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L’erba del vicino è sempre più verde
Banana Republic – Messina continua a morire

questo è il mio ricordo...
Guardo immagini di Giampilieri travolta dal fango, un paesino su cui incombe la montagna, così come incombe su tanti paesini costieri del Messinese. Sento le urla nere di chi ha perso tutto, la litania dei nomi delle vittime, le lacrime di coccodrillo di chi doveva fare e non ha fatto, l’elenco degli abusi edilizi che continuano imperterriti.
Rabbia, ma non sorpresa. Se abbattono i piloni dell’autostrada, figurarsi cosa fanno col resto…
Nel messinese non c’è spazio per costruire, si fendono quindi le colline e si disbosca e non solo nei paesini: basta guardare Messina dal ferryboat e chiedersi il perché di tante alture scempiate. Ci andasse Bertolaso sul ferryboat: da lontano si vedono tante cose, troppe.
E mentre la “città babba” muore, io la guardo ormai da lontano, scacciato da un ministero che non mi ci manda a insegnare. Mentre la gente muore col fango nei polmoni, la tv manda lo show di Papi (Enrico) con una che ancheggia e lui che urla, come se tutti avessero già dimenticato, casomai se ne fossero accorti.
Ma si vede che questi morti sono diversi dagli altri, quelli delle regioni dove fare il salvatore della patria tra le macerie: lì ci va il Piccolo Capo, qui ci mandano la Prestigiacomo, scintillante protagonista delle cronache di questi giorni.
E in questo vomito mentale, nel kipple che ci sommerge, mi devo sentire chi dice di amare le frane, perché non fanno arrivare a scuola gli insegnanti. E poi dicono che Mediaset non ci ha plasmati…
PS. Stasera a Striscia sono impazziti? Sembrano una manica di troizkisti (o come cavolo si scrive).
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Hanno sparlato di noi