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La Farsa- L’Utilizzatore Finale

Mesi fa, un bel libro di Massimo Giannini (“Lo Statista”) ci aveva quasi convinto che Papi avesse ormai maturato una tale esperienza da poter guidare con il pilota automatico il paese, tenendolo in mano con pugno di ferro, eserciti, ronde e polizia postale, poiché sostenuto (ricordiamolo) da un consenso davvero “bulgaro”.
Mentre il nostro paese muore e ci avviamo verso la postdemocrazia, qualunque cosa voglia dire, le spirali del potere partoriscono fatti spesso ridicoli, cosicché la tragedia che stiamo vivendo si volge in acida farsa.

da Paul the Wine Guy

da "Paul the Wine Guy"

Come non ridere di fronte all’avvocato di Papi? Quello lì con gli occhialetti da secchione cattivo che non passa mai le versioni nemmeno se rischi la bocciatura e mette il libro in verticale per occultare i contenuti del suo quaderno. Di fronte alle birichinate del suo compagno di merende, che dà del tu al migliore mignottume italico, l’avvocato secchione cattivo si fa tenero e quasi materno, come quelle madri che di fronte all’ennesima pulzella inguaiata da figlio alzano le spalle esclamando : “Sono solo ragazzate…”;
L’ultima perla dell’avvocato sta nella santificazione dell’andare a puttane.  Dato che il Papi non le ingaggia direttamente lui, ma un venditore barese di protesi (mammarie?), al massimo egli sarebbe solamente un “UTILIZZATORE FINALE”. Come prendere il tram e non averlo costruito, come chiedere un etto di mortadella e non avere ammazzato il maiale.

In un certo senso Ghedini potrebbe avere ragione: Papi trita e ingurgita tutto ciò che i suoi servi prima gli omogeinizzano, gli cuociono a fuoco lento. Non mi stupirei se l’imprenditore che faceva da pappone a Bari gli avesse organizzato tutto solo per avvicinarsi all’Empireo dorato degli amici, dove poter incontrare i giocatori del Milan e le Meteorine gemelle di Rete 4. Solo che anche se non penalmente rilevante, questo ha un prezzo morale, facendo cadere ogni legge non scritta del comportamento sociale e politico, tanto da ridurlo a misera parodia di se stesso.
Siamo al punto che le veline disilluse, a cui era stata promessa una candidatura per chissà quali meriti, mandano i padri a darsi fuoco come bonzi davanti a Palazzo Grazioli: come farebbero senza un Papi che le mandi al Bagalino se lui non ci fosse più?

Ora abbiamo scoperto quali fossero questi meriti: sono figli della cultura delle tette e dei culi creata dal Cavaliere in trent’anni di pessime trasmissioni via etere. Ora l’Utilizzatore Finale non deve quasi muovere un dito: “lasciate che le bambine vengano a me” e le mignotte accorrono festanti.

  1. giugno 29, 2009 alle 8:30 am

    Tutta colpa di questa televisione spazzatura, dovremmo cercare di vederla il meno possibile.
    ottimo articolo
    http://riflessioniquotidiane.wordpress.com

  2. WebmasterMascherato
    giugno 29, 2009 alle 9:53 am

    thank you, ti passo a trovare sul tuo blog

  1. giugno 30, 2009 alle 3:41 am

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