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Posts Tagged ‘palermo’

Monnezza e Mundizza

ottobre 14, 2009 6 commenti

A Napoli puzzano, a Palermo e Messina pare di no. I rifiuti.

Risorsa, biomasse, potenziale energia: qui stanno tutti per terra a intossicare le città siciliane, e neanche un tg ad occuparsene oltre lo Stretto.
Quale differenza con quella Napoli che fece cadere Prodi più delle manovre di Mastella; quella spazzatura portata in riserve militarizzate, nonostante le barricate dei campani, di chi non voleva la “monnezza” del capoluogo. Emergenza affrontata con fare spietato dal nuovo governo di centro-destra laddove il centro-sinistra non aveva dato risposte.

Stupisce e non stupisce ora vedere la regione del 61 a zero con un capoluogo ai limiti del collasso. L’AMIA, la municipalizzata che raccoglie la spazzatura a Palermo, è al collasso dopo anni di gestione allegra  e voragini nei conti che solo 80 milioni delle nostre tasse avevano raddrizzato meno di un anno fa.
L’AMIA, un ente quasi comico se tutto ciò non fosse tragedia, che compra i cassonetti (costosissimi) per il riciclo che non si agganciano ai camion a disposizione.Ritardi nella raccolta, strade invase dalla “qualsiasi”.

La città galleggia su un mare di “rumenta”, ma l’Italia riserva indifferenza, così come il governo che non può certo creare un caso Napoli, non in una città “amica”, serbatoio immenso di “amicizia”.
L’altra anomalia (altrove, non qui), la città che sorge su un rivolo di torrenti ricoperti in maniera criminale per farne viali che si sbriciolano: Messina. In attesa di altra acqua che la tropicalizzazione dello Stretto le riserva per i prossimi mesi, si gode strade sozze e cumuli che nessuno raccoglie, con una raccolta differenziata che pare solo una promessa. Messinambiente forse aspetta che i soldi cadano dal cielo, di nuovo, come sempre, per riaprire le solite discariche che generose sanatorie renderanno agibili anche sulla soglia del disastro ambientale.

Che differenze con Napoli; qui non c’è un prodi da “sputtanare”, una sinistra fannullona a cui addossare colpe (non c’è una sinistra tout court). Difficile quindi che Studio Aperto 1, Studio Aperto due, Studioaperto italiauno, Studioaperto canalecinque, Studiofiga tiggiqqqquattro se ne accorgano.

La tragedia, le malattie, il disagio di tanti isolani. Tutto si consuma in silenzio.

Test Medicina: secondo round

settembre 29, 2009 2 commenti

ricordate l’articolo risalente allo scorso settembre, che riscosse molto successo, dedicato ai quiz universitari??

Per chi non lo ricordasse faccio un breve sunto: articolo nostalgico pieno di paura e ansia per il futuro. Paura riguarda tutti i giovani appena diplomati che si trovano davanti alla scelta del proprio futuro. Inoltre nell’articolo si parlava dei test di accesso nelle facoltà universitarie, diritto allo studio e delle “inevitabili” raccomandazioni.

A un anno da tutte le paure, a un anno da quell’articolo, dopo un anno di sacrifici sono sempre della stessa idea; a questa idea però aggiungo la consapevolezza di essere cresciuta in tali difficoltà e imparato a conoscere e affrontarle con serenità.

Come vi avevo raccontato l’anno scorso provai il test di medicina ma non entrai, per la troppa ansia (perchè ci tenevo troppo), per la paura di rimanere fuori e di non sapere cosa fare, per paura di una sconfitta che non avevo mai avuto a livello scolastico perchè bene o male ero sempre arrivata a raggiungere i miei obbiettivi.

Quest’anno zitta e muta, tranquilla, senza ansia, senza paura, il 3 settembre alle ore 10:25 mi sono seduta al banco alle 11:00 ho aperto il compito e molto tranquillamente l’ho svolto..ho risposto a 67 domande su 80, poichè su molte avevo l’incertezza e ho preferito non rispondere. All’una era scaduto il tempo, ho consegnato e intrepida ho aspettato l’esito del test..

