Home > Uncategorized > Sogni di Bambini 23

Sogni di Bambini 23

23
– Padre, desidero studiare le matematiche.
Vincenzo non dava molta attenzione alle parole del figlio: una corda gli aveva ferito le dita e continuava a fissare il polpastello sanguinante e a non ascoltare il figlio ormai non più ragazzo ma uomo fatto.
– Le matematiche sono astrattezza e nuvole per i loici, ti perderai.
– Non vi siete perso voi, padre, perché dovrei io: non ho mica paura delle nuvole.
– Anderai a truovar piacere nei nembi?
– Forse sarebbe meglio anche andar oltre, non credete?
– In su la Luna medesima?”
– Foss’anche. signor padre.
Vincenzo si attardava spesso a guardare di nascosto il figlio che inseguiva i propri pensieri guardando stelle e oggetti cadere. Meglio medico, aveva sempre pensato. Meglio chirurgo che apra le carni ed esplori le ossa e non vada a squarciare quel velo delle cose di lassù che non hanno tanta voglia di uscir fuori.
Aveva una melodia in testa e una mano da fasciare, dell’inchiostro da comprare prima che la melodia sparisse e lui non fosse più in grado di appuntarsela; gli occhi erano offuscati e stanchi per le troppe pagine lette e vergate nota su nota, aveva voglia di lamentarsi un po’ con l’unica persona che poteva capire:  – Non ci vedo più come una volta; meglio se tu fossi medico e mi guarissi. Meglio se tu fossi imbrattatore di carte e mi raccontassi una storia – Il vecchio temeva davvero che i sogni di quel bambino che aveva guardato correre dietro ai viandanti e tirar sassi alle rane lo avrebbero portato verso una strada senza ritorno. Quel bambino, il suo bambino.
– È una via fatta di exilio e solitudine la tua. Disobbedirmi ti costerà tutto. – E chinò il capo.
Il giovane figlio guardava gli occhi grigi del padre e si perdeva in un sogno profondo, dove finalmente una storia lo avrebbe consolato, dove una sola parola avrebbe disvelato tutti i suoi dubbi.
– Signor padre, voi sapete raccontare storie ammirevoli. Le mie non sono che favole incaute. Se esilio sarà, raccontatemi almeno una storia dell’esilio. Poi ci imbratterò una cartà e la racconterò se mio figlio desidererà anch’egli la solitudine.

E Vincenzo Galilei raccontò un sogno più veritiero del vero.

CAPITOLI PRECEDENTI

1 2 13 14 11

  1. Rox
    giugno 4, 2009 alle 5:05 pm

    Chapeau!!!

    Ora devo riprendere tutti i capitoli e cercare a di dare un senso al tutto…sarà dura, ma ho tempo. Spero.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: