazzoni: ne parlano un casino di storici dell’antichità e stanno su migliaia di vasi e pitture greche, ma grazie alla propaganda si trattava di un delirio collettivo dei greci, mentre tutte le altre notizie tramandate dagli stessi storici sono la base della “nostra” (vostra?) storia.
    Ma un’archeologa, Janin Davis-Kimbell ha scoperto le tombe amazzoni (seguendo, mi sembra, le indicazioni di Erodono per localizzarle e facendo fare il dna alle ossa vecchie di 2000 anni). Ops erano di donne, giovani e dalla piegatura delle ossa delle gambe, cavallerizze e dalle punte di freccia intorno al cadavere guerriere, e dalla punta di freccia nell’anca , anche morte in battaglia. C’erano anche molti guerrieri e qualche uomo sepolto con bambini piccoli. Le è venuta la curiosità di scoprire di che sesso era l’uomo di Issik, il guerriero coperto d’oro che ha fatto un giro di vasca anche nei musei europei, ma purtroppo non hanno trovato le ossa di un ritrovamento archeologico che ha fatto il giro del mondo e che era conservato in un museo. E questo in America, non in Italia.
    Ma noi di Kimbell non parliamo nei libri, mentre Schliemann che ha scazzato di 1200 anni, mi sembra, la datazione degli strati di Troia e chissà di chi è il tesoro di Agamennone, è portato ad esempio ogni due per tre, manco fosse un’offerta Coop.
    Per cui tranquillo: gli archeologi del futuro se, come non credo, saranno maschi qualsiasi cosa troveranno avranno già pronte le griglie per incanalarlo nel loro sistema.
    La visione cha dai tu della Sicilia, si avvicina molto a quello che una persona di buon senso riuscirebbe a vedere, senza il pregiudizio imposto coi roghi e mantenuto con un’evangelizzazione costante appoggiata da ogni forma di stato e di governo da 2000, casa per casa, fin da bambini.
    Mentre per come tratterebbero delle/dei matriarcali i reperti è un discorso molto, ma molto lungo che facciamo nei convegni dedicati agli Studi Matriarcali moderni, partiti negli Stati Uniti, in Canada e in Germania in grande, ma un po’ in tutto il mondo, soprattutto nelle zone colonizzate e esclusivamente ad opera di donne che finalmente hanno potuto studiare ed essere pagate per il lavoro svolto (e spero che tu convenga con me che non era così solo 150 anni fa).
    In Italia sono stati inaugurati ufficialmente a Bologna in un convegno del 2009.

    Luisa Vicinelli
    Aggiungo anche per chi ha il figlio che arriva “naturalmente” sporco di fango che mi sembra di aver captato che adesso il corpo femminile attizza di più se lotta contro un altro corpo femminile mezzo nudo nel fango.
    Vedrai che forse non tua figlia, ma tua nipote ……..

  5. clà
    ottobre 27, 2010 alle 3:16 pm

    Mi sa che son zero (sigh) pure in storia…
    Si dice che la Storia insegna, che bisogna imparare dagli errori per non ripeterli, ma…
    quelli che han fatto il ’68 dove son finiti? Cappelloni&ribelli allora e mò direttori di banche o con il Suv sotto al culo?
    e le femministe degli anni ’70? A far le mamme o la calzetta?
    Mhà.
    Luisa: sei mica parente della Vicinelli, bassista dei “furono” Disciplinatha?

    • Luisa Vicinelli
      ottobre 27, 2010 alle 5:00 pm

      la zia della grande Robby in persona !!
      e tu chi sei ?

      Comunque in Italia c’è poco, ma a Bologna c’è stata una lista di sole donne e ci sarà anche alle prossime elezioni
      http://www.altracitta-listadonne.blogspot.com/
      Ci vieni a dare una mano così ti insegno la nostra storia?

