Tagged: Sogni di Bambini RSS

  • Franciscus 8:42 pm on June 3, 2009 Permalink | Replica
    Tags: Sogni di Bambini   

    Sogni di Bambini 23 

    23
    - Padre, desidero studiare le matematiche.
    Vincenzo non dava molta attenzione alle parole del figlio: una corda gli aveva ferito le dita e continuava a fissare il polpastello sanguinante e a non ascoltare il figlio ormai non più ragazzo ma uomo fatto.
    - Le matematiche sono astrattezza e nuvole per i loici, ti perderai.
    - Non vi siete perso voi, padre, perché dovrei io: non ho mica paura delle nuvole.
    - Anderai a truovar piacere nei nembi?
    - Forse sarebbe meglio anche andar oltre, non credete?
    - In su la Luna medesima?”
    - Foss’anche. signor padre.
    Vincenzo si attardava spesso a guardare di nascosto il figlio che inseguiva i propri pensieri guardando stelle e oggetti cadere. Meglio medico, aveva sempre pensato. Meglio chirurgo che apra le carni ed esplori le ossa e non vada a squarciare quel velo delle cose di lassù che non hanno tanta voglia di uscir fuori.
    Aveva una melodia in testa e una mano da fasciare, dell’inchiostro da comprare prima che la melodia sparisse e lui non fosse più in grado di appuntarsela; gli occhi erano offuscati e stanchi per le troppe pagine lette e vergate nota su nota, aveva voglia di lamentarsi un po’ con l’unica persona che poteva capire:  – Non ci vedo più come una volta; meglio se tu fossi medico e mi guarissi. Meglio se tu fossi imbrattatore di carte e mi raccontassi una storia – Il vecchio temeva davvero che i sogni di quel bambino che aveva guardato correre dietro ai viandanti e tirar sassi alle rane lo avrebbero portato verso una strada senza ritorno. Quel bambino, il suo bambino.
    - È una via fatta di exilio e solitudine la tua. Disobbedirmi ti costerà tutto. – E chinò il capo.
    Il giovane figlio guardava gli occhi grigi del padre e si perdeva in un sogno profondo, dove finalmente una storia lo avrebbe consolato, dove una sola parola avrebbe disvelato tutti i suoi dubbi.
    - Signor padre, voi sapete raccontare storie ammirevoli. Le mie non sono che favole incaute. Se esilio sarà, raccontatemi almeno una storia dell’esilio. Poi ci imbratterò una cartà e la racconterò se mio figlio desidererà anch’egli la solitudine.

    E Vincenzo Galilei raccontò un sogno più veritiero del vero.

    CAPITOLI PRECEDENTI

    1 2 13 14 11

     
    • Rox 5:05 pm on Giugno 4, 2009 Permalink | Replica

      Chapeau!!!

      Ora devo riprendere tutti i capitoli e cercare a di dare un senso al tutto…sarà dura, ma ho tempo. Spero.

  • Franciscus 3:18 pm on June 1, 2009 Permalink | Replica
    Tags: , Sogni di Bambini   

    Sogni di bambini 11 

    11-  GUARDAMI…. GUARDAMIIII!!!

    La voce imperiosa stava sul capo di Arjen Robben e le parole rimbombavano nella testa quasi fossero cose, ogni sillaba tagliuzzata, sgorgata da bocche deformi davanti ai suoi occhi, gli si conficcava in testa facendosi largo fra le ferite traboccanti di sangue. L’erba del campo sotto i radi capelli gli dava uno strano tepore e si accorse che non era più fresca perché intinta del suo rosso liquido.

    - Spremuta di Arjen, – pensò. Riusciva ad essere di buon umore mentre tutti intorno a lui si affannavano. – 100% Robben…

    MI RICONOSCI? QUANTE SONO QUESTE DITA?

    Arjen Robben guardava il verde dell’erba e il rosso, intinse la punta dell’indice il quello strano calamaio e si passò il dito sotto gli occhi, come un indiano che partiva per la guerra, perché aveva la sensazione nemmeno tanto vaga che quella sarebbe stata la guerra peggiore della sua vita.

