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Voci su Outbook – Recensione del WM

Ho finalmente qui accanto a me la copia di Outbook fresca di stampa, odorosa di inchiostro buono. Anche se siamo andati in economia, la grammatura della carta è ok, la copertina è lucida ed esalta lo splendido lavoro di Mastro Flok, artigiano ed artista insieme, cura del particolare e ispirazione del cuore. E un cuore campeggia proprio al centro del libro con un bel logo.
L’impatto, però, è negativo: mi pare piccolo! Tutto questo lavoro per un tascabile leggero e aereo. Mi aspettavo una fisicità più straripante, è invece è come un piccolo elfo beige; mi spiazza, ma mi abituo presto a lui come a delle scarpe nuove. Ora non me lo immaginerei diverso.
Lo rigiro fra le mani e devo dire di adorare il “Garamond” come font dei libri, tondo e ciccioso, che si legge una meraviglia. La sinergia fra il lavoro del gruppo Out ed Edarc paga.

I racconti li so a memoria (sfido, li ho co-editati io…), quindi è come un ripercorrere una strada gia battuta e comincio a incavolarmi per le imperfezioni rimaste e per quel paio di errorini del cavolo che non perdonerei al mio peggiore alunno.
Mi rileggo il crudo Belloni, con le rasoiate senza compromessi, le sottili tensioni metafisiche della Casulli e della Massei, la sublime patafisica di Occhionero (per me uno dei migliori autori che Out possa annoverare), le rivisitazioni kafkiane del Rizzi e il lirismo floreale della Padilla, mi immergo nella tristezza delle parole della Sbrana; poi leggo di un fiato le pagine dei nostri scrittori che hanno scelto come veicolo la fantascienza, che per uno allevato a pane e Asimov come me è come ritrovare una lingua antica ma sempre cara: il gruppo di Cattaneo (una scrittura intrigante che mi ha incuriosito), Tanci (che ha giocato coi paradossi), Piccoli e Zanini (davvero piacevoli da rileggere!). Poi per ultimo il racconto della Bernacchia, che a mio avviso diventera una futura colonna delle pagine di Out.

È un libro che rileggerò altre volte a spizzichi e bocconi, seguendo l’estro del momento, dato che è pervaso di molte tensioni imperfette, di pensieri in nuce e potenziali tormentoni citazionisti (già mi vedo a gridare “Molise liberooooo!” come nel racconto di Occhionero). Outbook è un lavoro che però lascia inappagato qualcosa, come una sottile inquietudine, certo che questa è solo una tappa del percorso che questo gruppo di pazzi sognatori e dei loro nuovi compagni di strada si avviano a percorrere.

La mia l’ho detta: attendo le reazioni di chi ha scritto, letto, sbocconcellato, annusato… l’email è la solita😉

Categorie:Uncategorized Tag:
  1. cla
    luglio 10, 2010 alle 10:06 am

    Con “l’impatto, però, è negativo” mi hai fatto tremare… secondo me è un piccolo libro fatto con il cuore.
    E dentro siam riusciti a metterci buoni racconti.
    Qualcuno piacerà di più, qualcuno piacerà di meno. Qui però scattano i gusti personali, territorio minato.
    Non so, personalmente mi ritengo soddisfatta!

  2. WebmasterMascherato
    luglio 11, 2010 alle 6:24 pm

    Beh, sei giustamente orgogliosa. È un buon prodotto!
    Poi, come sai, io sono un insoddisfatto cronico e trovo sempre da ridire, ma credo sia una tensione positiva che serve come spinta ai progetti successivi, almeno spero.

  3. gio
    luglio 15, 2010 alle 11:56 am

    Cara CLA ! Come promesso … commentino … per la parentesi romana ospiti dei favolosi “DANIAeANTONIO” … be’ intendi replicarla …sempre disponibile .|Un ‘abbraccio da Gio

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