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Sguardi di periferia

 

Un lieve scirocco accarezza questa sera,

è la fine d’aprile, è primavera.

Uno scorcio muto, immobile, mi è di fronte,

illuminato da fari di auto, di moto e da quel ponte.

Un gallo canta, quasi si lamenta, un cane dorme,

un altro veglia, aspetta il giorno e la sua alba dal colore informe.

Un bimbo piange, una finestra si accende

la madre si sveglia e gli parla dolcemente

poi il silenzio, si è calmato

ha capito che non verrà mai abbandonato.

Una donna accende la terza sigaretta

passeggia avanti indietro è li che aspetta.

L’aspettato passa e abbassa il finestrino,

sa che non sarà amore,

anche lei lo sa, e nella sua mente impreca al suo destino.

Un vecchio muore, senza un lamento

i nipoti son tutti li, bramosi al pensier del testamento,

ma la cosa a lui poco gradita,

non è la morte, ma i rimpianti di una vita.

Il barbone disteso, controlla le sue stelle,

da tanto tempo gli fanno compagnia e ogni notte diventano più belle,

sogna e prega dio, poi ricorda e una lacrima gli scende,

si asciuga gli occhi e a fotografar il cielo riprende.

Il metronotte è li che passa, controlla e ricontrolla,

ha 60 anni, 2 figli, è stanco, ma non molla

e anche lui come il barbone sogna:

è una dottoressa che stringe in mano il suo diploma,

certo che ne è passato di tempo da quando gli disse: “papà mi porti a Roma!”

Il treno passa, è carico di gente,

operai, la veste non mente..

tutti in silenzio si guardano negli occhi

son sempre di meno, hanno paura che prima o poi a loro tocchi.

L’ubriaco non si regge in piedi

Canta d’amore, di morte e del passato sciagurato

poi si ferma, e fissa il vino che con la vita l’han condannato.

In tutto questo, io sto qui nella mia finestra,

con un pianista che esce da uno stereo e una sigaretta sulla mano destra,

occhi fissi su questo cinema di periferia,

che s’intreccia come una strana melodia,

ricca di storie, di sguardi e di malinconia.

E’ questo spettacolo che mi sta davanti

mi fa capire che in fondo nel mondo non si è così distanti.

Anch’io come loro penso alle mie storie,

ai miei sogni, ai miei amori, ai miei libri, al futuro e alle sue gioie.

In fondo vogliamo vincerla tutti questa partita,

che qualcuno non so chi, ha chiamato vita!

Categorie:Uncategorized
  1. WebmasterMascherato
    aprile 27, 2009 alle 1:11 pm

    Bellissime le tue immagini, da limare qualche rima, ma mi hai trasmesso la forza delle idee che ti hanno ispirato

  2. rox
    aprile 28, 2009 alle 1:02 am

    Complimenti , è davvero molto bella.

  3. supertramp89
    aprile 29, 2009 alle 6:16 pm

    Grazie a tutti!!😉

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