      Scherzi a parte, con gli studi sul matriarcato siamo già avanti e tanto ancora uscirà a breve.
      Purtroppo il dibattito è sterile perchè chi risponde ha studiato quello che passa il convento, mentre chi si occupa di storia delle donne/ femminismo/ matriarcato ha come riferimento sia quello che ha studiato a scuola/università ma soprattutto una possibilità critica e quindi un’apertura più ampia
      Comunque spero che sarai con noi a festeggiare il matriarcato prossimo futuro.
      baci
      Luisa

  6. WebmasterMascherato
    ottobre 27, 2010 alle 5:13 pm

    @Luisa Vicinelli
    intanto grazie per il contributo di una nota piena di tanta carne al fuoco da essere un post a se stante. Dati i moltissimi spunti, butto giù due righe io e magari altri utenti seguiranno.
    Comincio col dire che mi chiamo Francesco e la storia del WM è solo il riverbero di un lontano ricordo auto indulgente, uno dei pochi che ci possiamo permettere da adulti, cioè di quando ci si (tra)vestiva a carnevale, spesso scambiandosi gioiosamente genere, e il mio personaggio preferito era Zorro. Ma andiamo al dunque.

    Come prevedevo, l’argomento è delicato e solleva un vespaio non di poco conto se sollevato, ma dato che per me la scienza è gioia e curiosità, come sempre nel vespaio mi ci ficco volontariamente e con incosciente entusiasmo. Io scusarmi, e di cosa? L’unica excusatio (non petita) che avevo inserito nel commento era:”Se verrà il dubbio che questo sia sessismo spero che qualcuno smentisca” è a scanso di equivoci da leggere così: dato che sollevo l’argomento, è facile cadere in questo equivoco.
    Poi hai solo la mia parola, se basta ne sarò lieto, sennò me ne farò una ragione. Dare interpretazioni morali a un fatto, un fenomeno, un’epoca storica, non fa parte del mio bagaglio, poco mi cale.

    E i primi equivoci tra di noi sorgono presto.
    Dire che IN EPOCA STORICA (da quando esiste la cultura scritta) in area mediterranea (in cina o in perù non so) c’è stato un sistema patriarcale, documentato da testimonianze letterarie praticamente unanimi è un dato di fatto. Se dirlo mi fa passare per allineato, pazienza. Sono parte del complotto: ma le testimonianze dicono questo. Le rare eccezioni di donne si inscrivono in contesti in cui sono figure politicamente e socialmente poco rilevanti. Penelope, per quanto personaggio profondo e poetico, era pressata dalla famiglia a cercarsi un nuovo marito, ma in quanto donna abile ed intelligente aveva resistito ai Proci con l’astuzia e gli inganni. La sua società voleva un re.
    Non dico che questo “è meglio”: dico solo che la testimonianza ci dice questo. e stop: ogni documento vale per se stesso.

    Il problema sorge quando non abbiamo TESTIMONIANZE SCRITTE, per la storia che sta prima delle fonti scritte, la preistoria.
    Già le fonti scritte sono una gatta da pelare difficile: i testi possono essere frutto di ideologie politiche, personali, etniche che distorcono e riscrivono spessissimo i fatti Ad esempio: chi erano le amazzoni? un sistema matriarcale asiatico? E’ possibile, eccome. Sono forse un parto di una fantasia letteraria dei greci? Forse il riverbero di reali popoli della scizia? Se le testimonianze archelogiche ci dicono che in determinate tombe scite e caucasiche il posto preminente spettava alla regina, allora come ipotesi di lavoro il matriarcato amazzone VA BENISSIMO -perché ne parlano pure Diodoro e Erodoto -, stante il fatto che bisogna suffragare le ipotesi con tutti i dati disponibili. E i dati da incrociare sono testi come fonti indirette e testimonianze archeologiche.

    Le TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE sono una fonte di verità assai delicata: l’archeologia deve operare una sintesi di dati disparati, andare a far parlare le pietre e le punte di freccia, e le diverse epoche hanno fatto parlare questi fatti muti in maniere diverse. E tu stessa mi dici che ogni epoca ha dato le sue letture del suo passato (su Black Athena ci sarebbe un discorso complesso per un commento a un post, magari lo rimando).
    Riguardo al “gioco” paradossale che proponevo, anche se le madonne sono figlie del culto della Dea Madre come suggerisci, non toglie che nell’italia e nella sicilia antica (e moderna direi) sono simbolo religioso di una religione e di un sistema clericale a base maschile, “ingentiliti” dalla presenza di una mediatrice santa, un po’ dea, un po’ no, in cui le donne sono tenute ai margini.

