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Vojo tonnà bambina!

schiocco di frusta, schiocco di frusta...
(Riceviamo e pubblichiamo),
Finalmente dopo un anno di duro lavoro gli esami terminano e FINALMENTE arriva l’estate post maturità che per anni si era immaginata: sole, vacanze, amici…
E invece, più si avvicina la fatidica, più ci si rende conto che non si ha più tempo e ci sono tante scelte da prendere che influenzeranno in modo reale il nostro futuro..
L’università, la facoltà, la città, i preesami e poi ci rendiamo sempre più conto che da li a meno di un mese la nostra vita sarà letteralmente sconvolta. Nelle migliori (o peggiori XD) delle ipotesi si finisce in un’altra città, se non all’altro capo dell’Italia… e fin lì vabbè… andiamo avanti!
Ma quando invece per uno strano caso, una serie di sfortunati eventi, ci ritroviamo non solo in una città che non ci piace ma anche a fare qualcosa che non avevamo mai calcolato neanche minimamente, solo per non perdere un anno di studio e che stress, che stress, che stress!!!!
Si termina di studiare per la maturità e una settimana dopo si è li già con il naso in mezzo a dei tomi così grossi che se ti arrivassero in testa rischieresti un trauma cerebrale (chissà che non convenga farselo venire veramente)!!! quel coso che al solo vederlo ci viene la mancanza del liceo e delle 150 pagine che ci sembravano già tante e per cui facevamo scioperi e assenze strategiche …
Oddio! sei fuori da scuola da meno di una settimana e già ti manca! Anni e anni passata ad odiare un istituzione che per quanto malvagia era pur sempre un porto sicuro in cui restare ancorati e ora puff ! ci ritroviamo sballottati dalle possibilità instabili che ci vengono presentate davanti alla ricerca dell’università migliore, o dove è più facile entrare… davvero un disastro! che bella estate!!!
Vojo tonnà bambinaaaa!!!
Ares
Test Medicina: secondo round
ricordate l’articolo risalente allo scorso settembre, che riscosse molto successo, dedicato ai quiz universitari??
Per chi non lo ricordasse faccio un breve sunto: articolo nostalgico pieno di paura e ansia per il futuro. Paura riguarda tutti i giovani appena diplomati che si trovano davanti alla scelta del proprio futuro. Inoltre nell’articolo si parlava dei test di accesso nelle facoltà universitarie, diritto allo studio e delle “inevitabili” raccomandazioni.
A un anno da tutte le paure, a un anno da quell’articolo, dopo un anno di sacrifici sono sempre della stessa idea; a questa idea però aggiungo la consapevolezza di essere cresciuta in tali difficoltà e imparato a conoscere e affrontarle con serenità.
Come vi avevo raccontato l’anno scorso provai il test di medicina ma non entrai, per la troppa ansia (perchè ci tenevo troppo), per la paura di rimanere fuori e di non sapere cosa fare, per paura di una sconfitta che non avevo mai avuto a livello scolastico perchè bene o male ero sempre arrivata a raggiungere i miei obbiettivi.
Quest’anno zitta e muta, tranquilla, senza ansia, senza paura, il 3 settembre alle ore 10:25 mi sono seduta al banco alle 11:00 ho aperto il compito e molto tranquillamente l’ho svolto..ho risposto a 67 domande su 80, poichè su molte avevo l’incertezza e ho preferito non rispondere. All’una era scaduto il tempo, ho consegnato e intrepida ho aspettato l’esito del test..
Ho vissuto 11 giorni di attesa cercando di trattenere l’ansia, quel che fatto era fatto, e molto tranquillamente mi sono iscritta all’esame della mia facoltà, biotecnologie mediche, una facoltà che ho amato tanto e che tutt’ora adoro, e proprio il giorno in cui avrei dovuto fare l’esame ho saputo l’esito: ero passata!
