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Posts Tagged ‘outbook’

Voci su Outbook: Recensione di Sergio Cavicchi

agosto 28, 2010 6 commenti

Bella storia! No, non parlo del libro, “bella storia” è una imprecazione!

Claudia mi dice: “dài scrivi una recensione di Out book, così sarete in due!”.

Leggo la prefazione, o pseudo presentazione che sia, dove si dice che il libro verrà letto dagli autori e qualche altro ignoto. Allora, mettiamo bene in chiaro che qualcuno fa il furbo, o almeno ci prova. Sembra di essere in un film dei fratelli Marx, per chi li conosce… Inizio la lettura annunciata come un qualcosa riguardante l’amore, ma è un viaggio nella mente umana… (Nda : Sì, lo so , uso troppi puntini, ma se va bene è così altrimenti è lo stesso! Ndwm: nooooo i puntini noooooo!).

Mi aspettavo racconti al femminile perché di Out conosco solo donne e invece ci sono anche ragazzi, che è meglio, due punti di vista.

Non voglio parlare di uno per uno dei racconti, così il mio giudizio è globale. Nonostante si cerchi l’Out o l’Underground l’alfabeto è di poco più di venti lettere, un po’ come la musica di sette note, e fare anche solo alzare il labbro superiore in un segno simile al sorriso è sempre più difficile. Out ci riesce, non per eleganza di stile, che penso non interessi alcunché agli autori, ma per lo scorrere particolare di ogni storia. Chiaro che una può piacere meno di un’altra, ma nel complesso va bene. Però, ragazzi di Out, la prossima volta ci voglio essere anch’io, va bene? Baci.

Sergio Cavicchi

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Voci su Outbook – Recensione di Daniela Piccoli

luglio 30, 2010 5 commenti

Mi presento, sono una degli autori del libro di OUT. E voglio dirvi che prima che scrittrice io sono una grandissima lettrice: in vita mia ho letto di tutto e di più, dai romanzi, ai gialli, agli horror, alla fantascienza, alla fantasy, alla narrativa che parla di vampiri, licantropi e altro. Ho sprecato tempo dietro libri insulsi che uno si chiede se mai l’editore, prima di pubblicarli, li abbia mai letti prima, e libri che invece mi hanno arricchito e dato emozioni e che rimarranno oltre che nel mio cuore nella mia libreria (che scoppia) per sempre.

Ecco di OUTBOOK hanno parlato ormai già tutti. So di ripetermi ma non posso fare a meno di ribadire che la grafica del libro è bellissima! Il grande Flok ha fatto un vero capolavoro con il suo cuore e su questo non ho dubbi. Anche la Edarc con la copertina satinata doppia e le pagine di carta lisce pure e posso quindi dire che gli amici e conoscenti che hanno visto il libro ne sono tutti rimasti meravigliati.

Sull’introduzione non voglio far polemiche. Rizzi forse si è dato un po’ la zappa sui piedi, ma io la prefazione di un libro non la leggo quasi mai. Di solito vado al sodo e penso sempre che è quello che è scritto dopo che conta.

E qui conta.

Tredici racconti insoliti, a volte strani, di autori che avevano voglia di dire qualcosa e l’hanno detta alla loro maniera. Ecco in questo libro non ci sono nomi noti, gente che ha pubblicato solo perché è famosa, ma c’è gente comunque che ha cercato di mettere sulla carta la loro versione di amore. E mi dispiace contraddire quella persona che ha detto che in questi racconti non “si sentono le farfalle nello stomaco”. Io ce le ho sentite, in ognuno di loro.

La mia convinzione da lettrice è che quando un libro è fatto con passione vale la pena di leggerlo. Che non è solo quella degli autori, ma di tutto lo staff di OUT che si è tanto adoperato per la realizzazione di questa opera (ancora grazie!).

Quindi che dire di più? Leggetelo e poi diteci se ne valeva la pena!

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Voci su Outbook – Recensione di Vincenzo Occhionero

luglio 29, 2010 5 commenti

Bene miei cari,

ecco che anche io prendo la parola e mi immergo nella “Royal Rumble” ! Da tempo infatti mi è stato chiesto di scrivere una recensione su questo evento editoriale ma ad essere onesto non saprei proprio da dove partire. Più che altro per il fatto che sono uno dei fortunati autori pubblicati ed ogni mia “recensione” sarebbe assolutamente di parte. Mi limiterò quindi nel lasciare semplicemente un doveroso commento per siffatta impresa.

