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Pensieri in gola.

Cigolano le persiane, un sibilo serpentino ti punge i timpani, spiragli di luce fanno a pugni per sfiorarti il viso, che nottata insonne! Non hai smesso di pensare neanche un istante ad una possibile illuminazione, ispirazione, vocazione. Anche il più cane degli scrittori ha una sua fonte di creatività, mentre tu ogni volta sembri una povera chioccia gettata in un secchio d’acqua.

Poco male, sai bene che quando il buio della notte svanisce, arriva il dì, e devi concentrarti su altro. Hai un’occupazione ben precisa, e comporre, scrivere e riversare parole su carta è solo un amabile hobby. In genere poco t’importava se non riuscivi a trovare idee per buttar giù due righe, ma oramai era da mesi che non lo facevi, ed iniziavi ad arrovellarti pazzamente. Pensi allora che forse è il caso di fare due passi, così, per schiarirti le idee. Devi andare a lavoro, ti aspettano tutti in ufficio per le nove e mezzo e dunque ti incammini. Scegli di prendere la via più lunga, sai di avere un passo veloce e ben calibrato, non ci sono rischi che tu possa arrivare in ritardo. Sei appena uscito di casa ed, oh, guarda, che splendida giornata! Il sole ti abbraccia dolcemente, una leggera brezza rende l’aria morbida, gli uccelli intonano lodi a questo bel vedere. Ma ecco che già qualcosa si smuove in te, una frase ti sorge spontanea: “massì, potrei raccontare di questo splendido paesaggio!” – ” è dolce e carico di brio, potrebbe venirne fuori un pezzo romanticamente bucolico”. Ma mentre proferisci tali parole, sai benissimo in cuor tuo che non è quello ciò che stai cercando e che un’ispirazione del genere non ti calza per nulla. Freni subito l’entusiasmo e continui a camminare. C’è tanta gente intorno a te, gente che va, gente che viene. Vorresti essere capace di leggere in tutte quelle menti fugaci, e da lì trarne spunto per dar forma ad una fantasmagorica prosa. Ma non ne sei capace, nessuno lo è! Chi se ne frega – pensi – la mano che scrive è la tua, la penna,ed anche i fogli: sei tu a decidere, sei tu che puoi inventarti ciò che vuoi. Poco male se il lettore rimarrà basito nel seguire storie fuori dal razionale, l’autore sei tu, che si arrangi! Tuttavia, sai anche di non voler passare per un povero autore disperato che, in cerca di un’idea travolgente, si lancia in penosi tentativi di lettura della mente. Lasci dunque che anche questo pensiero fugga: è più facile che si illumini un tombino che non la tua testa!

Ehi!Ma ti sei accorto che nel frattempo hai preso a camminare veloce come un treno? Vai piano, nessuno ti insegue, sembra che tu sia braccato da tutte le parti! Così rischi di andare contro qualcuno. Ecco fatto, come non detto, una giovane ragazza esce timidamente dal portone di un edificio e tu la travolgi, sei proprio un tonto! Cade in terra, con tutto il fardello di libri che ha in mano. Sarà una studentessa? E’ giovanissima, forse adolescente, bella e con una pelle color olivastro. Non fai in tempo a scusarti che la ragazza ha già raccolto i suoi testi ed è fuggita. Ma andando via ti ha lasciato qualcosa, una nuova idea. Vorresti narrare di un uomo che innamoratosi follemente di una ragazza molto più giovane di lui, giunge, straziato da questo amore proibito, a togliersi disgraziatamente la vita. E’ una bella storia, potresti anche evitare di circondarla di smancerie  e riempirla solo di strazio e dolore. Che bello, adesso hai smesso di correre e ti sei calmato. Cammini con un leggero passo a cadenza regolare, si vede che sei rilassato e compiaciuto. Sei convinto di aver trovato la giusta idea, per di più ispirata da una sorta di musa che non dimenticherai tanto facilmente. Perbacco, adesso anche tu hai la tua Calliope! Sei contento come un bambino, non vedi l’ora di scrivere, se avessi un foglio a portata di mano saresti disposto a morderti un dito ed usare il tuo sangue come inchiostro. Tutto adesso va alla grande, sono quasi le nove e mezzo e sei arrivato in ufficio in pieno orario. Entri sorridendo a tutto e tutti, hai un’espressione quasi da ebete stampata in viso, sembra che tu abbia una paresi. Dai, sei quasi ridicolo, facci il favore, vai nel tuo ufficio, prendi carta e penna e sfogati pure. Siamo stanchi di stare dietro ai tuoi pensieri, dovremmo essere sinceri con te e confessare che l’idea che hai avuto ci sembra un po’ stupida e banale, ma in realtà non dovremmo far altro che ringraziarti, sei stato la nostra ispirazione!!

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  1. WebmasterMascherato
    marzo 26, 2010 alle 9:42 pm

    vedo che ormai la pagina bianca non è un problema ormai 😉

    viva la cassa dei libri caduta dal cielo (a proposito, me la racconti?).

  2. CrIsTiAn
    marzo 27, 2010 alle 7:59 pm

    vedrò di farmi ispirare dalla famosa cassa allora!

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