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Voci su Outbook – Recensione di Luca Belloni

Parlare di un libro simile non è mai facile, perché parte da presupposti che poco hanno a che fare coi classici canoni dell’editoria.
Questo libro nasce dalla passione e dal sudore, dalla testardaggine e dalla spensieratezza, ma soprattutto dalla voglia di libertà e dal non arrendersi. Quindi, esserne venuti a capo dopo mesi di travagliato lavoro febbrile di editing, email da spedire ed accenti da correggere, è già di per se una vittoria. Un mio giudizio non può che che essere positivo, visto che so cosa vuol dire sudare tra editing e consegne tipografiche. So cosa significa tenere  a bada una decina di autori, coi  loro dubbi e paranoie;  le persone che vi sono dietro hanno lavorato bene e non ho critiche da fare. Anche tecnicamente il risultato è molto buono, a cominciare dalla copertina, ottimo lavoro grafico reso bene dall’opacità della carta; copertina impreziosita pure dalle alette (credetemi, costano).
L’introduzione di Alberto Rizzi la trovo corretta, e la sposo in toto. La prima parte un po’ malinconica e provocatoria serve solo a creare pathos per la seconda parte, speranzosa e fiera.

Se volete che prodotti simili continuino ad esistere, se avete davvero voglia di partecipare ad una Nuova Resistenza Culturale, a questo punto non avete altro da fare che divulgare il verbo, contaminando la mente delle persone falsamente libere. Come? Semplice: facendo acquistare copie del libro in questione. Certo, “i soliti 4 gatti”… calcoli alla mano, 13 autori non riescono a far vendere almeno 10 copie a testa? Coi soldi di queste vendite l’editore o chi per lui, riuscirà a malapena a ripagarsi le spese di stampa, vero. Ma una volta andato in pari, avrà tutto l’interesse a promuovere un “Out book #2”, ne sono sicuro. Lo so che questa mia potrebbe essere male recepita, ma ragazzi miei, l’editoria indipendente si regge anche su questo. Il tipografo si paga, moneta sonante  e non belle parole. Sono conscio che si potrebbe etichettare una manovra simile come bassa editoria, ma non si può lasciar perdere tutto solo perché ormai è stato stampato; parlatene sui vs siti/blog, create discussioni sui forum, invadete i social networks, fate pubblicità, fate di tutto per far girare il nome, il verbo. Siamo tutti coinvolti, forza!!!

Luca Belloni
autore/sceneggiatore, vecchio fanzinaro divenuto pseudo editore. (www.absoluteblack.net)

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  1. WebmasterMascherato
    luglio 28, 2010 alle 7:52 pm

    Ciao Luca,
    hai colto in pieno il misto di lacrime e sudore che ha sostenuto la nascita del libro in quanto fanzinaro militante 🙂 da parte nostra sosterremo con le nostre piccole forze la nostra creatura e spero che tutte le persone coinvolte facciano altrettanto.
    Solo una precisazione: il merito non va solo a noi di Out, che abbiamo fatto il lavoro editoriale, ma soprattutto ad Alberto Rizzi che ci ha sostenuti economicamente ed ha fortemente voluto che Outbook prendesse vita e forma.
    In quanto a me, un Out Book 2 sarebbe il mio sogno e chissà se riusciremo un giorno a realizzarlo (sento le vibrazioni della Cla’ che mi smadonna dietro ancora stremata da Outbook 1…. ok scherzavo scherzavo XD

  2. cla
    luglio 28, 2010 alle 11:43 pm

    sì, luca ha centrato il problema, quello di rapportarsi ad una produzione “seria”, con tutto ciò che ne consegue… forse grazie a quest’esperienza posso dire di adorare ancor di più il mondo autoprodotto, di essere felice di fare fanzine.
    mai dire mai… per il momento però io mi fermo ad outbook1, anche se al webm piacerebbe sentirmi smadonnare (ohè, ti sei già dimenticato come ho steccato finora? davvero sicuro di volerne il bis?), uhm…

  3. luglio 29, 2010 alle 4:19 pm

    🙂
    Certo, i complimenti principali vanno a chi materialmente ha sganciato la grana, ovvio!
    Però, poi però un produttore deve avere chi materialmente lavora sul prodotto, ci si sporca le mani (ergo smadonna), gestisce tutto quanto. Ma non finisce qui, anzi, il lavoro duro paradossalmente inizia ora, ovvero con la vendita e finisce con la post vendita (ovvero l’assistenza al lettore). Lo so, queste ultime cose le deve fare l’editore, ma produzioni simili si sostentano + sulle forze e l’entusiasmo degli aderenti, che sul reale appoggio dell’editore. Finita la poesia, bisogna rimboccarsi le maniche. Siete solo all’inizio, dai! A quando un Outbook 2?? ;-))))

    Cla, capisco al 1000×1000 cosa intendi. Ma ti posso assicurare che anche il mondo dei “pro”, dopo averci preso un po le misure, non è male. A parte il tipografo da pagare!!!;-))
    Ciaoooo

  4. WebmasterMascherato
    luglio 29, 2010 alle 10:55 pm

    che dire, Luca, speriamo che le tue parole siano profetiche… io ci spero

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