    Inoltre, dire che una cosa è un’ipotesi scientifica, non è un insulto, è un fatto: il geocentrismo dell’universo è stato sostituito dal sistema copernicano, che a sua volta è stato rivisto da newton etc… Ogni scienziato/a sa che ogni sua scoperta è una ipotesi di lavoro che durerà un po’ di tempo e poi verrà innovata o addirittura sostituita. Un po’ come i record sportivi. Funziona così: come magari uscirà fuori un testo ittita che testimonierà direttamente le storie delle amazzoni, rendendo cquella che era una ipotesi di lavoro una realtà storica documentata.

    Poi è DATO DI FATTO che le donne hanno convissuto per millenni con una cultura dominante che le escludeva a priori dai posti di potere e dai luoghi della cultura, e per questo abbiamo un mare di testimonianze concordanti. Ricordo una orazione greca “sulla morte di eratostene” dove Lisia descrive la vita di una donna, che poteva uscire di casa SOLAMENTE per motivi religiosi o per andare ai funerali (una vita talmente terrificante da non augurare al mio peggior nemico), situazione che da bambino io stesso ho visto con i miei occhi vivendo nel MEridione. Ancora sentiamo il puzzo dei roghi delle streghe, colpevoli solo di praticare una religiosità e uno stile di vita diverso da quello ufficiale e credo che sarà per me uno shock quando andrò a visitare le camere dell’Inquisizione a palermo dove donne e uomini hanno pagato solo l’essere se stessi.

    Rilancio: gli studi sul matriarcato che tu citi sarebbero da proporre al pubblico: perché non butti giù un breve articolo divulgativo e non ce lo mandi? Il pubblico leggerà, giudicherà e si incuriosirà di una prospettiva a cui magari non aveva mai pensato. Inviacelo e lo postiamo. Va da sé che le discussioni fioccheranno.
    l’email è la solita

    webmastermascherato chiocciola gmail punto com

    (sostituire “chiocciola” con “@” e punto con “.” e scrivere tutto attaccato: scrivo così sciolto l’indirizzo o i fornitori di spam ci riempiono la casella di sciocchezze).

    P.S. vado a risolvere i miei “problemi di genere” (sic) con una serata di football in tv con birra in mano, niente donne e rutto libero. Buuuurp.

  7. clà
    ottobre 27, 2010 alle 5:14 pm

    Porca miseria com’è piccolo il mondo! Salutami la “Robby” và (c’ho ancora “primigenia” nel cuore)!
    Io… a me probabilmente manca qualche rotella, ma mi piace la musica “buona” e comunque a Bologna (di tanto in tanto) ci capito… dài, vengo a farmi una cultura sulla storia/matriarcato! Sempre che poi mi ricordo le date…
    Ciao!

  8. clà
    ottobre 27, 2010 alle 5:19 pm

    WM: vieni pure te a Bologna no? Almeno la birra te la bevi in compagnia…

  9. WebmasterMascherato
    ottobre 27, 2010 alle 5:32 pm

    U.U io adoravo i disciplinatha…
    vado a rispolverare “il mondo nuovo”

    @Cla se posso ben volentieri ^^

  10. lally
    ottobre 27, 2010 alle 6:07 pm

    Mi è piaciuto veramente tanto questo saggio, non solo perchè gredo anche io in una società matriarcale. Trovo molto vero e profondo il parallelismo tra madre terra e utero femminile, hanno bisognio tutte e due di semi, per creare far germogliare una vita. Ma spesso nutriamo le creature della terra con acque chimiche dai colori assurdi e ai pesci diamo petrolio. Le creatuture umane vengono nutrite di odio e rancore ma non solo, per fortuna.Non voglio fare la solita disfattista ma sono sicura che sè nelle più alte cariche amministrative ci fossero donne, le cose andrebbero molto meglio. Invece non si fidano hanno paura della Lilit che c’ è in noi, meglio una Eva di rappresentanza. Non vorrei fare la solita retorica sulla lotta tra bene e male- donne contro uomini, ma semplicemente avrei voleto anzi voglio anzi vorrò che le donne abbiano la possibilità di mostrare tutto il loro potenziale senza tante catene ne culturali ne fisiche.
    Se diventerò mamma…… spero che sia femmina.
    w le donne
    ciao maschietti 😆

