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Traiettorie impercettibili

Quadro di Silvia Raimondo

Mi son sempre piaciute le rondini per il loro carattere schivo, poco propenso ad interagire con noi umani come fanno i piccioni, animali più ruffiani di un gatto per una briciola.
Nelle stazioni della ferrovia, lungo i portici, ne osservo i nidi, le direzioni cangianti delle traiettorie che mi sembrano un balletto soave ed invece è solo pura lotta per la sopravvivenza; ogni curva è la ricerca di una nuova pagliuzza per il nido, o forse un nuovo insetto da portare ai piccoli che sporgono il capo fuori dall’ingresso angusto.
In una provincia a cui nessuno poteva sfuggire, le rondini erano il viaggio, l’esodo che presuppone il ritorno, con quei larghi balconi pieni di gerani pronti ad accoglierle dando loro riparo, le strade lastricate di sole e azzurro. E assieme alle nuvole era tutto ciò che di più libero mi pareva offrire il mondo, non conoscendo le dure leggi che regolano ogni loro ora; la breve tenerezza che suscitavano era ignara di tutto.

Mi sono chiesto se provano amore le rondini. Come i cartesiani, ho avuto sempre il dubbio che gli animali fossero macchine biologiche, caricate dall’istinto come una molla ad agire e nulla più, cosicché i sentimenti che vedevo in essi, e nelle rondini in particolare (l’amore per i rondinini, la dedizione, il sacrificio), non era altro che un semplice riflesso dei miei sentimenti di ma uomo, biologia evoluta.
Questo dubbio non è stato fugato nemmeno quando tenni un rondinino in mano, caduto da un nido nel cortile della scuola e destinato alle fauci di un gatto. Tremava, di un tremolio attento e piccino, con un cuore che diceva vita, e chissà se si è salvato ed ha aperto le ali al volo mai verso l’Egitto.

Sparite le rondini della mia giovinezza nel paesino ormai pieno di plastica, me le ritrovo ora in città al posto di quei piccioni che fino a poco tempo fa dominavano il mio quartiere. Anzi, me le ritrovo sul mio balcone scacazzato all’inverosimile, mentre una piccola rondine pigola per fame e i suoi genitori si affannano a cacciare.
E penso che poco importa se sono macchine animate o in possesso di gioia e dolore, perché non ho prove definitive che la macchina animale non sia io.

  1. sil*
    agosto 1, 2010 alle 9:34 pm

    Ps: da precisare la mia quasi totale incapacità di disegnare eh..
    hahhah vedere scritto “quadro di silvia raimondo” fa un po’ strano.
    bel pezzo Misy ee doppio Ps: anche le rondini “scacazZano alla grande”😉

  2. Tereza
    agosto 2, 2010 alle 10:08 am

    Mi piace tutto, testo e illustrazioni.
    L’immagine d’apertura poi è una di quelle che fanno volare l’immaginario, che covano e in parte nascondono significati e storie possibili in ogni loro angolo. Somiglia un po’ a certe storie a finale aperto e, in effetti, pensandoci bene, anche il testo del post mi induce a definirlo “a finale aperto”…o no?
    Bravi
    bravi😉

  3. cla
    agosto 2, 2010 alle 3:06 pm

    e a me ha fatto venire in mente quella canzone di Battiato… non s’intitola “rondini” ma “uccelli” e i voli rimangono impercettibili…

  4. Lucia
    agosto 2, 2010 alle 3:12 pm

    L’immagine iniziale fa venir voglia di leggere,incuriosisce gli occhi e la mente!!

    Per non parlare del testo che è scritto benissimo con un tocco di tenerezza e nostalgia tipico del nostro grande prof :)))))

  5. WebmasterMascherato
    agosto 2, 2010 alle 5:04 pm

    @Sil. Il disegno è grazioso, poche storie. La tecnica la affinerai…

    @Tereza: la scrittura, come la vita del resto, richiede l’incompiutezza e il non finito, l’apertura a possibilità ancora da venire. A furia di leggerti mi starò teresizzando ?🙂 grazie mille del “bravo” a entrambi, ogni tanto è un vero toccasana…

    @Cla. Vero, è una delle mie canzoni preferite di battiato, “Gli Uccelli” da “La Voce del Padrone”; il titolo del pos riprende i suoi versi più belli (“voli imprevedibili ed ascese velocissime/ traiettorie impercettibili/ codici di geometria esistenziale”).

    @Lu: grazie grazie ^^ ci vedremo a settembre a capo, ok?

  6. Lucia
    agosto 2, 2010 alle 9:30 pm

    Mais oui prof :))

  7. CrIsTiAn
    agosto 3, 2010 alle 7:34 pm

    Un prof come pochi. Complimenti sinceri al WM! E’ sempre un piacere leggerlo!!

  8. WebmasterMascherato
    agosto 4, 2010 alle 12:32 pm

    esagerato… un abbraccio Cris

    ps. A quando il seguito del tuo racconto?

  9. CrIsTiAn
    agosto 4, 2010 alle 5:34 pm

    Spero che le prossime due settimane di vacanza che farò mi portino ispirazione! Sono peggio di una luce ad intermittenza con la scrittura!

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