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Voci su Outbook – Recensione di Daniela Piccoli

Mi presento, sono una degli autori del libro di OUT. E voglio dirvi che prima che scrittrice io sono una grandissima lettrice: in vita mia ho letto di tutto e di più, dai romanzi, ai gialli, agli horror, alla fantascienza, alla fantasy, alla narrativa che parla di vampiri, licantropi e altro. Ho sprecato tempo dietro libri insulsi che uno si chiede se mai l’editore, prima di pubblicarli, li abbia mai letti prima, e libri che invece mi hanno arricchito e dato emozioni e che rimarranno oltre che nel mio cuore nella mia libreria (che scoppia) per sempre.

Ecco di OUTBOOK hanno parlato ormai già tutti. So di ripetermi ma non posso fare a meno di ribadire che la grafica del libro è bellissima! Il grande Flok ha fatto un vero capolavoro con il suo cuore e su questo non ho dubbi. Anche la Edarc con la copertina satinata doppia e le pagine di carta lisce pure e posso quindi dire che gli amici e conoscenti che hanno visto il libro ne sono tutti rimasti meravigliati.

Sull’introduzione non voglio far polemiche. Rizzi forse si è dato un po’ la zappa sui piedi, ma io la prefazione di un libro non la leggo quasi mai. Di solito vado al sodo e penso sempre che è quello che è scritto dopo che conta.

E qui conta.

Tredici racconti insoliti, a volte strani, di autori che avevano voglia di dire qualcosa e l’hanno detta alla loro maniera. Ecco in questo libro non ci sono nomi noti, gente che ha pubblicato solo perché è famosa, ma c’è gente comunque che ha cercato di mettere sulla carta la loro versione di amore. E mi dispiace contraddire quella persona che ha detto che in questi racconti non “si sentono le farfalle nello stomaco”. Io ce le ho sentite, in ognuno di loro.

La mia convinzione da lettrice è che quando un libro è fatto con passione vale la pena di leggerlo. Che non è solo quella degli autori, ma di tutto lo staff di OUT che si è tanto adoperato per la realizzazione di questa opera (ancora grazie!).

Quindi che dire di più? Leggetelo e poi diteci se ne valeva la pena!

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  1. WebmasterMascherato
    luglio 30, 2010 alle 10:06 pm

    W le farfalle!

  2. cla
    luglio 31, 2010 alle 11:55 am

    io sono poco romantica, le farfalle non mi piacciono come non mi piacciono i fiori e… secondo me ci sono buoni racconti, di gente non famosa. Anzi, alcuni sono proprio ottimi.
    E siccome qualcuno mi ha già ribattezzato violenta&sanguinaria… attenti a quello che scrivete. Non fatemi arrabbiare!

  3. WebmasterMascherato
    luglio 31, 2010 alle 1:46 pm

    Strano, i tuoi quadri sono pervasi di sentimento profondo: magari sei romantica a modo tuo! (ok, non mi picchiare…)

  4. cla
    luglio 31, 2010 alle 3:25 pm

    i quadri “floreali” sono estetica, ricerca di sfumatura. Non mi paiono romantici. Poi vabbè, se prendi un gianlù a caso, lui nei miei quadri coi fiori ci vede allusioni sessuali (ehi gianlù, sei rimasto alla storia del fiore e dell’ape?). Molto più romantici i racconti di outbook… e vada pure per un romanticismo a modo mio!

  5. Dany
    agosto 2, 2010 alle 9:05 am

    Allora Cla possiamo parlare di “amore per la pittura”? Della passione che metti quando dipingi? Ecco forse più che “romanticismo” è quello che vede Francesco nei tuoi quadri. E credo che abbia ragione!

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