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Sei stato nominato – Dio è morto e Topolino non se la passa bene

luglio 19, 2010 8 commenti

Come già dicevamo, gli esami sono delle burlette per far paura ai bambini monelli, un po’ come il babau o la Robin Tax di Tremonti (qualcuno ne ha più notizie?). Il destino del voto finale non è certo legato a un compito o a una interrogazione, bensì al curriculum scolastico, ai voti ricevuti, al credito accumulato. E certo: i prof “interni” conoscono i loro polli e non smentirebbero mai le loro valutazioni, quelli “esterni”, invece” si attaccano al tabellone per vedere le medie e le valutazioni singole, in modo da appiattirsi sui numeri conosciuti.
Tempo perso; esperienza mi insegna che guardare le medie è pura perdita di tempo. Quanti nove in italiano in passato mi hanno guardato basiti dopo aver chiesto loro di Guido Gozzano o delle avanguardie del primo Novecento, scoppiando dopo a piangere davanti a me che ero sicuro di aver chiesto una roba facilina facilina…
L’ultima scena(ta) pietosa la vissi tempo fa nel panico più totale, mentre osservavo i candidati diventare verdi se solo osavo fare una domanda “strana” (-_- anima di Corazzini, guidaci fuori dalla barbarie…).
- “Presidente, questi non sanno manco chi è Topolino!!!”
- “Si aggiorni, professore: se passa ai Simpson qualche risultato lo otterrà ^_^”
- “Ma c@c@!” (questo l’ho solo pensato).

In Italiano nessuno sa una mazza.
Foscolo non lo ricordano, era programma di inizio anno…
Manzoni è troppo romantico, roba stantia.
Leopardi si ricordano vagamente Pessimismo Storico e Cosmico, ma se passi a “La Ginestra” si buttano dalla finestra (ah ecco il perché delle sbarre là fuori :/ ).
Carducci? Chi, quello del pio bove???
Pascoli: solo il “Fanciullino” si salva, ma guai a chiedere che cosa intendesse dire l’autore co’ ‘sta roba da neurodeliri.
D’Annunzio, lo amano alla follia, ma se gli chiedi le opere, emerge solo “Il Piacere” con vaghi accenni di trama; inutile dire che non ne hanno letto nemmanco una riga.
Futurismi vari: zang tumb tumb. Stop.
Lirica del primo Novecento: non pervenuta.
Neorealismo e Novecento non si fanno dato che non basta l’anno scolastico.

Sei stato nominato: morte prima degli esami

giugno 23, 2010 3 commenti

ok, è una paraculata, ma mi sono quasi commosso...

PRIMA PROVA: COMPITO DI ITALIANO

50 persone con le occhiaie.

I candidati stanno seduti in un binario fatto di banchi e sedie. Ci sono quelli che io speriamo che me la cavo, che hanno portato lo zaino solo per tirare fuori una penna e quelli che si portano una torre di vocabolari. Hanno tutti una paura fottuta, specie dell’insegnante che non conoscono.

Ci si prova a dare le indicazioni giuste, a parlare con tutti e 50 prima dell’inizio, a dare qualche input per evitare che sbarellino.”Questo è l’esame dei ragazzi, non dei professori”: non fare il protagonista, ché sei una comparsa, bimbo.

Ma vaffanculo, ci godi a vederli così? che non sanno neanche leggere queste tracce che sembrano scritte da un imbecille che vuole formare bimbominkia?

Ma vaffanculo veramente… Saranno pure degli sfaticati, una generazione che sbanda, ma che ci stiamo a fare noi, se non diciamo loro di andare verso il meglio, di fare meglio, di vivere meglio questo momento e i prossimi?
Decido di fottermene, e se poi diranno che è colpa del prof se hanno scritto sciocchezze, farò la faccia alla Rain Man e penserò solo alla formazione del mio fantacalcio da schierare sabato (vabè, tanto gioco con l’ultima in classifica, ma ho il mio migliore terzino squalificato).