  11. Luisa Vicinelli
    ottobre 27, 2010 alle 6:15 pm

    Alcuni articoli sul matriarcato sono qui:
    http://www.women.it/armonie/studi_matriarcali.htm
    .
    Il materiale è tutto in inglese e tedesco e c’è ancora molto da tradurre

    Il concetto della storia scritta patriarcale, a cui ti appelli, sta alla base dello scibile della struttura sociale patriarcale, ma è fatta in modo da risultare fallace senza creare scompenso. Tutti pensano che sia quanto di più scientifico ci sia, il nero su bianco, eppure viene sempre riscritta. Ora invece di scrivere un romanzo tipo 1984, le studiose femministe che provengono da tutti i rami accademici e no, hanno collegato questo fatto non a un grande fratello che si può manifestare in periodi particolarmente antidemocratici, ma alla storia umana di 5000 anni e non solo l’hanno criticata ma svelata.
    Di riferimenti storici a Penelope non ce ne sono. C’è solo un altro romanzo, in fondo. E scritto da un vincitore parecchi anni dopo l’avvenimento.
    Questo è il punto.
    Da quando abbiamo dei monoteismi (solo in questa frase c’è già una contraddizione), sono successe le peggior cose, eppure a scuola ce li insegnano come avvento di civiltà.
    Il discorso, come dici tu, è lungo e complesso. Quello che comunque non è stato fatto è accogliere Marjia Gimbutas come una scienziata: eppure ha scritto molti libri, alcuni tradotti, e le sue ricerche sono state fatte tutte sul campo. Eppure ha fondato una nuova scienza, l’archeomitologia. Lo stesso ha fatto Jung con la psicologia, ma stranamente gli è andata meglio. Mi premeva solo sottolineare che Graziella Poluzzi, con il suo articolo, rendeva giustizia a una studiosa eccellente e rigorosa (tra l’altro non femminista) che ci ha dato il via per rimettere sotto questione un fracco di concetti.
    L’ultima festa della storia che si è tenuta a Bologna sottotitolava: sulle spalle del gigante.
    Ebbene una mia amica in un intervento all’interno delle iniziative della festa della storia ha detto: “Preferisco parlare del gigante che abbiamo sulle spalle”.
    Il problema non è che non abbiamo testimonianze scritte, visto che abbiamo già stabilito che lasciano il tempo che trovano e cioè un patriarcato, ma vedere se si trova un modo di fare cultura che non ci faccia aderire a modelli maschili, ora che possiamo dire a ragione che questa non è la migliore società possibile.
    Mi fa piacere, Francesco, averti conciliato con la tua età adulta; in fondo è davvero una cosa piacevolissima.

    Luisa

  12. sergio cavicchi
    ottobre 27, 2010 alle 6:29 pm

    non è facile, in fondo. migliaia di anni pesano sulla nostra storia. Non facciamoci prendere però dalla polemica dei sessi. Vedrete che un po’ alla volta ci riusciremo. l’importante è lavorarci. poco importa se i politici e i pezzi da novanta vaticani non se ne curano. ognuono nel suom piccol può cominciare la rivoluzione. Ingenuo? Forse. Illuso? Perchè no? Alla mia età (59) si comincia ad esserlo ancora di più . Ma come per altre cose importanti si può fare.
    Un appunto per quanto riguarda la Chiesa Cattolica. Tra l’ altro da chi non pratica…io non confondo le varie sfere gerarchiche della stessa. Per anni nel 900 gli oratori e le parrocchie di periferia hanno svolto un ruolo sociale importante, anzi erano l’unica possibilità di togliere i ragazzi dalla strada, almeno nelle grandi città. E questi piccoli preti hanno fatto molto anche per le ragazze, non solo per i maschietti. ognuno con i propri mezzi e conoscenze possiamo fare, qualcosa, l’importante è parlarne, cosa che mi sembra stia venendo bene. grazie. Qualche considerazione buttata lì. Senza pretese.