Ho vissuto 11 giorni di attesa cercando di trattenere l’ansia, quel che fatto era fatto, e molto tranquillamente mi sono iscritta all’esame della mia facoltà, biotecnologie mediche, una facoltà che ho amato tanto e che tutt’ora adoro, e proprio il giorno in cui avrei dovuto fare l’esame ho saputo l’esito: ero passata!

La soddisfazione è stata tanta e questa esperienza mi ha insegnato a essere meno ansiosa, a cercare di essere tranquilla, ma soprattutto sicura delle mie capacità! Confesso, per il test non ho studiato nulla, l’unica cosa che ho fatto è stato il giorno prima guardare la cartina dell’italia per memorizzare i fiumi e laghi, leggere qualche notizia sull’UE, leggere la storia per date dagli anni 50 in poi e leggere autori del 900 con i nomi delle rispettive opere. Non ho fatto altro, ma ho passato un anno a studiare discipline scientifiche.

La soddisfazione più grande è stata quella di raggiungere il mio sogno, aver fatto un punteggio che mi avrebbe permesso di entrare in tutta Italia, ma soprattutto aver eliminato, almeno in questa occasione il mio difetto più grande.

Questo articolo è dedicato a tutti coloro che hanno un sogno: “è vero la strada è in salita e io sono con i tacchi a spillo” dissi l’anno scorso, ma in quest’anno ho trovato il rimedio, basta togliere i tacchi e qualsiasi salita può diventare agibile

Invito tutti a non smettere di non sognare, in un’epoca così buia e così piena di crisi d’identità..io non ho smesso di sognare e il mio sogno si realizzerà negli anni..questo è solo l’inizio!

Facevo una facoltà che mi piaceva ma che non mi rendeva contenta al 100% quindi perchè non provarlo a esserlo? se non avessi passato il test, sarei stata lo stesso contenta: la mia vittoria l’ho avuta superando l’ansia ma soprattutto imparando a convivere con i sacrifici che la vita ogni giorno ci presenta.

Spero di non essere stata troppo prolissa o troppo noiosa, ma ci tenevo a raccontare a questa avventura e nel mio piccolo dare un consiglio!

Buonanotte a tutti e pensateci a queste parole, perchè, come si suol dire,  ”la notte porta consiglio!”

I Raccomandati

febbraio 26, 2009 5 commenti

Rieccomi dopo mesi a scrivere nuovamente una nuova pagina del mio zibaldone!!! Dopo aver riscosso tanto successo con le denunce sui test universitari, oggi tratto un altro argomento piccante: la raccomandazione! Per questo vorrei raccontarvi una storia realmente accaduta, usando dei nomi in codice (certo chi conosce i veri nomi riderà per quelli che ho scelto :-) ). Buona lettura

Esame Orale di Statistica per la Ricerca Sperimentale, 17/02/09, Professoressa Pippa Shampoo, Esaminato Giuanni Peperone.

Peperone: “Buongiorno Professoressa”

Shampoo: “Cerchi il suo compito”

Peperone: “Eccolo”

Shampoo: “Bene lei ha preso 24..ma…aspetti…ha sbagliato questo…si anche questo…qua ha scritto una corbelleria..ma qui che ha combinato???cosa ha fatto???ma cosa ha scritto???…Non so perchè l’ho fatto passare…lei è da bocciare! Lei non può fare l’orale..ma lei come si chiama??”

Peperone: “Peperone professoressa”

Shampoo: “Ah ecco…mi scusi…vabbè le faccio qualche domanda” Bene mi parli dell’ipotesi di verifica sulla media con varianza nota”

Traduzione (per chi non conosce la statistica): “Bene mi faccia la somma di 3 + 2″

Peperone: “Dunque la chi quadro è sigma su sigma..cioè no..ci sono i gradi di libertà per sigma, però la f di snaidecor è il rapporto di sigma, quindi nego l’ipotesi H0..blabla”

Traduzione: quindi 3 + 2 fa 6, però se tolgo 1 fa 5 e quindi possiamo dire che 5 è un numero che non è divisibile per 2, però 5 per 2 fa 10…blabla”

Shampoo: “Bene Peperone..ora mi parli della contingenza”

Traduzione: ” Bene ora mi faccia 2 x 2 x 2″

Peperone: “Dunque..nella variabile qualitativa abbiamo la regressione, mi scusi nella quantitativa..la contingenza si indica con Cik..”

