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Wikileaks è una sòla

Volete le prove che Wikileaks è una sòla galattica? Semplice.
Secondo loro “Berlusconi SEMBRA il portavoce di Putin in Europa“
Come… “SEMBRA”? Il papa forse sembra cattolico? Le melenzane sembra abbiano bisogno della ricotta al forno grattugiata nella pasta alla norma? (ps. a morte gli eretici del parmigiano!)
Islandesi, non dico altro…
Burqa Burqa
Accà nisciuno è fisso

Banana Republic – lodi lodi lodi dal csm

Il 6 ottobre si discute il Lodo Alfano, che garantisce l’impunità alle prime cariche dello stato. Se il CSM accoglierà le istanze di incostituzionalità, il presidente-utilizzatorefinale sarà processato per brogli elettorali e per compravendita di diritti televisivi che nascondeva presunte evasioni fiscali. Bazzecole rispetto ai rapporti con la mafia che stanno uscendo fuori.
Ma c’è da nutrire fiducia nell’imparzialità di una corte i cui giudici vanno a cena con l’imputato? Anche il Quirinale se n’è lavato le mani. Prevedo lunga vita per Papi, che “casualmente” va a fare la pace col Papa, dato che lo Zio Monaco e la Zia Monaca si apprestano a fare giravolte come prima…
Prevedo lunga vita per Papi e un luno inverno per questo Paese martoriato, ma spero sia come per i pronostici calcistici, dove non ci ho mai azzeccato molto.
Armiamoci e partite

qui ci vorrebbe Totò a spernacchiarli tutti...
Riordiniamoci le idee…
Sei poveri militari, italiani stavolta, vengono uccisi in un attentato a Kabul, e La Russa che ci racconta?
“Non è il momento di dividersi”.
Ha ragione, come Totokhamen in quello splendido film. Armiamoci e partite…
Non è il momento di stare a cercare i peli nell’uovo, perché ritirarsi sarebbe una sconfitta. Bravo ministro!
Vinceremo quella guerra in cui nemmeno l’Armata Rossa si è raccapezzata. La vinceremo mandando tanti altri poveri ragazzi di Oristano o Lagonegro desiderosi di lavorare e che hanno dato tutto, troppo, per vivere, avere un futuro. La vinceremo, caro ministro, perché siamo belli, cristiani e pure inflessibili nel perseguire il Male, specie se col turbante.
La vinceremo anche per Karzai, che promette democrazia ed ha truccato un milione e mezzo di voti (non è una cosa cattiva truccare le schede elettorali come in Iran, cioè perché in Afganistan non lo è?).
E mentre La Russa promette che non retrocederemo, Papi teme per le prossime elezioni regionali ed annuncia al TG1 che una riduzione del contingente era già prevista… ma come! non dovevamo sconfiggere i cattivi? Ma allora l’inflessibilità, la democrazia? Ah… bene.
Ma domani è un altro giorno e fino a nostre nuove vittime non sentiremo parlare più di una guerra che non ha una spiegazione, solo un titolo: “Da qui passeranno oleodotti e gasdotti dalla Siberia, chi possiede l’Afganistan, possiederà il tesoro energetico del futuro”.
Farabutti

Annibale Carracci - La Bottega del Macellaio
Provo a immaginare come finiremo col parlare in questo clima invelenito.
Chiedo al macellaio: – Scusi, ma perché al posto del filetto lei prova sempre a rifilarmi ‘ste schifezze?
Lui serafico: – Questo è un complotto, la mia carne è stata vilmente fraintesa ed è tutta colpa della stampa di sinistra e del complotto giudeodemoplutocratico se questa carne non la soddisfa nonostante i vermi, chiaramente presenti su queste fettine perché aizzati dai depliant del supermarket qui sulla sinistra!
- Guardi che ho fatto una domanda assolutamente lecita.
- Certe allusioni sono delinquenziali: chiedermi perché la carne ha i vermi… che dovrebbe avere, elefantini rosa che ballano la polka (notorio ballo delle balere emiliane di certa sinistra)?
- Lei risponde tutti i giorni falsità di cui si vergognerebbe anche un bambino.
- Lei tutti i giorni da sei mesi mi fa le stesse dieci domande cattoconsumiste. Ora chiamo il bollettino dei macellai e faccio scrivere che lei è ricchione o che se la fa con un giro di escort.
- Quelle che “utilizzava” lei? Magari mi spiegano perché il filetto puzza…
- Allora le chiedo un milione di danni.
- Un milione di calci in der posto, la servo subito
E giù botte, ma tante, ma tante…
La Zia Monaca
Nel leggere l’editoriale di Mario Calabresi su La Stampa di oggi, strane associazioni di idee si mettevano in moto assieme ad una vecchia filastrocca
La zi’ monaca sutt’a l’umbra,
Lu zi’ monacu puru da
ca facienu cozzutumbula
chi si potenu struppijà. (1)