  13. ottobre 28, 2010 alle 6:30 pm

    Mi fa piacere di avere sollevato un vespaio, il tema merita, spero che altre lo portino avanti con competenze storiche, archeomitologiche, che io non ho. Ringrazio in particolare Luisa Vicinelli, molto agguerrita, la definirei ‘un’amazzone IN WEB’, che è venuta in soccorso e mi ha ben difesa.
    A Sergio Cavicchi che difende la Chiesa, replico che non critico il messaggio d’amore per il prossimo diffuso nelle parrocchie, critico l’Alta Curia Papale, da sempre misogina, molto terrena, abile a prendere soldi dallo Stato (grande offerente) e pure pretenziosa di intervenire nelle leggi, che dovrebbero essere laiche e su ‘certi’ temi non lo sono.

  14. WebmasterMascherato
    ottobre 28, 2010 alle 7:36 pm

    @Graziella:
    Io ho molto apprezzato il tuo pezzo, a grandi linee sono pure d’accordo. Dato che non sono né archeologo, né antropologo, ho discusso fondamentalmente il valore di una descrizione non fondata su fonti scritte, che ricostruisce uno scenario possibile, ma non l’unico possibile. Una discussione critica non è un attacco.
    Sergio a mio avviso coglie una domanda fondamentale: come mai una discussione scientifica appare ad alcuni (non a me) una “guerra fra i sessi”?
    Perché, inoltre, una osservazione scientifica di un uomo deve essere per forza in malafede e mirata alla suddetta “guerra fra i sessi”?

    Ciao e mandaci presto qualche altro pezzo ^^

  15. sergio cavicchi
    ottobre 28, 2010 alle 9:13 pm

    d’accordo per l’alta curia, in pratica volevo dire quello…
    bella discussione complimenti!

  16. ottobre 29, 2010 alle 12:53 pm

    concordo in tutto… sarebbe necessario riportare la mentalità all’era pre-cristiana (ma forse anche pre-romana e pre-un sacco di latre cose), ridare voce alle donne, anzi..a una femminilità del pensiero che non solo non è più dell’uomo (leggendo un libro sul Risorgimento scritto da uno che ha vissuto quel periodo ho avuto l’impressione che questi uomini valorosi e combattenti avessero un’animo anche molto femminile e non se ne vergognavano, anzi…) ma nemmeno delle donne…imperversa la donna-uomo ormai da troppo tempo…Oggi una Chiesa che sostiene il Nucleare andrebbe abbattuta a suon di bombarde secondo me, sono una donna ma non una pacifista, perchè la pace come l’innocenza non è un dono Naturale ma si conquista con la consapevolezza… Penso che sia questo che manca a molte donne per essere veramente tali..

  17. Luisa Vicinelli
    ottobre 29, 2010 alle 2:02 pm

    Rispondo solo alla domanda di Francesco e non mi addentro sulla giustezza del messaggio cattolico (quello cristiano è morto nelle persecuzioni romane del colloseo ad opera dei primi “ecclesiastici” insediati presso il potere che temevano la troppa diffusione che stava avendo lo stile di vita praticato dopo il messaggio cristiano – leggere Un mondo senza donne credo David Noble, ma nn ricordo più bene se stava scritto lì).
    Anzi faccio come gli isolani diffidenti per natura e quindi sempre sulla difensiva: come mai una discussione scientifica appare ad alcuni (non a me, si lo so tu non sei sessista) una “guerra fra i sessi”?
    E rilancio, come mai un marito/compagno/amante/conoscente/sconosciuto/italiano/straniero uccide una donna ogni due giorni (perchè stiamo contando solo le morte) e non appare a nessuno come una guerra tra i sessi, anzi contro un sesso?