Traduzione: “Dunque..i numeri dispari si possono dividere tutti per due, mi scusi i numeri pari…la moltiplicazione si può indicare con x o un pallino..”

Shampoo: “attenzione non si confondi…” Comunque può andare bene così, mi dispiace che lei si sia confuso un pò all’ultimo…le devo dare PURTROPPO un 28..mi dispiace..”

Pane e panelle

novembre 1, 2008 20 commenti

Venerdi scorso esco da scuola alle tre con una fame che mi sarei mangiata un bue intero. Proprio nella via accanto, nel cuore di trastevere, hanno aperto una pasticceria siciliana che ultimamente sforna anche cose salate.

Passo dinanzi la vetrina e leggo “ Panelle espresse”. Ora voi dovete sapere che prima di venerdi io non avevo mai assaggiato in vita mia una panella, né tantomeno sapevo di che forma fosse. Ne ho sentito parlare spesso dai miei amici siciliani e poiché io adoro tutto ciò che è fatto con i ceci ( potrei mangiare Hoummus fino a scoppiarne) ,imbocco nel negozio e chiedo “UNA panella” . Dopo cinque minuti abbondanti la panella non era ancora arrivata e la fame bombardava di impulsi le mie papille gustative . Queste ultime, in stretto contatto con il cervello, davano adito alle fantasie più sfrenate circa la forma e la consistenza di questa prelibatezza a me sconosciuta.

Già me la vedevo ,tonda a mò di focaccia,fumante e profumata, abbondante quanto basta a saziare il mio appetito. Poi finalmente la ragazza che serviva al bancone mi dice che è pronta e mi porge un piccolo fazzolettino di carta con dentro un quadratino 5×5 di una minuscola frittatina di ceci. Mbè, la delusione è stata tanta e tale che ho inghiottito in un sol boccone la micro panella e con inconfutabile aplomb inglese mi sono tuffata , assai meglio di Klaus Dibiasi, su due statuari cannoli alla siciliana.

Ho scoperto solo dopo che le panelle vanno mangiate con il pane e che se te le friggi a casa tua sono molto, ma molto più buone.

Al centro commerciale

ottobre 26, 2008 3 commenti

Malauguratamente sta sera mi sono imbattuto su questi 2 video. Li pongo alla vostra attenzione… a me hanno fatto riflettere tanto. Siamo a Palermo, al centro commerciale Guadagna, ecco cosa si fa per un telefonino scontato. E’ una questione di scarso senso civico, quindi culturale o è lo specchio del malessere economico che si manifesta in questa maniera?

Il 21 Novembre

ottobre 19, 2008 7 commenti

Il 21 novembre uscirà nei cinema italiani il nuovo film di Wim Wenders: Palermo Shooting. Il film ha partecipato al’ultimo festival del cinema di Cannes e in quell’occasione è stato accolto con freddezza dalla critica internazionale. Wenders ha dedicato il film ad Antonioni e a Bergman, e sopratutto a quest’ultimo il riferimento fatto nel film è evidente infatti prendendo spunto dal “Settimo Sigillo” Wenders  personifica la morte (interpretata da Dennis Hopper). Inoltre ci sarà un omaggio anche al mio cantautore preferito Fabrizio De Andrè. Il resto lo vedremo al cinema il 21 Novembre.

Caos cittadino!!

ottobre 4, 2008 8 commenti

Sabato giorno santo!!! Finalmente sono a casa dopo una settimana passata tra Palermo e Messina…La mia settimana comincia con un bel viaggio per Palermo. Decido di prendere il treno delle 8, un espresso che dovrebbe fare solo le seguenti fermate: Sant’Agata di Mlitello, Santo Stefano di Camastra, Cefalù, Termini Imerese, Palermo Centrale. Arrivo alla stazione e noto che ha già 5 minuti di ritardo (di routine penso). Il ritardo presto si tramuta in 10 minuti per poi diventare 15. E fin qui tutto ancora accettabile! Arriva il treno, salgo, sistemo la mia valigia e comincia il viaggio. Arrivati a Santo Stefano di Camastra viene annunciato: “Ci scusiamo per l’inconveniente, ma il treno espresso, proveniente da Messina, verrà trasformato in un Regionale ed effettuerà le seguenti fermate: Tusa, Pollina, San Mauro Castelverde, Cefalù, Lascari, Gratteri, Campofelice, Termini Imerese, Trabia, San Nicola Tonnara, Altavilla Milicia, Casteldaccia, Santa Flavia, Solunto, Porticello, Bagheria, Palermo Brancaccio, Palermo Centrale.” :’(

