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Recensione – Baarìa

la locandina

Uscito dalla cinema che trasmetteva “Baarìa” di Giuseppe Tornatore. Confuso per lo stile manierato, troppo palermitano che intontiva anche me che bene o male lo mastico, divertito da qualche sottotrama, annoiato dalla solita “storia con bambino con gli occhioni”. E qui ce ne erano tanti di bambini attori per ingenerare la lacrima facile.

Tuttavia vedere nel film un partito di opposizione che faceva l’opposizione è stata un’esperienza sconvolgente di cui ringrazio Tornatore; i tanti militanti siciliani del PCI che hanno perso la vita per opporsi ai mafiosi e ai latifondisti, per cercare di liberare l’isola da un male fin qui invincibile, mi hanno caricato di rabbia e indignazione della memoria. In questa storia antropologica di una Sicilia ormai scomparsa e sostituita da modelli di consumo milanesi, l’unica cosa che veramente mi ha commosso è stata quando il protagonista sfoglia il manuale del militante del Partito Comunista Italiano.

Cose sconvolgenti: pensate… lo statuto recitava che i suoi iscritti dovevano migliorare le proprie capacità di lavoro e intellettuali, creare vincoli di solidarietà sociale e condurre una vita privata ineccepibile.
Chi coglie solo i flirt con Stalin e le tentazioni rivoluzionarie, non sa o non vuol sapere che il PCI aveva una spina dorsale di gente onesta venuta dal basso, che spesso ci ha lasciato la pelle per difendere un ideale di vita dignitoso. Fa finta di non sapere con quali anime nere si sono alleate le forze che dominano Isola e Penisola.

Oggi, in cui la mafia flirta anche a sinistra, in cui avere una vita onesta significa essere moralisti, in cui andare a escort e pippare coca è l’orizzonte assoluto di tutte le generazioni, è possibile avere un partito d’opposizione?
E’ possibile avere anche il minimo?

Ecco il minimo…
È possibile avere un partito che difenda la laicità, non spartisca poltrone RAI, non candidi persone poco limpide?  vedere sezioni aperte, discussioni pubbliche, proposte che partano dal basso guidati da dirigenti scelti dalla base senza nepotismi? quadri dirigenti senza cariatidi che dicano finalmente “qualcosa di sinistra?”.

Pur senza adorare Tornatore, lo ringrazio per avere restituito ai suoi spettatori almeno il sapore dell’impegno civile e della forza delle idee. In questi tempi di PD anemico e confusionario, Baarìa è stato una boccata d’ossigeno.

  1. R.
    settembre 28, 2009 alle 3:18 pm

    …un partito che ponga al centro la dignità di tutti , bianchi, neri, ricchi, poveri, disoccupati, gay, disabili, clandestini, rifugiati politici, vecchi, malati terminali, precari del lavoro, pensionati, senza tetto, donne, uomini, bambini…etc etc etc…

    • R.
      settembre 28, 2009 alle 3:19 pm

      ps. Vatte a vedè Woody Allen che almeno si ride…

    • Franciscus
      settembre 28, 2009 alle 6:30 pm

      appunto, quel qualcosa di sx che ci manca, e aggiungo: che abbia una posizione chara sulla legge sulla fine della vita, non confessionale e che tenga conto della sofferenza delle persone e non di interessi con la papalina.

      su woody provvedo appena si degnano di portarlo qui…

      • Chiara Lanza Fox
        settembre 29, 2009 alle 12:23 am

        sono davvero curiosa di andare a vedere questo film…solo dopo averlo visto potrò mettere un commento adeguato!😛

      • Franciscus
        ottobre 4, 2009 alle 8:44 pm

        Vai, che comunque vale la pena…

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