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Articoli taggati ‘Sogni’

Finirò in Tv

ottobre 22, 2010 9 commenti

più o meno lo stato del mio cervello

Casseruola…
Per me che non amo le foto, gli specchietti da barba, i metri del sarto davanti a grandi specchi oblunghi, è un salto nel buio più totale.

Dopo un cappuccino pomeridiano sotto un bellissimo cielo azzurro, ho saputo che dovrò lasciare una traccia digitale del mio involucro esteriore, un qualcosa che potrà essere duplicato, stampato, remixato a piacere da tutti quelli che avranno i mezzi, il tempo e la pazienza di farlo. Un indefinito numero di bytes descriverà la mia faccia, la mia giacca quella blu (o spara meno il marrone in camera?), le mie espressioni, la mia voce da gracula con una perenne raucedine. E dovrò tentare di dire cose serie, cose più o meno interessanti, senza usare troppo termini come “depauperare” o “solipsistico”, e sarà una tortura, perché senza un termine desueto ogni cinque minuti mi sento come Biancaneve senza i Sette Nani (Brontolo, Dotto, Mammolo, Pisolo , Gongolo, Cucciolo e quello che non mi ricordo mai…).
Non avendo santi a cui votarmi, scrivo e riscrivo, mi giro e mi rigiro nelle facezie scritte da altri, in uno stato d’animo paragonabile solo alla sala d’attesa della mia dentista (ciao Anto, come stai?).
E dovrò sperare che basti un libro per finire addormentato, assieme a una camomilla fumante…

E so bene cosa sarà la prima cosa che ricorderò appena la spia rossa della telecamera si accenderà: “Porca miseria, era Eolo!!!”.

È arrivato l’arrotino

ottobre 10, 2010 3 commenti

“Donne! È arrivato l’arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto! Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l’ombrellaio, donne! Ripariamo cucine a gasse: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. Se avete perdite di gasss noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Lavoro subito, immediato. È arrivato l’arrotino!”

(clicca per ascoltare)


Avrete sicuramente sentito questa litania che arriva puntualmente alle orecchie, si insinua nel cervello e lo annichilisce proprio quando state studiando, state per addormentarvi o per risolvere un problema di stitichezza. Arriva una voce gracchiante che sembra uscita da un cinegiornale dell’Istituto Luce, su una macchina che va a uno all’ora e aspetta che le vecchiette li facciano entrare in casa e riparare le “cucine a gasse”.

Finora avevo rubricato l’arrivo di questa figura fra il losco e il leggendario sotto l’etichetta di “scocciature che dànno malinconia”, ricordando quasi con affetto un altro tormentone delle strade meridionali che è “Pippo, lo scopatore pazzo” (“Donne, è arrivato Pippo e vi faccio scopare, perché scopare bene è importante” o giù di lì – se qualcuno ha una registrazione me la mandi!). Scopro solo ora quasi con orrore che è fiorita tutta una serie di quesiti e leggende più o meno nere sugli arrotini.

- Perché in tutta Italia gli “arrotini” hanno lo stesso nastro con lo stesso messaggio?

- Qualcuno li ha visti mai fermarsi e arrotare con la loro Fiat Uno senza indicazioni sulla ditta che rappresentano?

- È vero che sono solo basisti per i furti negli appartamenti o che se li fai entrare per la “cucina a gasse” poi ti ripuliscono tutti i cassetti?

- È vero che è un business nato fra gli ergastolani a fini di delinquenza?

- Ma chi è che ormai aggiusta umbrelli o possiede forbici da seta?

- Vi risulta che la “cucina a gasse” faccia fumo?

- La cassetta è un messaggio in codice di un network di gigolò?

La visione romantica del vecchietto in bicicletta, che una volta vidi arrotare un coltello da macellaio con la mola mossa dai pedali, è ormai svanita: resta un mistero insondabile pari a quello degli Ufo, dei rapimenti alieni e del perché ‘sto governo sia ancora in carica dopo tutti questi disastri.

Un milione e mezzo in mano

ottobre 4, 2010 9 commenti

magra consolazione - fonte STAR WALLS - X_X

Se avessi un milione e mezzo in mano, cosa potrei farci?

Tante cose, almeno credo.

Se riuscissi a resistere alla tentazione di intascarmi tutto, riassorbirei un po’ di precari della scuola siciliani, o almeno istituirei un fondo per finanziare il loro inserimento negli organici delle scuole. Abbatterei tante travi marce in qualche scuola e rifarei muri che non grondano umidità, puliti, con scuole efficienti, laboratori, lavagne multimediali, un ipad per ogni ragazzo per fargli seguire le lezioni e non caricarlo di libri.