Arrivo a Pelrmo alle 11 meno un quarto (l’orario previsto era per le 9 e 55) corro a casa, che fortunatamente è vicina la stazione, poso la valigia e mi precipito in facoltà. Lunedì era una giornata abbastanza calda e soprattutto l’idea di farmi 15 minuti di camminata veloce x arrivare in facoltà non mi alletta (non volevo certo arrivare con fronte gocciolante di sudore), opto quindi x l’autobus. Ritorno alla stazione vedo il 234 e penso (che culo! almeno l’autobus lo becco preciso)! Salgo, oblitero il biglietto e il mezzo parte ( per modo di dire parte) comincia a muoversi lentamente e continuerà a tenere quest’andamento fino all’inizio dell’Università. Si soffocava, non riuscivi a muoverti, autobus pienissimo che andava a rilento. il viaggio è durato ben 50 minuti. Arriva al primo cancello dell’Università e scendo x disperata, nonostante io dovessi andare all’ultimo edificio di Viale delle Scienze, ripromettendomi di non prendere più un autobus a Palermo. Penso tra e me “prendo la navetta e arrivo”, ma guardo l’orologio ed erano le 12…la lezione era ormai finita, (oltretutto io non sapevo nemmeno di preciso se era quella la sede) quindi meglio andare solo in segreteria. Prendo il bigliettino prima di entrare, con il numero J55,arrivo e vedo il 12 (solo il numero senza alcuna lettera). “Vabbè ci sarà un pò da attendere” penso…passa quasi mezz’oretta e arriva il mio turno, ma in segreteria mi dicono: ”Non è il tuo turno” e  io : “Come?” “si lei è J, noi siamo arrivati alla H” “H??e dove è scritta?” “da nessuna parte ma è H, ci dispiace molto, ma cercheremo di fare in fretta”. Dopo la notizia mi cascano le braccia a terra, come si suol dire..mi aspettava chissà quanto di fila, il mio stomaco cominciava ad avere fame, e dovevo fare pure la spesa perchè non avevo nulla da mangiare..dopo tanto tempo arriva il mio turno “olè!” non oso nemmeno guardare l’ora xk sarei svenuta là vedendo quante ore di fila avevo fatto! Passo dunque la mia prima parte di settimana a Palermo, tra il caos del traffico cittadino e del caos unirvesitario (un’altra avventura è stata quella di “come e dove scoprire l’orario delle lezioni, ma soprattutto la sede..chiedi ovunque ma nessuno lo sa…tutti ti dicono mah…cominciano il primo ottobre le lezioni..non sappiamo nient’altro”).

La seconda metà di settimana la passo a Messina, per andare a trovare il mio ragazzo. Questa volta non prendo il treno, ma prendo un autobus diretto “Palermo-Messina”, e almeno questo arriva puntuale (evvai la prima cosa che funziona!!!) Arrivo a Messina e vedo la città come la vede tutta la gente che gira in macchina nel traffico cittadino. In questi due tre giorni ho notato che:

1. la gente non guarda il semaforo, in quanto aspetta che quello dietro suoni il clacson e poi parte in caso di verde;

2. il clacson a Messina è il pane quotidiano: attraversi alla strada e ti suonano, vai piano in macchina e ti suonano, vai veloce e ti suonano, giri a un incrocio e nonostante tu hai verde, ti suonano, e così via.

Torno finalmente a casa ieri sera, e mi godo questi due giorni di bella vita paesana, per poi ripartire domenica sera o lunedì mattina in cerca di nuove avventure (disavventure) a Palermo!

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