La soddisfazione è stata tanta e questa esperienza mi ha insegnato a essere meno ansiosa, a cercare di essere tranquilla, ma soprattutto sicura delle mie capacità! Confesso, per il test non ho studiato nulla, l’unica cosa che ho fatto è stato il giorno prima guardare la cartina dell’italia per memorizzare i fiumi e laghi, leggere qualche notizia sull’UE, leggere la storia per date dagli anni 50 in poi e leggere autori del 900 con i nomi delle rispettive opere. Non ho fatto altro, ma ho passato un anno a studiare discipline scientifiche.
La soddisfazione più grande è stata quella di raggiungere il mio sogno, aver fatto un punteggio che mi avrebbe permesso di entrare in tutta Italia, ma soprattutto aver eliminato, almeno in questa occasione il mio difetto più grande.
Questo articolo è dedicato a tutti coloro che hanno un sogno: “è vero la strada è in salita e io sono con i tacchi a spillo” dissi l’anno scorso, ma in quest’anno ho trovato il rimedio, basta togliere i tacchi e qualsiasi salita può diventare agibile
Invito tutti a non smettere di non sognare, in un’epoca così buia e così piena di crisi d’identità..io non ho smesso di sognare e il mio sogno si realizzerà negli anni..questo è solo l’inizio!
Facevo una facoltà che mi piaceva ma che non mi rendeva contenta al 100% quindi perchè non provarlo a esserlo? se non avessi passato il test, sarei stata lo stesso contenta: la mia vittoria l’ho avuta superando l’ansia ma soprattutto imparando a convivere con i sacrifici che la vita ogni giorno ci presenta.
Spero di non essere stata troppo prolissa o troppo noiosa, ma ci tenevo a raccontare a questa avventura e nel mio piccolo dare un consiglio!
Buonanotte a tutti e pensateci a queste parole, perchè, come si suol dire, ”la notte porta consiglio!”
I Raccomandati
Rieccomi dopo mesi a scrivere nuovamente una nuova pagina del mio zibaldone!!! Dopo aver riscosso tanto successo con le denunce sui test universitari, oggi tratto un altro argomento piccante: la raccomandazione! Per questo vorrei raccontarvi una storia realmente accaduta, usando dei nomi in codice (certo chi conosce i veri nomi riderà per quelli che ho scelto
). Buona lettura
Esame Orale di Statistica per la Ricerca Sperimentale, 17/02/09, Professoressa Pippa Shampoo, Esaminato Giuanni Peperone.
Peperone: “Buongiorno Professoressa”
Shampoo: “Cerchi il suo compito”
Peperone: “Eccolo”
Shampoo: “Bene lei ha preso 24..ma…aspetti…ha sbagliato questo…si anche questo…qua ha scritto una corbelleria..ma qui che ha combinato???cosa ha fatto???ma cosa ha scritto???…Non so perchè l’ho fatto passare…lei è da bocciare! Lei non può fare l’orale..ma lei come si chiama??”
Peperone: “Peperone professoressa”
Shampoo: “Ah ecco…mi scusi…vabbè le faccio qualche domanda” Bene mi parli dell’ipotesi di verifica sulla media con varianza nota”
Traduzione (per chi non conosce la statistica): “Bene mi faccia la somma di 3 + 2″
Peperone: “Dunque la chi quadro è sigma su sigma..cioè no..ci sono i gradi di libertà per sigma, però la f di snaidecor è il rapporto di sigma, quindi nego l’ipotesi H0..blabla”
Traduzione: quindi 3 + 2 fa 6, però se tolgo 1 fa 5 e quindi possiamo dire che 5 è un numero che non è divisibile per 2, però 5 per 2 fa 10…blabla”
Shampoo: “Bene Peperone..ora mi parli della contingenza”
Traduzione: ” Bene ora mi faccia 2 x 2 x 2″
Peperone: “Dunque..nella variabile qualitativa abbiamo la regressione, mi scusi nella quantitativa..la contingenza si indica con Cik..”