- Cornelis van Haarlem: Monaco e Monaca (1591)
L’Utilizzatore Finale e la Chiesa mi sono sempre sembrati lo Zio Monaco e la Zia Monaca, copulanti nel peccato e sicuri da ogni turbamento, finché qualcuno non fa un reportage sui peccati del monaco suddetto e tutte le verginelle gridano allo scandalo.
Fastidio e stupore, questo pare trasparire dal mondo cattolico: il fastidio lo comprendo, lo stupore no, perché nell’ipotesi migliore tutto ciò è interessata miopia, interessata al controllo sulle leggi sull’inizio e la fine della vita o l’otto per mille.
Finisco però con lo stupirmi anch’io se un navigato principe machiavelliano, sia golpe che lione, che ha in bocca religione mentre qualcuna lo aspetta nel “letto grande“(2), tenta quella che Il Manifesto di ieri (ebbene sì) chiama una “scristianizzazione” del paese.
Ma forse Zio Monaco e Zia Monaca stanno solo studiando le reciproche posizioni, stanchi forse della solita posizione del Missionario.
(1) Per la gioia di intellettuali come Calderoli e Zaja, che non ci avranno capito un cespo, traduco: “La zia monaca se ne sta all’ombra e pure lo zio monaco sta lì, e fanno tante di quelle giravolte che si potevano pure far male”.
(2) Ma guarda tu se devo pure sembrare uno che elogia Papi. Si legga il paragrafetto in questione a denti stretti e con aria corrucciata.
La Farsa- L’Utilizzatore Finale
Mesi fa, un bel libro di Massimo Giannini (“Lo Statista”) ci aveva quasi convinto che Papi avesse ormai maturato una tale esperienza da poter guidare con il pilota automatico il paese, tenendolo in mano con pugno di ferro, eserciti, ronde e polizia postale, poiché sostenuto (ricordiamolo) da un consenso davvero “bulgaro”.
Mentre il nostro paese muore e ci avviamo verso la postdemocrazia, qualunque cosa voglia dire, le spirali del potere partoriscono fatti spesso ridicoli, cosicché la tragedia che stiamo vivendo si volge in acida farsa.

da "Paul the Wine Guy"
Come non ridere di fronte all’avvocato di Papi? Quello lì con gli occhialetti da secchione cattivo che non passa mai le versioni nemmeno se rischi la bocciatura e mette il libro in verticale per occultare i contenuti del suo quaderno. Di fronte alle birichinate del suo compagno di merende, che dà del tu al migliore mignottume italico, l’avvocato secchione cattivo si fa tenero e quasi materno, come quelle madri che di fronte all’ennesima pulzella inguaiata da figlio alzano le spalle esclamando : “Sono solo ragazzate…”;
L’ultima perla dell’avvocato sta nella santificazione dell’andare a puttane. Dato che il Papi non le ingaggia direttamente lui, ma un venditore barese di protesi (mammarie?), al massimo egli sarebbe solamente un “UTILIZZATORE FINALE”. Come prendere il tram e non averlo costruito, come chiedere un etto di mortadella e non avere ammazzato il maiale.
In un certo senso Ghedini potrebbe avere ragione: Papi trita e ingurgita tutto ciò che i suoi servi prima gli omogeinizzano, gli cuociono a fuoco lento. Non mi stupirei se l’imprenditore che faceva da pappone a Bari gli avesse organizzato tutto solo per avvicinarsi all’Empireo dorato degli amici, dove poter incontrare i giocatori del Milan e le Meteorine gemelle di Rete 4. Solo che anche se non penalmente rilevante, questo ha un prezzo morale, facendo cadere ogni legge non scritta del comportamento sociale e politico, tanto da ridurlo a misera parodia di se stesso.
Siamo al punto che le veline disilluse, a cui era stata promessa una candidatura per chissà quali meriti, mandano i padri a darsi fuoco come bonzi davanti a Palazzo Grazioli: come farebbero senza un Papi che le mandi al Bagalino se lui non ci fosse più?
Ora abbiamo scoperto quali fossero questi meriti: sono figli della cultura delle tette e dei culi creata dal Cavaliere in trent’anni di pessime trasmissioni via etere. Ora l’Utilizzatore Finale non deve quasi muovere un dito: “lasciate che le bambine vengano a me” e le mignotte accorrono festanti.
Tengono famiglia

