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Amaro..

In questo periodo mi sono capitate due cose che hanno sconvolto la mia tranquillità, due episodi molto diversi tra loro, ma entrambi i fatti mi hanno provocato un enorme turbabento.

LA “COSCIENZA” DI XENO

Un  calcio e un pugno,
poi un altro, senza ritegno,
finché l’ira non si scatena a più non posso
finché l’asfalto non diventa rosso.
E se gli chiedi: “perché lo fai? siam tutti umani! ?”
Lui ti risponde: “Si! ma noi bianchi del mondo siamo i veterani!” 

Il nero cade quasi sconsolato..
Cede all’ira del bianco scatenato
Finché il sangue non smette di sgorgare
Finché il bianco non smette di gridare
E se gli chiedi: “perché lo ha fatto?”
Lui ti risponde: “perché se vede il nero lui diventa matto”.

I passanti non vedono nonostante le palpebre aperte
Non dicono niente al branco che si diverte
Alcuni hanno pietà nei loro cuori
Altri pensano: “nero.. perché non muori…”
Cambiando strada riprendono fiato
Nonostante la croce al collo diventano Pilato
E se ad ognuno di loro chiedi: “perché lo fai? E un’ingiustizia!?”
Loro ti diranno confusi, per paura o per pigrizia:
“Noi non c’entriamo in questa vicenda”
E ritornando nei loro letti caldi chiudono così questa faccenda…

SPAESATO

Eppure sei nato in questa luogo
Eppure conosci la gente che vi abita
Eppure sai come scorre qui la vita
Eppure conosci tutti gli sguardi della tua gente

Così mi sussurrava una voce in mente
Ma più passeggiavo per le vie del paese in festa
Più mi sentivo smarrito
Non mi sentivo più a casa nè con il cuore nè con la testa
Non so come ho fatto, ma non ci sono riuscito
A essere come sempre son stato
A capire il mio giardino che per tutta la mia vita mi appariva incantato

Tutti ti salutano, chiedono di te
Tutti si premurano a domandarti cosa fai
Tutti ti stimano perché pensan di conoscerti
Tutti ricordano le avventure di una vita

Nella mia testa un solo pensiero quello di scappare..
Immaginando di esser solo per poter urlare
Sono diverso da loro
Prendo la via e vado fuori da quel coro
Così stonato per le mie nuove orecchie
Cose già vissute che mi sembrano vecchie

E allora non mi resta che andare
E allora da solo comincio una salita
E allora capisco qual’ è la mia nuova vita
E allora riparlo con le pietre che mi hanno cresciuto
E allora si che mi sento il benvenuto….

Categorie:Uncategorized
  1. rox
    maggio 31, 2009 alle 12:21 pm

    B-R-A-V-I-S-S-I-M-O !!!

    Sono due componimenti bellissimi

  2. supertramp89
    maggio 31, 2009 alle 12:34 pm

    Grazie!

  3. WebmasterMascherato
    maggio 31, 2009 alle 5:00 pm

    sono le pietre che ti accoglieranno, i paesaggi muti ed odorosi, i limoni e le spighe che crescono… per il resto il passato “è una terra straniera”. Bravo santi, non ti amareggiare…

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