    IL DEFIBRILLATORE! CI LASCIA!

    Perché le cose ruotavano intorno a quello strano asse? perché urlavano? perché l’unica cosa che riusciva a vedere era il cielo? Gli parve di non udire più il suono del suo cuore, mentre un torpore innaturale lo avvolgeva, impedendogli di udire il suono del motore e la sirena che tanto gli davano fastidio.
    Pensò: – Poco male… il meglio avverrà quando e se riaprirò gli occhi. – E si addormentò.

     
    • rox 3:53 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      e…

      ps.:con la frequenza con la quale posti Sogni di Bambini conosceremo il finale entro il 2020…sempre se nel 2012 non succeda qualcosa…
      :D

    • WebmasterMascherato 4:05 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      moriremo tutti (cit.)

    • rox 4:10 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà (cit.)

    • WebmasterMascherato 4:14 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      Basta trovare una scusa per assentarsi…

      Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! (cit.)

    • rox 4:18 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      Potrei dire che ero andata a cercare gli occhiali da vista ( che non porto ovviamente)

      D’interessante c’è che, secondo gli astronomi moderni, lo spazio è finito. È un pensiero confortante, specie per chi non ricorda mai dove ha lasciato gli occhiali.(cit.)

    • WebmasterMascherato 4:23 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      cmq il prox lo posto domani, è già in testa…

    • rox 4:26 pm on Giugno 1, 2009 Permalink | Replica

      sempre se ricordi dove l’hai messa…:D

      Attendiamo fiduciosi ;)

  • Franciscus 8:53 pm on February 9, 2009 Permalink | Replica
    Tags: , Sogni di Bambini   

    Sogni di Bambini 14 

    L’unico modo per guardare un soffitto in movimento è stare male di qualcosa: allora qualcuno si prenderà cura di te caricandoti su un lettino a rotelle che zigzaga per stanze blu, abitate da gente in verde opaco. Arjen Robben, disteso su lenzuola piacevoli al tatto, seguiva incantato il regolare susseguirsi dei pannelli sulla sua testa, inframmezzati da luci fatate e un odore di cloroformio scaduto che lo faceva precipitare in quello strano delirio in cui le cose prendono la forma del desiderio. Si sentiva vagamente deluso, perché non se l’era immaginata così la strada per Agarthi.

    La sua fronte era calda, il suo desiderio intorbidato dalla paura. Sentiva chiaramente che il Re-del-Mondo sarebbe rimasto offeso dalla sua barba incolta e da quel camice povero che copriva a mala pena le sue nudità, di cui tutti potevano ora ridere senza ritegno. Lo avrebbe perdonato se le sue mani non portavano doni, ma erano trapassate da cannule invisibili? Avrebbe riso anch’egli quando sarebbe arrivato al suo cospetto, o avrebbe avuto compassione della disgrazia che aveva tolto luce ai suoi occhi?

    Troppi ostacoli alla sua vista, proprio ora che era entrato ad Agarthi passando dalla porta del palazzo, dopo che la sua lettiga aveva superato le guardie dalla veste verde. Ma i suo corpo era bloccato, i suoi occhi privati dell’orizzonte, poiché il Re-del-Mondo stava ad un solo passo da lui oltre un velo che nessuno osava sollevare, mentre la radio suonava soffice musica da ascensore, solo musica italiana.

    Seguì un buio altrettanto soffice, ma almeno privo di affanni.

     
    • Rox 6:51 am on Febbraio 10, 2009 Permalink | Replica

      Agarthi…prima o poi la trovo. La vidi in sogno una volta.

    • sicilianpride 12:30 pm on Febbraio 11, 2009 Permalink | Replica

      Se lo scopo di questo brano è mettere a disagio il lettore, ci riesce benissimo.

    • WebmasterMascherato 4:13 pm on Febbraio 11, 2009 Permalink | Replica

      @sam: beh già sarebbe un risultato notevole generare inquietudine

    • Anonimo 5:03 pm on Maggio 28, 2009 Permalink | Replica

      troppo complicati i sogni in basso… molto capibile quello della vaga musica dell’ascensore o cm lo kiama lei ” le note d radio italia”………..