Il bello è che guardo quelle facce e ci colgo vaghe somiglianze con le persone del passato: quello che ha gli stessi occhiali di Antonio e gli stessi fogli nascosti nello Zanichelli, quella che pare la Silvia che fa le scalette come lei e scrive con furia rileggendo tutto con smania perfezionista, quello che assomiglia a Francesco e fa l’esame come se giocasse a dadi, aspettando l’imprevedibile.
Ma mi accorgo di come siano verie, immensamente varie le facce dell’uomo, perché in ogni volto scopro anche cose che non rivedrò in nessun luogo del mondo.

illogico, questo paese è proprio illogico...

PS. Non parliamo delle tracce, roba da postdemocrazia: discorsi di Mussolini e spazio a d’Annunzio… felicità e ufo, e sbagliano pure a scrivere “Star Trek” (il signor Spock si rivolterà nella capsula orbitale…).

Sei stato nominato! prima parte

giugno 8, 2010 4 commenti

sempre sia lode a Star Walls!

Da oggi blogdiout si converte al reality, ma senza fanciulle scosciate o secchioni. Non ci sono né le une, né gli altri.

La trista e cruda realtà di cui parleremo sono gli esami di maturità. Taccuino alla mano, vivrò dall’altra parte della scrivania, quella della gente cattiva, le ansie di simpatici analfabeti a cui non importa una pippa di quello che mi stanno per raccontare, ma devono convincermi che si farebbero tagliare il braccio per tutelare l’onorabilità di Ugo Foscolo e Aleardo Aleardi (chi è Aleardo Aleardi? CHI È ALEARDO ALEARDI??? BOCCIATO, si accomodi!!!).

Cominciare da dove? Facile, dall’inizio… è quello che dico ai candidati con aria sadica. Beh, mo’me lo dico da solo.

L’inizio sono le segnalazioni. “Le segnalo”, “mi hanno segnalato”, “sa questo è un ragazzo sfortunato, se lei potesse…” e improvvisamente la feccia della società odierna, gli insegnanti, quelli che nessuno caga più di un parcheggiatore abusivo, divengono il perno di speranze, sogni in cui il 100 assume una valenza quasi mistica, un numerino che impomatati genitori, perlopiù serissimi professionisti baffuti (madri comprese), chiedono come giusta ricompensa per aver lasciato i figli davanti alla playstation dalle elementari fino al quinto superiore.
E se gli spieghi la verità si incazzano.
Se gli spieghi che l’esame così com’è fatto estromette l’esaminatore, lo rende il notaio dei voti ricevuti a scuola. Perché i voti vengono dai crediti scolastici più che dal compito e dal colloquio. E figurarsi se mi fanno passare il voto basso di uno che ha fatto scena muta, che in teoria nemmeno doveva accedere all’esame, ma i santi patroni hanno presentato con voti che nemmeno Italo Calvino poteva avere.
Se gli spieghi la verità, si incazzano di brutto. Pure…

Gli impomatati patroni del povero fanciullo passano poi ai colleghi, che morbidamente provano a circuirti per sapere “ma a sto ragazzo quanto gli mettiamo, perdiàna”, provando a battere a chiacchiere uno che con le parole ci campa.
Due le vie, tertium non datur:
- o calarsi le braghe e dirsi che in fondo il voto è un apostrofo rosa fra le parole “t’ho bocciato”… e librarsi così in voli pindarici in cui ogni 100 è poesia;
- il mutismo: fra un candidato e l’altro, fare la faccia tipo Rain Man che conta le monetine a Las Vegas e a ogni “che stai facendo di bello”, citare Pierpaolo degli Squallor (“Io mi faccio i cazzi miei, e tu?”). Naturalmente scoprirai a tue spese che nemmeno il fruttivendolo saluterà un tale infame il giorno dopo in questa città farcita di sterco canino.

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