Fare un libro oggi non è assolutamente facile, anzi. E lo so io come lo sapete voi… ma è giusto ricordare lo stesso che per un non-nome come me ritrovarsi ad avere la possibilità di vedersi pubblicato un racconto senza dover spendere nemmeno un centesimo è un evento più unico che raro. Qualche cosa che ha a che fare col prodigioso ma anche con le immense e immani fatiche di un gruppo di ragazzi che per poter seguire una loro passione si ri-trova col lottare sempre più duramente i tempi beceri che questo paese al momento vive. Un ringraziamento dovuto ma anche una doverosa affermazione di stima verso chi seguendo i propri sogni aiuta a realizzare anche quelli altrui.

Questo per quanto riguarda le persone dietro l’evento editoriale dell’anno. Per quanto riguardo l’oggetto libro, che dire che non sia stato già detto. Ho letto post in cui ritrovo espressa al meglio ogni mia singola idea ed i concetti sono stati ripetuti talmente tante volte che si è arrivati anche a dover leggere il contrario. Perché per “salvare” l’introduzione di Rizzi… ce ne vuole !!! Per carità, una persona le può anche pensare certe cose (specialmente quando si ritrova con una pistola puntata alla tempia e si vede costretto suo malgrado a fare cose che vanno contro la propria natura… ma noi conosciamo benissimo la famigerata violenza di Claudia e sosteniamo l’editore per l’aggressione subita :) e probabilmente sono anche cose vere… ma non si possono scrivere… a maggior ragione se ci vengono investiti dei soldi e si “spera” in qualche forma di rientro !!! Per salvare il salvabile si è scritto “La prima parte un po’ malinconica e provocatoria serve solo a creare pathos per la seconda parte, speranzosa e fiera” ma ad essere onesti non ho ancora capito verso chi bisognasse essere provocatori e perché. Provocatori verso gli autori dei racconti ? Tanto valeva una mail personale per “screditare” nel dettaglio quanto scritto e prodotto “controvoglia”(perché questa è l’impressione che oggettivamente ne esce fuori). Provocatori verso chi vorrebbe comprarne una copia? Ma perché provocare proprio me se sono uno dei pochi che acquista libri (per la serie…”vaffadelbene”)?!?! Provocare la società??? Beh… qui ci sorvolo… troppo facile la risposta. Quanto alla “seconda parte”… per quella che è la mia visione delle cose… non basta scrivere la parola Resistenza per essere pervasi dalla speranza. Tanto più se, proprio per mezzo dell’introduzione, ci si ritrova a far Resistenza alla Resistenza “culturale” !!!

Che il marketing ha delle regole e non si può e non ci si deve affidare agli amici degli autori per tirare a campare. Ma voglio vedere tutto questo solo come uno “scivolone” da parte dell’editore conscio che un giorno riuscirà anche lui a ritagliarsi un piccolo posto al sole, a patto che si applichi davvero. Glielo auguro.

Ad ogni modo, visto che siamo in un blog democratico dove ognuno può dire la sua felice di poter andare anche controcorrente voglio sentirmi libero di scrivere… che la copertina fa schifo !!! Ebbene sì: Flok, il tuo lavoro è stato pessimo! Ma brutto davvero e mi sembra giusto romperti questa catena di complimenti che stai indegnamente ricevendo. Il cuore è tutto pixellato…i colori escono fuori dal disegno e la scritta… è tutta rovinata!

No davvero, bellissimo libro… ma per la copertina..!

E con questo vi saluto che vado a diffondere un po’ il verbo sulle varie uscite del gruppone OUT verso cui, ripeto e, ricordo tutta la mia più profonda stima e rispetto! Eccezion fatta per il Flok!!! Appena potete, sostituitelooo.

Detto questo chiudo in apertura lasciandovi una domanda a cui prego di non rispondere : “Perché viene sempre citato Calvino e mai Buzzati???”

col sorriso

un abbraccio a voi tutti

eccetto il Flok

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Voci su Outbook – Recensione di Luca Belloni

luglio 28, 2010 4 commenti

Parlare di un libro simile non è mai facile, perché parte da presupposti che poco hanno a che fare coi classici canoni dell’editoria.
Questo libro nasce dalla passione e dal sudore, dalla testardaggine e dalla spensieratezza, ma soprattutto dalla voglia di libertà e dal non arrendersi. Quindi, esserne venuti a capo dopo mesi di travagliato lavoro febbrile di editing, email da spedire ed accenti da correggere, è già di per se una vittoria. Un mio giudizio non può che che essere positivo, visto che so cosa vuol dire sudare tra editing e consegne tipografiche. So cosa significa tenere  a bada una decina di autori, coi  loro dubbi e paranoie;  le persone che vi sono dietro hanno lavorato bene e non ho critiche da fare. Anche tecnicamente il risultato è molto buono, a cominciare dalla copertina, ottimo lavoro grafico reso bene dall’opacità della carta; copertina impreziosita pure dalle alette (credetemi, costano).
L’introduzione di Alberto Rizzi la trovo corretta, e la sposo in toto. La prima parte un po’ malinconica e provocatoria serve solo a creare pathos per la seconda parte, speranzosa e fiera.

Se volete che prodotti simili continuino ad esistere, se avete davvero voglia di partecipare ad una Nuova Resistenza Culturale, a questo punto non avete altro da fare che divulgare il verbo, contaminando la mente delle persone falsamente libere. Come? Semplice: facendo acquistare copie del libro in questione. Certo, “i soliti 4 gatti”… calcoli alla mano, 13 autori non riescono a far vendere almeno 10 copie a testa? Coi soldi di queste vendite l’editore o chi per lui, riuscirà a malapena a ripagarsi le spese di stampa, vero. Ma una volta andato in pari, avrà tutto l’interesse a promuovere un “Out book #2”, ne sono sicuro. Lo so che questa mia potrebbe essere male recepita, ma ragazzi miei, l’editoria indipendente si regge anche su questo. Il tipografo si paga, moneta sonante  e non belle parole. Sono conscio che si potrebbe etichettare una manovra simile come bassa editoria, ma non si può lasciar perdere tutto solo perché ormai è stato stampato; parlatene sui vs siti/blog, create discussioni sui forum, invadete i social networks, fate pubblicità, fate di tutto per far girare il nome, il verbo. Siamo tutti coinvolti, forza!!!

Luca Belloni
autore/sceneggiatore, vecchio fanzinaro divenuto pseudo editore. (www.absoluteblack.net)

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Voci su Outbook – Recensione di Baldo Di Stefano

luglio 21, 2010 15 commenti

Miaooooo!

Vista la diatriba di qualche post fa qui sul blog, la premessa mi sembra alquanto doverosa: io sono uno dei QUATTRO GATTI citati nell’introduzione.
Non un autore presente nel libro, dunque, ma un semplice lettore.
Questo per dire che, a seguire, più che una recensione troverete delle mie semplici impressioni.

E comincerei proprio dall’introduzione perché, per me, copertina, quarta di copertina e, appunto, l’introduzione, costituiscono nel loro insieme un buon 50% di motivazioni che mi inducono spesso all’acquisto di un libro, in caso di sensazioni positive ricevute dalla loro lettura, o a lasciarlo sugli scaffali, nel caso contrario.
Inutile dirvi che, così facendo, ho preso delle cantonate colossali, ma ho anche scoperto dei piccoli gioielli che leggo e, molto spesso, rileggo con piacere.
Perché a me i libri piace pure rileggerli, tanto per farvi capire con chi avete a che fare! ;-)
Quindi, pur condividendo alcuni punti espressi dal Rizzi, specie quelli inerenti lo stato di degrado culturale in cui versa la nostra bistrattata nazione, stare lì a leggere uno che, due righe su tre, mi dice… “Ma chi te lo fa fa’. Ma lassa perde. Ma non potevi andattene ar cinema coi soldi che hai speso pe’ ‘sto libro?” (sto volutamente “iperbolizzando”, ovvio) non è che m’abbia invogliato molto alla lettura.
Ed è un peccato, perché questa raccolta merita e pure tanto.

A cominciare dalla Bernacchia, autrice conosciuta e apprezzata sulle pagine di Out 14 e che ho ritrovato in ottima forma (artistica) anche qui: prosa scorrevole, trama intrigante, psicologia del protagonista che esce fuori, lentamente, ma prepotentemente – tra un pugno e l’altro, mi verrebbe proprio da dire! – riuscendo, con abilità, nella non facile impresa di rendere “a tema” un’ambientazione, quella pugilistica, di per sé ostica e fuorviante (difficile parlare d’amore quando si prende a pugni una persona, non trovate?).
Con pochi, piccoli, aggiustamenti se ne potrebbe tirar fuori anche una bella versione a fumetti.