addio, non mi mancherai...
Chi si ricorda cos’è stato davvero il Tg2, non può che sorridere amaramente di fronte alle lamentele del suo comitato di redazione contenute in un accorato e drammatico comunicato: il comitato di redazione si lamenta dell’esilio sul digitale terrestre e del declino di questo tg in termini di ascolti e qualità.
Chi si ricorda del suo fondatore, Andrea Barbato, lucido e valente giornalista laico e di molti suoi direttori e giornalisti, come Garimberti, Mentana da giovane (“mitraglietta”), di Santalmassi e carmen La Sorella, ha negli occhi un tg semplice, informativo, forse troppo craxiano, ma interessante, un ottimo complemento al mitico Tg3 di Sandro Curzi.
Anni di devastazione ed asservimento, sotto la pessima direzione di Clemente Mimun (poi passato a fare danni al Tg5) e Mauro Mazza (ora mandato ad affossare il Tg1), lo hanno appesantito di gossip e notizie inutili, tanto da farlo rivaleggiare con lo stupidario subumano di Studio Aperto, ripieno com’è di sagre del parmigiano e servizi sui cuccioli, Amanda e Sollecito, le creme solari.
Perché? Perché “tengono famiglia”. “Nel tricolore andrebbe scritto: tengo famiglia”, questo diceva Leo Longanesi. Aveva tristemente ragione.
Una categoria già tendenzialmente serva, di fronte al ricatto dell’esclusione e della perdita del proprio posto di lavoro si piega a qualunque cosa: i tg hanno oscurato le vicende di Papi, che ormai abbiamo scoperto non essere un playboy, ma solo uno che avrebbe pagato le mignotte come un trippone di mezz’età qualsiasi; il tg5 ci parla invece del traffico dello squalo surgelato con toni scandalizzati, quasi che degli squali ce ne dovesse impippare qualche cosa così come siamo conciati. Accennano solo a “un’inchesta” in svolgimento a Bari, quasi si trattasse di una stupida bagattella, facendoci però ascoltare le urla indignate del premier a tutto volume e a tutte le ore…
Tengono famiglia, perdonateli.
Tuttavia, i giornalisti del Tg2, ricordandosi di avere una dignità, scrivono in questo documento parole amare, un documento che non leggerà nessuno e forse sarà recitato alla fine del tg con la velocità di uno speaker in una pubblicità di un antibiotico. Leggiamone un passo vagamente lirico:
“La sabbia che ci copre può essere soltanto un paradosso, ma non troppo. . Occorre scrollarsi di dosso la vecchia stagione con le sue mareggiate e coltivare quella nuova. Una stagione dove tornino protagoniste le notizie, le regole della professione, il rispetto per chi ci guarda”
segno che ci hanno preso per il culo da parecchio tempo, dato che anche loro “tengono famiglia”. Basta questo pensiero per augurare un sereno fallimento alla loro testata.
no, anche perché ci strozzano
La casalinga di Voghera vota il simpatico Papi che porta tante belle fanciulle nella sua villa (guardatevi il sito di El Pais, un pezzo inquietante) per festini che nemmeno Tiberio o Caracalla, pur essendo Papi sposato con 5 figli che dicono di non vergognarsi di lui (complimenti…).
La casalinga suddetta lo vota perché internet non sa nemmeno cosa sia, le fonti di cui dispone sono Porta a Porta e i vari tg; su internet il bagaglio è lì da venire e ci toccherà fare come i bloggers cubani che scappano dalla polizia politica ogni volta che dicono “a” o “ba” (a casa mia il caffè per il maresciallo è pronto, ma anche l’avvocato). La casalinga di Voghera quindi non sa che al TG5 nemmeno osano dire che il partito del Padrone, che ama le Topolanek e non i dissidenti, ha perso voti.
Guardate il video fino alla fine: al giornalista (Bonsignore) che biascica insulse domande in romanesco che non vuole dire che il Pdl cala la collega sussurra… “…no, anche perché ci strozzano” e lui “Ah, appunto”.

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Hanno sparlato di noi