Traduzione: “Dunque..i numeri dispari si possono dividere tutti per due, mi scusi i numeri pari…la moltiplicazione si può indicare con x o un pallino..”
Shampoo: “attenzione non si confondi…” Comunque può andare bene così, mi dispiace che lei si sia confuso un pò all’ultimo…le devo dare PURTROPPO un 28..mi dispiace..”
Articoli da leggere
Segnalo qualche spunto di riflessione
Gian Antonio Stella si occupa di Messina e del suo disgraziato Ateneo;
Sul Corriere c’è un dizionarietto di termini che mi rende quasi comprensibile la crisi finanziaria;
Per Schifani, se un operaio muore è colpa sua. Come dire: “non siamo noi razzisti, è lui che è negro”.
Passatempi alternativi
In questi giorni di scioperi universitari e sospensioni delle lezioni, non avendo nulla da studiare in quanto non ho ancora cominciato le lezioni, avendo già esaurito i vari passatempi (ordinare la stanza, fare pulizie straordinarie, sistemare la musica nel pc, installare programmi, giocare a supermario e chi più ne ha più ne mette) ho pensato di non sprecare il tempo e colmare un paio di lacune culturali.
La mia prima grande lacuna culturale è sempre stata la storia greco – romana (da me sempre odiata a scuola). Ho quindi preso il libro di primo di liceo (che faceva ancora odore di nuovo) e ho cominciato a leggere e a sfogliare le pagine, appassionandomi sempre di più. In 3 mattinate mi sono fatta una discreta cultura di storia romana e finalmente sono riuscita a capire tutte quelle versioni che facevo e di che periodo di storia romana si riferissero tutte quelle che come titolo avevano “la battaglia di Canne”, “Annibale” o “la congiura di Catilina”. Ho capito anche che la storia romana non era poi così brutta come avevo sempre pensato e anzi solo ora capisco che era stata anche colpa della professoressa che ce l’aveva presentata come un’inutile parte della storia che non servisse a nulla e l’unica cosa interessante della storia era l’etimologia delle parole.
La mia seconda grande lacuna è la geografia: purtroppo si studia troppo poco a scuola, in particolare quella che riguarda l’Italia. I miei ricordi di geografia risalivano alla 1° media: erano molto sfocati ed ebbi la conferma che erano troppo sfocati quando al test di medicina mi venne il dubbio “ma il lago Trasimeno si trova in Umbria o nel Lazio?!” anche se alla fine detti la risposta esatta, non è normale stare fermi su quella domanda per 10 minuti!!! Ho deciso quindi di cercare il polveroso libro di geografia delle medie e studiare regione per regione cominciando dal Piemonte e andando verso sud…ho solo fatto circa cinque regioni, ma già mi sento molto meno ignorante e se mi dovessero chiedere “dove si produce la fontina?” non risponderò più molto vagamente “al nord” ma più precisamente “in Valle d’Aosta!” Che soddisfazione…
Caos cittadino!!
