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I baffi di Umberto

voi deliziati, figuratevi noi...

Lacrime e Sangue, manovra da 25 miliardi: Tremonti ha parlato. Tutto questo mentre ogni giorno emergono particolari degli scandali sugli appalti, con politici che si facevano ristrutturare abitazioni in cambio di appalti statali o lucravano sulle pale eoliche.

E allora?  Perché qualcuno se ne dovrebbe accorgere stavolta? Non è la solita vecchia canzone del potere assoluto che corrompe in modo assoluto, mentre il popolo gonzo si accontenta delle briciole come al solito?
Sì e no: anzi, no.

Quell’entità astratta chiamata “opinione pubblica” sopporta, applica e giustifica la corruzione, tranne che quando soffiano i venti di crisi. L’anno scorso c’erano genitori che facevano la fila per offrire le figlie sull’altare del velinismo, e si sarebbero dati fuoco per elevare a zoccola del potere il frutto del proprio sangue. Nessuno si è scandalizzato per il fatto che abbiamo speso quasi un miliardo di euro per organizzare due G8 fallimentari (prima distruggendo un’isola in Sardegna, poi spostando il teatrino a L’Aquila). Nessuno.

Ma quando ci sono le tasse no. Ora tocca pagare. Ora gli scandali della cricca dei privilegiati toccano fanno fremere di indignazione la casalinga di Voghera: la casa di Scaiola, Bertolaso che pagava in nero un appartamento in Via Giulia, i privilegi di chi non si dimette, Anemone che ristruttura a gratis e paga la casa a tutti. Toccagli la casa alla “ggente…”…
Tocca la casa all’Italiano, specie se in crisi, e veramente conoscerai il significato della parola “forcaiolo”. L’umore in giro è pessimo e persino Calderoli è costretto dire cose intelligenti, o il suo elettorato si rivolta.
Il tutto mentre avremmo bisogno di una guida autorevole, ed invece, giorno dopo giorno, si scoprono altri particolari di questo vile teatrino. Il tutto mentre il Presidente non va a vedere nemmeno la sua disastrata squadra di calcio ed evita qualsiasi intervento pubblico.

Umbè, facce  Tarzan!

Umbè, facce Tarzan!

E mentre provo a distrarmi seguendo le amenità culturali del Salone di Torino, ormai ridotto a una passerella di mezze figure (edit: se ci va Valerio Scanu allora siamo veramente messi male), apprendo l’unica notizia che mi fa sorridere di speranza: Umberto Eco ora ha i baffi.

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