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Milioni di Milioni

al Tar (non) si comanda

Gliene avrei offerto io tre di panini ad Alfredo Milioni, uno con la mortazza e due al prosciutto, quello buono che costa. Invece ci aveva fame, porello, e si dimentica di consegnare le liste del PDL entro i termini di legge, o almeno così ci racconterà la storia che sarà scritta dai lacché del beneamato presidenticchio. E ora siamo tutti nella melma…

Ora quelle liste mai pervenute per colpa dei giochi di potere all’interno del Partito del (malaf)Fare terremotano le coscienze, rimestano il Caos: smascherati quelli che avevano finto moderazione (come La Russa che picchia il giornalista come quando c’era Lui), sempre più palese e patente il becero istinto del potere che taglia i talk show o gli italiani si accorgerebbero  che nessuno pensa alla Crisi, ma al Parlamento si straparla solo dei guai del presidenticchio e dei suoi fratelli Milioni.
Dopo l’incontro col Duomo, ora è tornata la vena canterina del piccolo capo, che si appresta a ridiscendere in campo e recuperare i voti perduti, così da aizzare le folle finché qualcuno non deciderà che i “comunisti” (ma ndo stanno? li vede solo lui…) non si devono solo picchiare.
Intanto nei comizi della Polverini spuntano saluti romani e gente equivoca, mai allontanata, cercata e coltivata con attenzione, mentre al sud la ‘ndrangheta ha  intessuto la sua tela: oltre a Nicola “schiavo” Di Girolamo, spunta un altro senatore-servo della più potente delle mafie. PDL, gente pulita dentro, niente da dire.
E l’opposizione che fa? Di Pietro inneggia ai Viola, popolo spuntato dal nulla che finirà nel nulla, e attacca Napolitano, assicurando così altri 10 anni di governo alla destra di governo. Il PD? Non pervenuto: anche se dicesse qualcosa, non ha televisioni per farsi ascoltare (Youdem non conta; è un pollaio senza senso).
E c’è da chiedersi se ci salveremo da chi ormai fa carta straccia di leggi e regole, di chi ormai può alzare impunemente la voce e privarci del sogno di un paese normale.

  1. marzo 10, 2010 alle 8:54 pm

    Ah-ah-ah…

    Grazie mille per il commento, CIAO!!! 😀

  2. Promethéus
    marzo 11, 2010 alle 4:52 pm

    Quello non era un giornalista, ma un semplice contestatore.

  3. WebmasterMascherato
    marzo 11, 2010 alle 7:42 pm

    Ok, magari è un nuovo Paolini, un pubblicista non è un giornalista, ma cosa pensare di persone che non permettono nemmeno una domanda?
    I giornalisti appecoronati non osano domandare perché sanno che riceveranno la stessa risposta, che è una domanda: “Lei chi è? quali sono le sue credenziali” e magari il giorno dopo hanno il telefono che fa strani clic e macchine che per caso guardano verso il loro portone.

  4. rox
    marzo 11, 2010 alle 8:08 pm

    Un pubblicista è un giornalista che non ha fatto il praticantato in un giornale ( di solito un quotidiano) e non ha dato l’esame da giornalista professionista. Ma è un giornalista a tutti gli effetti poichè per diventare pubblicisti si deve scrivere ed essere pubblicati. Almeno una volta era così…ora non so.
    Carlomagno è un freelance ossia un libero professionista che lavoro in modo autonomo e indipendente nel suo settore che è la stampa. Ovviamente è anche un gran rompicoglioni. Anche La Russa però è un rompicoglioni. Tra rompicoglioni dovrebbe esserci un po’ più di solidarietà no?

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