    La guerra per inciso dovrebbe essere quando scorre il sangue, e forse nonostante le iliadi varie non è successo in appositi campi di battaglia , o in appositi assedi dove muoiono soprattutto dei soldati (e non certo 4 all’anno, molto meno delle donne uccise nel nostro paese questo solo anno, molto meno dei muratori caduti dalle impalcature)

    Sempre per quel periodo della preistoria dove non ci sono fonti scritte (da noi si parte con la scrittura nel 3000 ac mentre nell’est europeo nel 2004 è stata convenuta la data del 6000 ac includendo il linuaggio della Dea) viene collocata per proiezione – ripeto fonti zero- l’alleanza uomo donna come la base dell’inizio della società. Chi sa del matriarcato, si può fare un’idea alternativa, ma chi sta in questo sistema
    o ci crede (ah, la fede!)
    o la pensa come Carole Patman: dato che il diritto paterno nasce senza l’ombra di una traccia di uno straccio di contrattazione uomo / donna fino al codice di Amurrabi, o qualcosina prima la storia dell’umanità è stata solo un grande unico stupro delle donne , prima fuori legge – senza scrittura – e poi sancito per legge.

    Bella la discussione ma qualcuno ha già letto i saggi al link ?
    Mi piacerebbe discutere di quelle cose perchè è lì che bisogna riflettere e vedere se “se puede”
    Ed è anche più divertente
    Baci
    Luisa

  18. WebmasterMascherato
    ottobre 29, 2010 alle 8:21 pm

    @Luisa
    La tradizione cattolica, che annovera grandi figure e, come dice Sergio, assolve una funzione sociale non da poco, non ha comunque la mia stima per troppi motivi che non sto ad elencare: inoltre è apertamente un’ideologia apertamente maschilista, che rifiuta di considerare le donne a livello paritario (puri fornetti da procreazione e poco più). La lista delle testimonianze allegabili è talmente ampia che non basterebbe un tomo da enciclopedia.
    L’orribile statistica che citi è terrificante: chi approfitta della propria posizione per plagiare, stalkerare o stuprare una donna ha in pieno il mio disprezzo senza se e senza ma. Ogni atto che lede la volontà e la dignità di un altro essere umano è frutto di una natura bestiale, che nega ciò che di buono abbiamo costruito nel percorso della nostra storia.
    Ma qui non stiamo parlando di archeologia? Evidentemente no… mischiamo piani temporali, tematici ed ideologici in una girandola turbinosa, rischiando di non concludere nulla.

    Metto qualche altro puntino sulle “i”, tanto per sport.
    La mia “diffidenza” non è “isolana” (isolano non sono, solo uno che studia testi, posso essere nato pure in Patagonia), è normale metodo scientifico, che mi impone di informarmi (questo weekend comincio a spulciare i testi del link che ci hai proposto, perché è un campo per me nuovo e affascinante), ma anche di guardare con occhio critico a qualsiasi realtà. Amando l’Illuminismo, la prima corrente di pensiero che ha dato pari dignità a tutti gli esseri umani, desidero porre al vaglio severo della ragione e del metodo ogni cosa che attrarrà la mia attenzione.
    Non ho difese “di genere” da fare: rappresento solo me stesso.Se riuscirò a fare capire questo, sarò felice di dibattere. Altrimenti sono solo “un uomo” e le mie argomentazioni di conseguenza saranno svalutate perché l’emittente del messaggio viene , appunto, svalutato.
    A me piacerebbe dibattere, con pazienza si può trovare un linguaggio comune.

    Ribadisco: perché non elabori un articolo che parli a al pubblico vario e non specialista di questo blog? Sarebbe una bella acquisizione.

