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Informarsi per non dimenticare.

Di fronte a certa facile demagogia è importante sapersi informare, andando oltre la superficialità a cui si prestano certi strumenti di informazione.

Esempio

1)Battaglia del grano:iniziativa demagogica e strumentale, volta ad esaltare la natura rurale del regime, fu un operazione sostanzialmente inefficace, adoperata con mezzi tecnologici di infimo valore e sfruttando terre poco adatte alla coltivazione del grano.

2)Bonifica paludi: iniziativa parzialmente positiva, ma volta a compromettere numerosi elementi della flora e della fauna del paese.

3)40 ore settimanali: il regime aumentò successivamente le ore settimanali a 48.

4)assicurazioni di invalidità e vecchiaia: processo di tutela sociale già avviato dai governi pre-fascisti.

5)Corporazioni e sindacati fascisti: Enti privi di qualsiasi significato pratico, legati strettamente alla dottrina di regime, volti a negare diritti fondamentali come quello di sciopero.

6)Tutela del lavoro donne e fanciulli: come per le assicurazioni.

7)Successi Carnera e Nazionale di Calcio: i successi degli azzurri di Pozzo e del pugile sono legati strettamente al valore ed alle capacità dei singoli atleti, le quali sono state strumentalizzate dal regime, dubito che qualcuno darebbe qualche merito a Prodi per la vittoria del mondiale nel 2006.

8)Trasvolata oceanica Balbo: operazione di facciata , i trimotori adoperati dal quadrumviro si mostrarono tecnologicamente obsoleti, come rimase l’aeronautica italiana, e tali limiti si sarebbero mostrati vistosamente nel confronto bellico contro la RAF nella seconda guerra mondiale.

9)Riforma Gentile: riforma parzialmente positiva ma che manteneva elementi retrivi come l’ora obbligatoria di religione, non rispettosa della libertà religiosa, e l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria solo grazie al diploma classico.

10)Enciclopedia Italiana: ebbe il contributo anche di intellettuali non fascisti.

11)Lotta contro l’analfabetismo: Opera già iniziata con diversi successi dai governi prefascisti.

12)Umberto Nobile al Polo Nord: Lo stesso Nobile fu successivamente ingiustamente degradato dallo stesso Mussolini a seguito della tragedia del dirigibile Italia.

13)Stop alla criminalità: semplicemente durante il fascismo i giornali parlavano poco o niente di cronaca nera.

14)Nobel a Pirandello e a Grazia Deledda: Premi ottenuti per i meriti dei due intellettuali, che il regime strumentalizzò.

15)Innovazioni Architettura: azione che ha favorito numerose speculazioni edilizie, sovente compromettendo il patrimonio storico del paese.

16)Patti Laternanesi: strumento di condizionamento politico ed economico ad una potenza straniera, di cui paghiamo il prezzo ancora oggi.

17)Azione del prefetto Mori: Inizialmente efficace, il prefetto fu in seguito allontanato quando stavano per emergere le collusioni di numerosi gerarchi fascisti con la mafia, vanificando di fatto la sua azione.

18)Oro e ferro alla patria: iniziativa propagandistica volta a finanziare una anacronistica guerra coloniale.

19)L’impero: che durò appena 5 anni, e con uno strascico di vergognosi episodi di violenza a scapito dei popoli assoggettati.

Si dimenticano.

1)Il tribunale speciale contro gli oppositori politici.

2)Esecuzione fisica degli avversari politici (Matteotti, Amendola, fratelli Rosselli).

3)la reintroduzione della pena di morte, con oltre 30 condanne eseguite.

4)le leggi razziali.

5)Centinaia di migliaia di giovani mandati allo sbaraglio dai ghiacci della Russia ai deserti africani.

6)Discriminazione dei celibi, i quali non potevano avere promozioni come dipendenti pubblici.

