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Recensione – Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996)

evitare accuratamente questo libro, grazie

Anche quelli della mia generazione avevano il loro Moccia, ma almeno il buon Federico vende schifezze acclarate, sole-cuore-amore-tvb. Questo romanzo di Enrico Brizzi, invece, era l’epica narrazione dei giovani carini e disoccupati, la generazione X di Seattle e del rock anni ’90, della bella vita dopo la caduta dei muri e prima del terrore globale (in mezzo c’erano le bombe mafiose e lo stragismo di Riina, ma che gliene fregava ai ggiovani?).
Romanzo dove un giovanotto si innamora di una che “con te ci parlo bene, ci rido, mi faccio coccolare” ma poi ti molla il due di picche perché ce l’ha solo lei e se ne parte per altri lidi, per poi telefonarti che sta male e si sente sola (“ma schiatta, stronza!”). Romanzo inutile di una generazione vuota. Almeno in quelli di Moccia so come un sessantenne si immagina le adolescenti, un bel trattato di psicanalisi del pedofilo comunque istruttivo… Brizzi andrebbe preso a pernacchie per la scrittura sciatta, le metafore da oratorio e quant’altro, ma soprattutto perché il chitarrista che uscì dal gruppo (i Red hot Chili Peppers) è John, non Jack: Jack era il batterista Jack Irons, altro transfuga dai RHCP.

Sulla lapide di questa boiata letteraria che incantò le generazioni scriverei:

Storia di un pischelletto

tra i portici a Bologna,

che come un polipetto

le donne se le sogna:

ma finalmente scopre amor cocente

che gli fa marameo irriverente.

Chiuderei la tomba e lo seppellirei nelle nebbie del tempo.

Ma perché mi tormenta di nuovo la memoria di questo pessimo romanzo? Sarà perché John è di nuovo uscito dal gruppo? Che non venga in mente a Brizzi di scrivere un seguito, con i due protagonisti, ormai brizzolati e muniti di dentiera che cantano le canzoni di Marco Carta.

  1. Promethéus
    gennaio 1, 2010 alle 12:45 am

    E pensare che in prima superiore il prof. d’italiano ci ha fatto studiare un brano di questo libro dal testo di antologia.

  2. gennaio 6, 2010 alle 10:17 pm

    Non sono il solo a pensare che questo libro fosse spazzatura (non sono mai riuscito ad andare oltre la quinta pagina credo).

    Perfetto per quelli che alle assemblee di istituto suonavano pezzi dei Nirvana alternandoli a Lifiba, Zucchero, Green Day e Ligabue. Brizzi se lo meritano. (e poi io passavo per antisociale, bhà!)

  3. Franciscus
    gennaio 8, 2010 alle 3:22 pm

    Allora non solo nell’universo… grazie Vikk, mi conforti @___@

    @Sam: chi era cotal collega? segnalamelo che gli tolgo immediatamente il saluto…

    • old
      gennaio 12, 2010 alle 12:19 pm

      il libro non lo so ma il film seppur malinconico è lo specchio del passaggio fra un adolescenza ribelle e la maturità negli anni novanta.ovviamente i “bravi ragazzi” non capiscono.le assemblee di istituto si saltavano per andare a suonare in sala prove..

  4. Franciscus
    gennaio 13, 2010 alle 3:34 pm

    Sul film non mi pronuncio, né nego che anhe il romanzo sia significativo di quel clima. Il libro l’ho trovato BRUTTO, sciatto, giovanilistico (il tutto assolutamente in my humble opinion, dato che il mondo lo adora). E sono conscio di essere in minoranza, ma morettianamente non riuscirò mai a far parte di una maggioranza.

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