Oppure potenzierei i servizi sociali del mio territorio. Individuerei i più bisognosi fornendo loro buoni pasto. Proverei a dare un tetto a chi non ne ha almeno nei mesi freddi. Promuoverei attività per gli anziani soli ed abbandonati dalle famiglie. Finanzierei agevolazioni per le ragazze madri e servizi per le famiglie monoreddito, non solo asili e tempo pieno, ma anche sport, musica e teatro.

In alternativa, potrei rifare qualche strada di uno di quei tanti paesi crollati ed isolati dalle alluvioni, aiutare le ristrutturazioni per chi ha perso tutto o quasi per le montagne franate a valle.

Quante belle idee, ma c’è chi mi supera a sinistra…

In Sicilia ci fanno una visita del papa.

Traiettorie impercettibili

agosto 1, 2010 9 commenti

Quadro di Silvia Raimondo

Mi son sempre piaciute le rondini per il loro carattere schivo, poco propenso ad interagire con noi umani come fanno i piccioni, animali più ruffiani di un gatto per una briciola.
Nelle stazioni della ferrovia, lungo i portici, ne osservo i nidi, le direzioni cangianti delle traiettorie che mi sembrano un balletto soave ed invece è solo pura lotta per la sopravvivenza; ogni curva è la ricerca di una nuova pagliuzza per il nido, o forse un nuovo insetto da portare ai piccoli che sporgono il capo fuori dall’ingresso angusto.
In una provincia a cui nessuno poteva sfuggire, le rondini erano il viaggio, l’esodo che presuppone il ritorno, con quei larghi balconi pieni di gerani pronti ad accoglierle dando loro riparo, le strade lastricate di sole e azzurro. E assieme alle nuvole era tutto ciò che di più libero mi pareva offrire il mondo, non conoscendo le dure leggi che regolano ogni loro ora; la breve tenerezza che suscitavano era ignara di tutto.

Mi sono chiesto se provano amore le rondini. Come i cartesiani, ho avuto sempre il dubbio che gli animali fossero macchine biologiche, caricate dall’istinto come una molla ad agire e nulla più, cosicché i sentimenti che vedevo in essi, e nelle rondini in particolare (l’amore per i rondinini, la dedizione, il sacrificio), non era altro che un semplice riflesso dei miei sentimenti di ma uomo, biologia evoluta.
Questo dubbio non è stato fugato nemmeno quando tenni un rondinino in mano, caduto da un nido nel cortile della scuola e destinato alle fauci di un gatto. Tremava, di un tremolio attento e piccino, con un cuore che diceva vita, e chissà se si è salvato ed ha aperto le ali al volo mai verso l’Egitto.

Sparite le rondini della mia giovinezza nel paesino ormai pieno di plastica, me le ritrovo ora in città al posto di quei piccioni che fino a poco tempo fa dominavano il mio quartiere. Anzi, me le ritrovo sul mio balcone scacazzato all’inverosimile, mentre una piccola rondine pigola per fame e i suoi genitori si affannano a cacciare.
E penso che poco importa se sono macchine animate o in possesso di gioia e dolore, perché non ho prove definitive che la macchina animale non sia io.

quando c’era lui i treni arrivavano in orario

marzo 24, 2009 4 commenti
cazzarola, bastava farlo capotreno e via dalle pelotas!

cazzarola, bastava farlo capotreno e via dalle pelotas!

Tu non hai fame?

marzo 18, 2009 10 commenti
papaleo_a1

tu non hai fame?

Le grandi domande dell’esistenza BIS

ottobre 2, 2008 3 commenti

Jessica si avvicina: “what about a kiss?” (“che ne pensi di un bacio?”).
Ed io: “Jessica Biel wants to kiss me… Are we on Candid Camera?” (“Jessica Biel vuole baciarmi… siamo su Candid Camera?”)
Jessica si fa pressante: “Don’t be shy. Kiss me, stupid!” (“Non fare il timido. Baciami, stupido!”).
Io: “Hey, director! Left is my best side: may I sing a song for the audience?” (“Ehi, regista! Rendo meglio dal profilo sinistro… posso cantare una canzone per il pubblico a casa?
Jessica si infuria: “AAAHHH, SHUT UP!” (“AAAHHH, TACI!!!”).
SMACK!!!!

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNN, la sveglia delle 6 e mezza, implacabile….

Domanda esistenziale: ma perché la sveglia suona SEMPRE al momento clou? Segue sequela di bestemmie variegate amarena.

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