Categorie:Uncategorized
  1. WebmasterMascherato
    giugno 13, 2010 alle 7:10 pm

    splendido post, preciso, utile anche a chi il fascismo lo ha letto o lo ha solo vissuto per sentio dire per non dimenticare. per ricordare che la libertà non è mai libertà senza eguaglianza e diritto all’audeterminazione.

    ricorderei anche la strumentalizzazione della giustizia (il caso Girolimoni)
    l’anestetizzazione del cinema italiano, prima pioniere negli anni ’10, poi semplice spot di propaganda
    la pagliacciata di Salò

  2. giugno 14, 2010 alle 7:51 am

    punto 7):
    mi viene di ricordare le polemiche da dementi che si scatenarono per la vittoria dei mondiali, stupidissime ma alle quali, ahimé, parteciparono un po’ tutti, su chi avesse tratto più vantaggi da quella vittoria (ovviamente ci si riferiva con “malizia” al governo appena insediato, quello di Prodi).
    Si parlò di effetto mediatico della vittoria che diventava efffetto mediatico e sponsorizzazione del governo…ne vogliamo parlare?
    e punto 14):
    vale un po’ il discorso fatto per il punto 7); qui penso al Nobel a Fo e alle polemiche seguenti. Poco o nulla ci si interrogò sul personaggio e sulla sua produzione e molto sulle sue simpatie politiche. Questo modo di procedere rese il dibattito del tutto straniato, slegato cioè da un vero giudizio di merito e/o da una critica alla scelta operata per il Nobel, una critica motivata con argomenti di sostanza e non di “pettegolezzo” invidioso e malevolo.
    Sapete che c’è? C’è che alla fine mi pare di scorgere un riaffiorare continuo di atteggiamenti tipici della nostra mentalità che non riesco più neanche a definire provinciali perché mi parrebbe di sottrare loro, ingiustamente, una parte di negatività.
    Questo guardare ai risultati sempre con occhio pettegolo, accecato da malafede e sospetto politico, sa, più che provincia, di…persiana, quella dietro alla quale si mettono le comari a commentare chi passa.

  3. WebmasterMascherato
    giugno 14, 2010 alle 10:42 am

    punto 7)
    Il rapporto calcio-potere è davvero qualcosa di inquietante.
    Beh le vittorie sportive spesso sono state utilizzate dai peggiori governi dittatoriali per ottenere consensi e calmare le acque del dissenso, come nel 1978 in argentina o la quasi vittoria in italia nel 1994, con un tecnico venuto dalla squadra del presidentissimo voluto e vezzeggiato da lui, quando disse “trasformiamo lItalia (la nazione e la squadra) come il Milan” allora vincente (ora una squadretta abbandonata a se stessa dopo essere stata sfruttata per lanciare l’immagine vincente del nano); la vittoria del 2006: il mediocre ministro dello sport Melandri provò a saltare sul carro del vincitore, ma fu buttata giù perché la nazionale, perlopiù di scuola juventina, era stata vilipesa e offesa con le accuse più infamanti. La pessima ministro si rifece massacrando assieme alle manovre interiste la Juventus con il processo farsa di Calciopoli, sperando di poter ottenere favori per la sua Roma. Risultato: Calcio italiano distrutto e privo di credibilità: il potere ha provato a servirsene e ora è un guscio vuoto, che perde contro polonia e ucraina l’assegnazione degli europei di calcio.

    E questi non sono che tre/quatro fatti emersi in superficie

  4. clà
    giugno 15, 2010 alle 6:26 pm

    il calcio è questione nazional-popolare…
    il fascismo era un regime, questo però non vuol dire che non abbia fatto cose buone. Mia nonna, che aveva 90 anni, di Mussolini ne parlava bene (“dava i soldi se avevi figli”). Quest’anno in edicola ho visto riaffiorare il profilone-mascellone del duce: poster, calendari, accendini (ormai in edicola ci trovi di tutto… se cerchi un quotidiano potrebbe però essere difficile), un pò come fù, qualche anno fa, per il Chè. Mode che vanno, mode che ritornano…
    Saltando tutto ciò che è seguito, forse ci risiamo, forse siamo davvero ad un nuovo “regime”, più mediatico, più sottile, più “paraculo”… e allora forse, tra i due, era meglio il primo. Fosse solo perchè era l’originale, fosse solo perchè, manie a parte, qualche bricioletta la dava per davvero…

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