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Il partito dell’Amuore

Fini vuole contare

Come incipit andrebbe bene “i nodi arrivano finalmente al pettine” se non parlassimo di un indivisuo con evidenti problemi follicolari. Ripiego sul: finalmente l’amore trionfa…
Gli amorini (copyright Prometheus) Papi e Fini se le sono dette davanti a tutti in diretta, con il povero regista che non sapeva come rendere meno catastrofico il tracollo, con i componenti del partito dell’Amuore che si rimproverano dandosi del leghista, del post fascista, del traditore. Mancava solo: “e io porto mio fratello che è grande”, “e io porto mio cugino che fa il pugile” “e io… e io…” con conseguente pianto per la bua.
Fantastico Bondi che non sopporta di sentirsi dire “servo” dagli avversari; risponde con una serie di razionalizzazioni che fanno capire quanto gli roda dentro eseguire gli ordini, essere il buon don Abbondio che sta dalla parte del più forte, mentre alberga in lui una sete di dominio e di autoaffermazione che scalpita potente, ma che don Bondi ha trasformato in adorante devozione verso l’oggetto del suo amore, che sfiora lo Stilnovismo dantesco.
Fini che non cede di un passo come Leonida pare un folle che si butta in un precipizio per vedere l’effetto che fa, avvalorando la tesi di chi dice che è sbroccato per non riuscire a diventare uno statista, dato che Papi vuole campare 120 anni curandosi con le staminali, che lui potrà permettersi ma gli altri no, visto che la sua alleanza con quelli che non pagano l’ICI ha frantumato la libertà di ricerca in Italia.
Berlusca incredulo: qualcuno lo contraddice. Non gli accadeva da quando al ristorante gli sconsigliarono il risotto con le vongole (presumibile che lì abbia comprato il ristorante mezz’ora dopo e licenziato l’incauto cameriere).
Bocchino viene altrove attaccato dalla Mussolini perché ha un brutto cognome… cioè… dico… parla la Mussolini… sul cognome…

Comunque vada, è nato il partito dell’Amuore, con i suoi “puttini” che svolazzano in cielo e tra un’escort e qualche appalto agli amici di Bertolaso, ma scagazzano su noi poveri mortali che subiamo le conseguenze di questo losco teatrino.

  1. gloria
    aprile 25, 2010 alle 11:25 am

    ihihih! Ottimo il paragone tra Bondi e Don Abbondio.. e la Mussolini che critica i cognomi altrui…
    Mi ha colpita il fatto che Fini abbia detto a Berlusconi: MA DAI NON CREDERAI ANCORA CHE LE LISTE DEL LAZIO NON SIANO STATE PRESENTATE A CAUSA DI UNA COALIZIONE TRA GIUDICI. Che in altre parole significa: le elezioni sono finite, non è necessario portare avanti quella grossa balla a cui non credevi e non credi neanche tu che la dici, ma solo quei milioni di stupidi che ti votano! Per la serie: che popolo!

  2. WebmasterMascherato
    aprile 25, 2010 alle 12:16 pm

    grazie Gloria: riguardo a quella frase, mi ha dato da pensare. Io avevo capito una cosa così: NON TI ACCORGI CHE IL TUO PARTITO NON E’ TRIONFANTE NONOSTANTE QUALCHE SUCCESSO, MA ALLO SBANDO?
    Per dire che il pdl, eroso dalla lega, senza altra identità che la fedeltà a convenienza al capo, imploderà mancante Berlusconi.

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