Finirò in Tv

più o meno lo stato del mio cervello
Casseruola…
Per me che non amo le foto, gli specchietti da barba, i metri del sarto davanti a grandi specchi oblunghi, è un salto nel buio più totale.
Dopo un cappuccino pomeridiano sotto un bellissimo cielo azzurro, ho saputo che dovrò lasciare una traccia digitale del mio involucro esteriore, un qualcosa che potrà essere duplicato, stampato, remixato a piacere da tutti quelli che avranno i mezzi, il tempo e la pazienza di farlo. Un indefinito numero di bytes descriverà la mia faccia, la mia giacca quella blu (o spara meno il marrone in camera?), le mie espressioni, la mia voce da gracula con una perenne raucedine. E dovrò tentare di dire cose serie, cose più o meno interessanti, senza usare troppo termini come “depauperare” o “solipsistico”, e sarà una tortura, perché senza un termine desueto ogni cinque minuti mi sento come Biancaneve senza i Sette Nani (Brontolo, Dotto, Mammolo, Pisolo , Gongolo, Cucciolo e quello che non mi ricordo mai…).
Non avendo santi a cui votarmi, scrivo e riscrivo, mi giro e mi rigiro nelle facezie scritte da altri, in uno stato d’animo paragonabile solo alla sala d’attesa della mia dentista (ciao Anto, come stai?).
E dovrò sperare che basti un libro per finire addormentato, assieme a una camomilla fumante…
E so bene cosa sarà la prima cosa che ricorderò appena la spia rossa della telecamera si accenderà: “Porca miseria, era Eolo!!!”.
“Donne! È arrivato l’arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto! Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne! Ripariamo cucine a gasse: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. Se avete perdite di gasss noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Lavoro subito, immediato. È arrivato l’arrotino!”

come fanno i piccioni, animali più ruffiani di un gatto per una briciola.
Mi sono chiesto se provano amore le rondini. Come i cartesiani, ho avuto sempre il dubbio che gli animali fossero macchine biologiche, caricate dall’istinto come una molla ad agire e nulla più, cosicché i sentimenti che vedevo in essi, e nelle rondini in particolare (l’amore per i rondinini, la dedizione, il sacrificio), non era altro che un semplice riflesso dei miei sentimenti di ma uomo, biologia evoluta.
Sparite le rondini della mia giovinezza nel paesino ormai pieno di plastica, me le ritrovo ora in città al posto di quei piccioni che fino a poco tempo fa dominavano il mio quartiere. Anzi, me le ritrovo sul mio balcone scacazzato all’inverosimile, mentre una piccola rondine pigola per fame e i suoi genitori si affannano a cacciare.


Desideri ordinare Outbook, la nostra fanzine Out o lo speciale OutDeluxe? invia un email a laposta.out(chiocciola)
gmail(punto)com ^^
Hanno sparlato di noi