Molto intrigante, già a partire dal titolo (ve l’ho detto della mia innata curiosità per i titoli, no?) è il racconto del Misiti. Anche qui ottima padronanza della lingua, della forma e dell’ironia. Un ritratto dell’”amore provinciale” stile commedia all’italiana, in cui è facile riconoscersi e che strappa più di un sorriso, epilogo finale compreso.
Anche se, lo ammetto, pure quel “Molise Libero” del racconto di Occhionero un ghigno divertito me lo ha provocato, sempre a proposito di ironia e sano provincialismo.

Sorvolo invece sui racconti della Sbrana e della Massei, essendo due autrici che ho pubblicato a più riprese su Fatece Largo, poiché il mio giudizio non sarebbe affatto obiettivo. Diciamo che entrambe hanno confermato tutto il buono che penso su di loro come autrici.

Forse, l’unico neo di questa raccolta è stata la mancanza dell’amore inteso in senso classico, quello da “farfalline nello stomaco”, per capirci.
Insomma molti autori hanno mascherato (alcuni in modo egregio, non v’è dubbio) il tema proposto, infarcendolo di sangue, omicidi, lotte, sesso, fantascienza e quant’altro, quasi a voler distogliere l’attenzione del lettore o comunque cercando di interessarlo con l’aggiunta di “altro”.
Capisco che quando si tratta l’amore per quello che veramente è, ossia un sentimento primigenio allo stato puro, è facile cadere nel banale, noioso o, peggio mi sento, nel ridicolo involontario, ma un tentativo andava fatto, secondo me.

La sensazione positiva della lettura di questi racconti, però, rimane.
E, alla fine, è questo che conta.

Per chiudere, parafrasando un po’ quello che scrive il Misiti nella postfazione, vi dico che in questa raccolta non c’è il nuovo Calvino, ma ci sono comunque (e qui rubo le parole di Claudia) “ tanti autori sconosciuti ai più, con un sacco di cose da dire, far vedere, raccontare”.
Proprio come Calvino ai suoi esordi, aggiungerei! ;-)

PS. scusatemi per la lungaggine, ma il dono della sintesi non mi appartiene. Non apparteneva nemmeno a Calvino, se ben ricordo! :-P

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Voci su Outbook – Recensione di Claudia Amantini

luglio 18, 2010 4 commenti

Scrivere di un libro non è facile, specie se nel libro in questione si è fortemente coinvolti, specie se lo si è partorito.

Difficile parlare in maniera obiettiva di qualcosa di cui si è seguito passo per passo ogni singolo movimento: l’idea (concretizzare i presupposti, pensare ad un bando di concorso), la raccolta (niente grano… pagine scritte che si accumulavano per posta tradizionale o per mail), la votazione (è per chi non è un critico letterario come me, si seguono le sensazioni, gli umori, i gusti, gli odori…), la “correzione/omologazione” (meno male che il lavoro vero di editing l’ha fatto qualcun altro), ed infine la parte forse più “noiosa”, quella burocratica…

E poi cercare di mantenere il piede in due scarpe (o forse più): rapporti con il mecenate (qualcuno disposto a pagare, e non poco, per un progetto comunque “ambizioso”), rapporti con gli editori (prima di approdare in Edarc sul tavolo ne avevamo altri), rapporti con gli autori (e votata all’autoproduzione come sono, facile l’identificazione con chi sta dall’altra parte), rapporti consolatori per sbattimenti, chiusure, ritardi con tutti gli altri del Gruppo Out…

Un libro quindi faticoso, un libro che mi ha stancato, un libro che ora, ad averlo in mano, ricompensa. Sono soddisfazioni.

Pace per chi ne è rimasto fuori.

Dicevo, averlo in mano ricompensa, gratifica. Un’impronta Out l’abbiamo data. Forse di impronte ne abbiamo lasciate due. La prima riguarda l’abito: ci è stato concesso di avere carta bianca sull’impostazione grafica, e la copertina ricollega al nostro essere Out (come per la fanza, come per il Deluxe by Cagliostro). La seconda è il contenuto: i racconti che sono finiti dentro rispecchiano i nostri gusti, se ci fossero capitati sotto, senza il libro, molto probabilmente li avremmo pubblicati sulla nostra fanzine.