  • Franciscus 3:50 pm on February 3, 2009 Permalink | Replica
    Tags: Robben, Sogni di Bambini, TU-TUM   

    Sogni di Bambini 13 

    13 – Arjen Robben si risvegliò sul lettino che ospitava il suo corpo poco prima esanime, la superficie gommosa sapeva di gommalacca; senza distinguere veglia e sonno, nere formiche sul suo corpo, formicolavano in attesa di essere schiacciate, ma la mano se ne stava ferma, dimentica degli ordini del suo padrone. O forse erano corde quelle che stavano intorno, sotto, dentro ai suoi polsi?

    Chiuse gli occhi e provò a richiamare alla mente quando aveva accusato il colpo: nulla, solo un dopo senza un prima. Ma in quel momento non sarebbe stato sicuro nemmeno del suo nome se una targhetta sul suo letto non lo chiamasse così.
    Vaga musica da ascensore. Quattro quarti di ovatta. Re, Sol, Mi maggiore, Re, Sol. un jingle della radio, solo musica italiana. L’infermiera riempiva l’aria di parole che il ragazzo non riusciva a comprendere, troppe vocali, tutte aperte, tranne  “ventosa” quando piccole lumache dell’elettrocardiogramma si posarono intorno al suo cuore.
    Allora la musica sparisce, resta solo il TU-TUM, TU-TUM, e il freddo dell’ovatta imbevuta di un disinfettante odoroso e verde che gli viene sparso in petto prima che i gusci della macchina medica si posassero intorno al suo cuore.

    Arjen Robben chiuse gli occhi pensando agli specchi della sua camera che riflettono la luce rossa dell’isolato rumoroso di fronte; ricordò solo che su quelle scale e le finestre migliaia di volte ha giocato, o solo sognato di farlo. Mentre non sapeva ancora cosa gli avrebbero detto i battiti del suo cuore, immersi nella musica dell’ascensore. Le linee di sistole/diastole ballavano confuse sullo spartito sputato dalla macchina.
    Si chiese cosa significasse essere una macchina, proprio quando non poteva ignorare il TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM, TU-TUM,TU-TUM, TU-TUM,.

     
    • Rox 8:28 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      Bello!
      Bravo WM.

      Ma Eistein che fine fici?

    • WebmasterMascherato 8:34 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      eh tornerà in scena presto (forse :P )

    • Rox 8:40 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      Come forse!
      Uffaaaaa :P

    • WebmasterMascherato 8:46 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      ^^ in cambio voglio un kitchen confidential nuovo!

    • Rox 8:48 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      Do ut des

      okkappa

      tra un giorno o due…famo tre và…

    • 5ilviucci4 10:13 pm on Febbraio 3, 2009 Permalink | Replica

      presto presto, fabbricate i nuovi racconti sia di sogni di bambino ke di kitchen,
      non vedo l’ora di vedere le continuazioni…

      buon lavoro :P

  • Franciscus 8:34 pm on December 23, 2008 Permalink | Replica
    Tags: , Sogni di Bambini   

    Sogni di bambini 2 

    Einstein vedeva arrivare la metro con passo fumiginoso e se ne stava seduto sui binari a sorseggiare il suo the ormai freddo, solo di fronte a una sedia vuota. Lo specchio rifletteva la sua immagine, i suoi capelli erano ormai bianchi da anni e la pelle rugosa.
    Calcolò il tempo dell’impatto con la metro e pensò come la tartaruga di Achille che infinite metà avrebbero reso la distanza che lo separava dall’impatto infinita, metà di metà di metà di metà…. Decise allora di impiegare meglio i dieci secondi che gli restavano: cinque per una maledizione, cinque per una beatitudine, per morire la migliore morte.
    Fu semplice il primo pensiero: maledì il momento in cui lo avevano concepito.
    Non riuscì ad elaborare una beatitudine. Nemmeno in tempi lontani aveva ricevuto una carezza, un sorriso: di cosa poteva essere felice nel momento della sua fine?

