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Sussulti di dignità giornalistica

maggio 21, 2010 3 commenti
cuoricini cuoricini

ecco, già mi manchi, Yuk! :P

Lo ammetto, ieri sera mi sono stupito quando il Tg2 ha aperto l’edizione serale su una notizia VERAMENTE importante (e ancora mi sto riprendendo dallo choc), l’incredibile sintesi artificiale della vita effettuata da genetisti americani. Considerando che ho sempre profondamente disprezzato questo tg che parla di giraffe e cagnolini e non dei cassintegrati, mi ha davvero impressionato che facessero del giornalismo serio.
Poi vado a vedere e noto che in questi giorni il giornalismo rai, di solito servile e mieloso, poco propenso a proteste di qualsivoglia tipo, è percorso da fremiti, tremori di protesta più o meno sotterranei, con improvvise eruzioni.
Al Tg2 scoppia la protesta per le condizioni di lavoro disagiate, con budget minimi e sedi di lavoro lontane fra di loro.
La Busi esprime il suo disappunto, dicendo che il re Minzolini è nudo e sta affondando la credibilità del Tg1, che parla solo della fiera della zeppola e dei problemi degli altri: il paese reale può fètere.
Rainews24 viene oscurata misteriosamente durante lo switch-off, ulteriore schiaffo all’unica testata Rai professionale e ben gestita da Corradino Mineo, a cui hanno pure tagliato mezzora al mattino su Rai3 per dare spazio ai tg regionali che ci parlano sempre della sagra della zeppola, mentre l’Italia muore.

Profezia di Maga Magò: si seguirà la linea Mediaset di smantellare tutte le redazioni, per creare un’unica testata giornalistica, più facile da controllare e addomesticare alla politica del “niente cassintegrati, solo sagra della zeppola”.

Banana Republic – L’acida farsa di Giampilieri

ottobre 5, 2009 1 commento
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Più che una tragedia, un’acida farsa. Con i media del grasso Nord che si permettono di fare facili ironie o ignorare la realtà dei fatti: Studio aperto ci deve parlare della giraffa Pallina o ci mostra la tromba d’aria di Mestre giugno 2007 e ce la spaccia per le immagini della Sicilia devastata. Fare informazione corretta è ormai un lusso, e la Sicilia oggi paga lo scotto dell’infamia.

Agli “organi di informazione” non conviene scavare troppo in una tragedia dai risvolti troppo “politici”.
A L’Aquila c’è stato un terremoto, e i terremoti non si possono impedire o prevenire (solo limitare i danni). Una frana si può invece fermare, i consolidamenti si possono fare, si possono evitare disboscamenti, si possono evitare abusi edilizi o reprimere quelli esistenti. Ma ci deve essere la volontà politica, in Sicilia, la terra del 61 a zero. Tze…

Il piazzista di pentole e tegami è arrivato, ha parlato ai poveracci due minuti ed ha fatto una gitarella in elicottero. Ha promesso di ricostruire come in Abruzzo, ma dove? Le poche lingue di pianura sono tutte occupate qui, restano solo le colline. Disboschiamo ancora?

Catastrofe annunciata, questo ci viene detto, il tutto mentre il sindaco di Messina dice di non aver saputo nulla di un allarme imminente, ma c’erano ordini di abbattimento per migliaia di abusi edilizi di cui doveva essere a conoscenza da anni: naturalmente, nessun ordine eseguito, si è “sanato” in allegria e fraternità… ma a differenza dello scudo fiscale che mette al riparo gli evasori, qui lo scudo cementizio non è servito a evitare alcuna catastrofe.

Ora la colpa è di tutti e di nessuno, una guerra fra ricchi (palazzinari e politici corrotti) e poveri (abusivi), una tragedia che si volge in acida farsa e che Paolo Colonnello su La stampa.it di oggi sintetizza efficacemente così:

Riassumendo: la Regione dà la colpa «alla gente che fa abusivismo»; la Protezione Civile siciliana «agli amministratori locali che non controllano»; gli amministratori locali ai politici importanti che non danno i soldi e i permessi; la Procura a chi i permessi li ha rilasciati; i vigili staccano multe che nessuno paga. E nel frattempo ogni tanto qualcuno muore, le case crollano, le montagne franano. E questa è già diventata una tragedia di serie B.

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