Tornando al libro, ai suoi racconti, ognuno di noi ha la sua visione. Ognuno di noi ha i suoi “preferiti”. Mettendomi dall’altra parte, a questo giro dalla parte di chi guarda ad un “progetto”, c’era la volontà di mischiare le carte, di allargare quello che era partito come filo-conduttore per contaminare l’amore, per mostrare più facce dell’amore…

Ho gradito il racconto di Belloni, perché “sporco”, carnale, diretto.

Mi sono piaciuti Misiti e Occhionero, carichi di quell’ironia che ne avessi solo la metà sarei felice.

Intriganti Bernacchia e Padilla, perché affrontano l’omosessualità con tocco leggero, donando ritmica e delicatezza.

Belle le pagine della Sbrana, capaci di farti entrare la tristezza nelle ossa.

La fantascienza non è il mio forte (più che con Asimov io sono cresciuta con Tondelli, Bukowski e compagnia beat), ma pure questa è ben rappresentata (Cattaneo-Tanci-Piccoli-Zanini).

Sarò pure autocelebrativa, ma come ho già avuto modo di dire, questo OutBook a me piace così com’è.

Voci su Outbook – Recensione di Serena Sbrana

luglio 14, 2010 3 commenti

Non sono brava nel recensire, “mi garba perchè mi garba” puntualizzo spesso.
Basterebbe anche per questo libro OUT che se lo sfogli ci trovi pure un mio racconto… Risultato di un concorso letterario, mi dicono hai vinto, il tuo racconto (che non era nato come tale) sarà pubblicato come gli altri vincitori, come vincitore! Non ci credo, è vero, grazie al modo di fare/essere OUT non ho avvertito nessun fastidio da concorso letterario…

La copertina, l’avevo già vista ma ora è vera non più virtuale, è proprio bella, quel cuore gioiello
tenuto fermo (momentaneamente) con un pezzo di nastro adesivo opaco (magari anche piacevole al tatto) la dice lunga sui sentimenti; mi piacciono le sfumature, i bagliori delle screziature, mi piace anche il titolo, sarò monotona?! La piccola stazza, appena uscito dalla busta, ha deluso anche me… poi ho pensato ai libri che attualmente sono i miei compagni di strada o lo sono stati ma che son rimasti nel mio scaffale interiore. Hanno più o meno la stessa dimensione eppure… sono dei grandi libri (che so…”Città senza cultura” di Campos Venuti o “il libro degli animali” di Rigoni Stern)!

Fa piacere sentir parlare di Nuova Resistenza e le leggere la Prefazione Out, non solo per il contentuto ma anche per la forma… e i racconti… la curiosità mi porta a saltare da uno e l’altro, mi fa strano sfogliare una creatura out e non trovarla traboccante di disegni, ma poi mi dico: questa è uscita da un editore vero e di questo si parlava pochi giorni fa in un incontro Anpi… affiancarsi al sistema, sfruttandolo per avere spazi e mezzi illuminati dal sole pur
continuando il percorso intrapreso nel “sottosuolo”, senza svendersi e continuando ad essere “credibili”, a realizzare quello che si promette, e …ci siete riusciti! Poi mi sono data un minimo di impostazione da lettrice e ho iniziato dal primo e sono arrivata all’ultimo,credo che mi porterò dietro per un pezzo questo libro, le dimensioni sono quelle giuste e, mi è caduto anche
una volta: nemmeno un graffio!

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Voci Su Outbook – recensione di Andrea Cattaneo