     
    • rox 10:15 am on Dicembre 24, 2008 Permalink | Replica

      sempre più bello.
      continua a scrivere che poi faccio copia e incolla e lo leggo tutto insieme!

    • WebmasterMascherato 10:24 am on Dicembre 24, 2008 Permalink | Replica

      grazie, conto su un giudizio obiettivo.

    • rox 1:37 pm on Dicembre 24, 2008 Permalink | Replica

      E’ obiettivo…poi, ovviamente, de gustibus…

    • lu-lu 11:39 pm on Dicembre 26, 2008 Permalink | Replica

      prof,ma c’è differenza tra una morte migliore ed una peggiore??

      Penso che non faccia poi così tanta differenza…

      (A mio avviso Einstein doveva essere felice che ancora riusciva a ricordare. Fa male,ed è sempre doloroso nn aver mai ricevuto un abbraccio o una carezza,ma Einstein aveva i suoi ricordi,le sue esperienze,erano suoi e soltanto suoi e nessuno se ne poteva appropriare)

      Se ha ancora la forza di percepire la mancanza di una carezza è proprio quella una beatitudine;la consapevolezza che gli era mancato qualcosa,e la cosa più bella è rendersene conto.

    • WebmasterMascherato 1:59 pm on Dicembre 27, 2008 Permalink | Replica

      tesi interessante lu, ma io mi attengo a quello che dice umberto Eco nelle Postille a “Il nome della Rosa” dove afferma che l’autore deve sparire dopo aver scritto. L’interpretazione dell’autore danneggia il lettore e le sue meditazioni. E’ pur vero, tuttavia, un altro fatto: non sempre tra autore, narratore e personaggi c’è identità di vedute: spesso (fatto paradossale) i personaggi hanno vita e ensieri “propri”, vivono come viviamo io e te, ma spesso in direzioni che non ci appartengono.

  • Franciscus 6:37 pm on December 18, 2008 Permalink | Replica
    Tags: Agarthi, Alice, Einstein, , , Sogni di Bambini, sogno   

    Sogni di Bambini 1 

    Einstein prese la metropolitana per Agarthi, ma si sentì stanco e chiese di scendere al conducente, Caronte occhi di bracia, che lo scaricò in una galleria buia di fronte ad uno specchio. Il sogno si interrompe, pochi momenti di buio. Il cappellaio matto non riusciva ad attraversarlo, ad andare oltre la sua immagine riflessa; ad ogni tentativo colpiva il vetro con la fronte senza risultato.
    Il cappellaio offrì del the ad Einstein e prese due sedie per far accomodare l’ospite in mezzo alle rotaie. Vincendo la sua australe timidezza, Einstein accennò allo specchio e domandò: “E’ lì la Terra Promessa?”
    “Come posso saperlo? Non l’ho mai vista…”, soggiunse il cappellaio fasciandosi la testa, aggiungendo: “…e se non incontreremo presto Alice saremo spazzati via dalla prossima metro”.

     
    • 5ilviucci4 6:50 pm on Dicembre 18, 2008 Permalink | Replica

      sisi, è il mio prof! ;)

    • WebmasterMascherato 7:01 pm on Dicembre 18, 2008 Permalink | Replica

      se il prof si vede dagli allievi :D sissì è la mia allieva :P

    • davidet89 5:48 pm on Dicembre 19, 2008 Permalink | Replica

      Da far invidia al miglior S.T. Coleridge.

    • Anonimo 10:31 am on Dicembre 20, 2008 Permalink | Replica

      cipicchia che bello! Continua, ti prego…

    • Anonimo 10:32 am on Dicembre 20, 2008 Permalink | Replica

      ehm…anonimo uguale Rox da school mentre gli students si danno ai baccanali prefestivi

c
scrivi un nuovo post
j
post successivo/commento successivo
k
post precedente/commento precedente
r
rispondi
e
modifica
o
mostra/nascondi commenti
t
torna a inizio pagina
l
go to login
h
show/hide help
esc
Annulla