  19. Tereza
    novembre 1, 2010 alle 9:18 am

    Lo confesso, mi sono un po’ persa tra i tanti e complessi commenti a questo post, cui riconosco innanzitutto un grandissimo merito: aver “destato le opinioni e la voglia di esprimerle”, in un momento in cui diviene sempre più difficile parlare e riflettere su questi temi, sentiti spesso come superflui, roba da ricchi e nullafacenti, gente che si fa le seghe mentali mentre il paese arranca, l’economia va a rotoli e solo alcuni validi super-uomini tengono ferma la barra sul tema del fare…shit!
    Però, mi perdonino le amazzoni (!), mi sento molto vicina alle opinioni espresse da WM sulla possibilità/fondatezza di ricostruzione storica della questione donna&matriarcato, soprattutto perché non credo che le donne abbiano bisogno di dimostrare subito e qui la radice storica del nostro “potere che fu”, neanche per ottenere ragione e ascolto: possiamo pretenderlo e basta, o no?
    Dico cioè che noi donne che non ne abbiamo bisogno per pretendere nulla, perché tutto ci spetta: uguali diritti e uguali possibilità.
    E aggiungo anche, cercando di non dilungarmi oltre per non annoiare, che credo in una discriminazione storica feroce e protratta sulle donne e sul loro corpo, legata, a parer mio, al sentimento della paura che cova in gran parte degli uomini. Mi spiego meglio: credo che l’uomo abbia avvertito da sempre il legame saldissimo tra le donne e l’istintualità, una sorta di incarnazione del potere della natura, avvertita come incontrollabile, entità capace di sovrastare e/o vanificare ogni decisione e volontà umana. E’ come se le donne fossero la rappresentazione vivente di questo potere, anche e soprattutto attraverso la sessualità e la capacità di procreare.
    Ecco, se dovessi rintracciare la principale motivazione della segregazione e della discriminazione delle donne (leggi anche streghe e simili) la rintraccerei in questo elemento: nella grande preoccupazione destata nell’uomo, il quale, mentre andava organizzandosi il potere e il controllo del territorio secondo regole e codici, (che, per motivi di cruda auto-tutela, non potevano né prevedere né permettere la presenza di un tale “momento/elemento” femminile di inevitabile e improgrammabile disordine), trovò la necessità di “discrimare le donne per governare dispoticamente”.
    Chiudo qui, auspicando d’essere stata almeno comprensibile e chiarendo che non ho scritto qui con cognizione storica alta e documentata, ma solo con un atteggiamento di riflessione personale.
    Ciao

  20. WebmasterMascherato
    novembre 1, 2010 alle 10:13 am

    @Tereza:
    In effetti, almeno sul piano dell’acquisizione formale dei diritti, la donna ha veramente fatto passi da gigante, e in altre società meno “machiste” della nostra hanno ottenuto anche posizioni di assoluto rilievo politico (la Clinton, la Merkel e la nuova presidentessa brasiliana), mentre qui c’è l’igienista mentale di Papi che si è fatta largo a colpa di natiche.
    Nonostante i diritti costituzionali, però, la vita quotidiana del Paese è segnata da un disprezzo “culturale” della donna e del femminile: su questo sono d’accordo con le nostre studiose “amazzoni”, perché se il solo modo di affermarsi è fare l’ “igienista mentale” di un potente ammalato di satiriasi, allora significa che ben poco è cambiato.
    Riguardo a quello che dici, è probabile.
    L’umanità primitiva, senza la nozione scientifica di causa->effetto, forse aveva un timore reverenziale e magico di fronte al “miracolo” della procreazione, quindi sviluppa da un lato un senso religioso dell’utero femminile, creando per analogia un legame tra terra generatrice e donna per poi arrivare al culto della Dea Madre, dall’altro forse l’inurbazione e la fine della vita nomade portano l’uomo a voler sostituire il sistema di valori preesistente. Un’ipotesi che ha vari indizi che fanno quasi una prova.

    ps. ah, se tutti i post sollecitassero discussioni simili, brinderei a champagne ^^

  21. novembre 2, 2010 alle 12:55 am

    A WM: ironicamente annoto un lapsus Freudiano nel post precedente, in chiusura della frase riportata:

    “mentre qui c’è l’igienista mentale di Papi che si è fatta largo a colpa di natiche.” ^^

  22. WebmasterMascherato
    novembre 2, 2010 alle 7:01 pm

    @Graziella: lapsus classico😀 (ho dovuto rileggere tre volte prima di accorgermi del “Mentale” @_@

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