luglio 11, 2010 18 commenti

Out Book è un libro realizzato con cura e amore: la grafica e l’impaginazione sono ottimi. Vorrei anche sottolineare la passione con la quale il gruppo di Out ha portato avanti questo progetto. Considerando le varie peripezie che hanno portato alla realizzazione di Out Book e visto il risultato, potrei dirmi molto soddisfatto di come è andata a finire questa avventura. Purtroppo ho letto - unica, fastidiosa nota stonata – non ho proprio digerito l’introduzione all’opera scritta da Alberto Rizzi. Non trovo molto sensato presentare un volume esordendo con: “Allora, ecco una nuova raccolta di racconti; nulla che rimarrà nella storia della letteratura italiana”. E poi a seguire Rizzi, generoso e benevolo, dall’alto guarda in giù e ci tiene a dire agli autori raccolti in OutBook: “Magari qualcuno dei presenti riuscirà a ritagliarsi un piccolo posto al sole, a patto che si applichi davvero. Glielo auguro”. Sorvolo sui quattro gatti (parenti e amici degli autori…) che Rizzi prevede come unici possibili fruitori della raccolta (mi domando che senso abbia allora realizzare un’antologia e poi metterla in vendita se tanto non avrà pubblico… ah già, dimenticavo lo sproloquio sull’atto di resistenza: ma chi l’attacca con tanto accanimento, signor Rizzi?). Quel che capisco leggendo la sua introduzione (e l’introduzione, dato che Rizzi è scrittore e poeta dovrebbe saperlo meglio di me, è la prima cosa che si legge in un libro…) è che ha voluto tentare una maldestra e grossolana provocazione. Rivolta a chi? Francamente non saprei dirlo. Non so se gli altri autori condividono questa impressione con me (sarei curioso di sapere cosa ne pensano i miei colleghi che, come me, “se si impegneranno davvero” magari un giorno avranno il loro posticino al sole…), ad ogni modo mi piacerebbe sapere dal signor Rizzi il motivo che l’ha spinto a scrivere un’introduzione a un libro che parla di tutto (anzi, contro tutto), tranne che del libro in questione. Mi spiace veder introdotto il mio lavoro e quello dei miei colleghi autori da un testo che, a mio avviso, è semplicemente fuori luogo. Non mi aspettavo certo una ridicola celebrazione dell’opera, bastava scrivere un’onesta introduzione che entrasse nel merito della raccolta.

A presto,

Andrea

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Voci su Outbook – Recensione del WM

luglio 9, 2010 3 commenti

Ho finalmente qui accanto a me la copia di Outbook fresca di stampa, odorosa di inchiostro buono. Anche se siamo andati in economia, la grammatura della carta è ok, la copertina è lucida ed esalta lo splendido lavoro di Mastro Flok, artigiano ed artista insieme, cura del particolare e ispirazione del cuore. E un cuore campeggia proprio al centro del libro con un bel logo.
L’impatto, però, è negativo: mi pare piccolo! Tutto questo lavoro per un tascabile leggero e aereo. Mi aspettavo una fisicità più straripante, è invece è come un piccolo elfo beige; mi spiazza, ma mi abituo presto a lui come a delle scarpe nuove. Ora non me lo immaginerei diverso.
Lo rigiro fra le mani e devo dire di adorare il “Garamond” come font dei libri, tondo e ciccioso, che si legge una meraviglia. La sinergia fra il lavoro del gruppo Out ed Edarc paga.

I racconti li so a memoria (sfido, li ho co-editati io…), quindi è come un ripercorrere una strada gia battuta e comincio a incavolarmi per le imperfezioni rimaste e per quel paio di errorini del cavolo che non perdonerei al mio peggiore alunno.
Mi rileggo il crudo Belloni, con le rasoiate senza compromessi, le sottili tensioni metafisiche della Casulli e della Massei, la sublime patafisica di Occhionero (per me uno dei migliori autori che Out possa annoverare), le rivisitazioni kafkiane del Rizzi e il lirismo floreale della Padilla, mi immergo nella tristezza delle parole della Sbrana; poi leggo di un fiato le pagine dei nostri scrittori che hanno scelto come veicolo la fantascienza, che per uno allevato a pane e Asimov come me è come ritrovare una lingua antica ma sempre cara: il gruppo di Cattaneo (una scrittura intrigante che mi ha incuriosito), Tanci (che ha giocato coi paradossi), Piccoli e Zanini (davvero piacevoli da rileggere!). Poi per ultimo il racconto della Bernacchia, che a mio avviso diventera una futura colonna delle pagine di Out.

È un libro che rileggerò altre volte a spizzichi e bocconi, seguendo l’estro del momento, dato che è pervaso di molte tensioni imperfette, di pensieri in nuce e potenziali tormentoni citazionisti (già mi vedo a gridare “Molise liberooooo!” come nel racconto di Occhionero). Outbook è un lavoro che però lascia inappagato qualcosa, come una sottile inquietudine, certo che questa è solo una tappa del percorso che questo gruppo di pazzi sognatori e dei loro nuovi compagni di strada si avviano a percorrere.

La mia l’ho detta: attendo le reazioni di chi ha scritto, letto, sbocconcellato, annusato… l’email è la solita ;)

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Outbook – passo di danza finale

luglio 4, 2010 2 commenti

Outbook E’ USCITO!

(qui il link della casa editrice EDARC)

L’editore sta effettuando le spedizioni agli aventi diritto. Occhio alla posta!
Tra qualche giorno brindisi virtuale sul blog di out, siete tutti invitati a dire la vostra…

Claudia

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