Sabato giorno santo!!! Finalmente sono a casa dopo una settimana passata tra Palermo e Messina…La mia settimana comincia con un bel viaggio per Palermo. Decido di prendere il treno delle 8, un espresso che dovrebbe fare solo le seguenti fermate: Sant’Agata di Mlitello, Santo Stefano di Camastra, Cefalù, Termini Imerese, Palermo Centrale. Arrivo alla stazione e noto che ha già 5 minuti di ritardo (di routine penso). Il ritardo presto si tramuta in 10 minuti per poi diventare 15. E fin qui tutto ancora accettabile! Arriva il treno, salgo, sistemo la mia valigia e comincia il viaggio. Arrivati a Santo Stefano di Camastra viene annunciato: “Ci scusiamo per l’inconveniente, ma il treno espresso, proveniente da Messina, verrà trasformato in un Regionale ed effettuerà le seguenti fermate: Tusa, Pollina, San Mauro Castelverde, Cefalù, Lascari, Gratteri, Campofelice, Termini Imerese, Trabia, San Nicola Tonnara, Altavilla Milicia, Casteldaccia, Santa Flavia, Solunto, Porticello, Bagheria, Palermo Brancaccio, Palermo Centrale.” :’(
Arrivo a Pelrmo alle 11 meno un quarto (l’orario previsto era per le 9 e 55) corro a casa, che fortunatamente è vicina la stazione, poso la valigia e mi precipito in facoltà. Lunedì era una giornata abbastanza calda e soprattutto l’idea di farmi 15 minuti di camminata veloce x arrivare in facoltà non mi alletta (non volevo certo arrivare con fronte gocciolante di sudore), opto quindi x l’autobus. Ritorno alla stazione vedo il 234 e penso (che culo! almeno l’autobus lo becco preciso)! Salgo, oblitero il biglietto e il mezzo parte ( per modo di dire parte) comincia a muoversi lentamente e continuerà a tenere quest’andamento fino all’inizio dell’Università. Si soffocava, non riuscivi a muoverti, autobus pienissimo che andava a rilento. il viaggio è durato ben 50 minuti. Arriva al primo cancello dell’Università e scendo x disperata, nonostante io dovessi andare all’ultimo edificio di Viale delle Scienze, ripromettendomi di non prendere più un autobus a Palermo. Penso tra e me “prendo la navetta e arrivo”, ma guardo l’orologio ed erano le 12…la lezione era ormai finita, (oltretutto io non sapevo nemmeno di preciso se era quella la sede) quindi meglio andare solo in segreteria. Prendo il bigliettino prima di entrare, con il numero J55,arrivo e vedo il 12 (solo il numero senza alcuna lettera). “Vabbè ci sarà un pò da attendere” penso…passa quasi mezz’oretta e arriva il mio turno, ma in segreteria mi dicono: ”Non è il tuo turno” e io : “Come?” “si lei è J, noi siamo arrivati alla H” “H??e dove è scritta?” “da nessuna parte ma è H, ci dispiace molto, ma cercheremo di fare in fretta”. Dopo la notizia mi cascano le braccia a terra, come si suol dire..mi aspettava chissà quanto di fila, il mio stomaco cominciava ad avere fame, e dovevo fare pure la spesa perchè non avevo nulla da mangiare..dopo tanto tempo arriva il mio turno “olè!” non oso nemmeno guardare l’ora xk sarei svenuta là vedendo quante ore di fila avevo fatto! Passo dunque la mia prima parte di settimana a Palermo, tra il caos del traffico cittadino e del caos unirvesitario (un’altra avventura è stata quella di “come e dove scoprire l’orario delle lezioni, ma soprattutto la sede..chiedi ovunque ma nessuno lo sa…tutti ti dicono mah…cominciano il primo ottobre le lezioni..non sappiamo nient’altro”).
La seconda metà di settimana la passo a Messina, per andare a trovare il mio ragazzo. Questa volta non prendo il treno, ma prendo un autobus diretto “Palermo-Messina”, e almeno questo arriva puntuale (evvai la prima cosa che funziona!!!) Arrivo a Messina e vedo la città come la vede tutta la gente che gira in macchina nel traffico cittadino. In questi due tre giorni ho notato che:
1. la gente non guarda il semaforo, in quanto aspetta che quello dietro suoni il clacson e poi parte in caso di verde;
2. il clacson a Messina è il pane quotidiano: attraversi alla strada e ti suonano, vai piano in macchina e ti suonano, vai veloce e ti suonano, giri a un incrocio e nonostante tu hai verde, ti suonano, e così via.
Torno finalmente a casa ieri sera, e mi godo questi due giorni di bella vita paesana, per poi ripartire domenica sera o lunedì mattina in cerca di nuove avventure (disavventure) a Palermo!
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Hanno sparlato di noi