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Posts Tagged ‘Heroes’

Out segnala… Heroes, again!

 

I Grammophone aprono la terza edizione di

Heroes: Roma come Bombay

Venerdì 11 ottobre 2013 presentano “Multiverso

@ Le Mura di Roma

 

La rassegna Heroes: Roma come Bombay torna, per la sua terza edizione, venerdì 11 ottobre al Le Mura di Roma. Un progetto autogestito, che in questi anni ha cercato di far vivere la musica in modo diverso, facendola diventare punto focale, creando un più diretto scambio tra musicisti e pubblico e dando la possibilità a tante realtà musicali, romane e non solo, di esibirsi e farsi conoscere. La nuova edizione prevede un solo venerdì al mese in cui nel locale di San Lorenzo si alternano musica, letteratura e arte e dove “musicisti, artisti, scrittori e fotografi si mescolano e si mischiano per un’intera serata. Perché la musica e l’arte succedono ancora di notte, nei locali, nella vita reale”.

 

A dare il via alla rassegna saranno i Grammophone, che inaugureranno la stagione con l’anteprima nazionale del loro album di debutto “Multiverso”, prodotto e rilasciato con Licenze Creative Commons dall’etichetta Subcava Sonora di Napoli.

 

La serata sarà aperta dai Granada: “due chitarre, basso e batteria, in una miscela mai troppo sfrontatamente rock ma raffinata e acusticamente seducente da non poter essere definita semplicemente pop (nel senso più abusato del termine)”.

 

Prima dei concerti, Urlo #1- Letteratura e Musica da combattimento: Giada Arena interpreta la “guida galattica per gli autostoppisti” con l’aiuto dei musicisti di Heroes, Stefano Puri (Ivashkevich), Paolo Alvano (Kardia), Alessandro Commisso (Luminal).

www.heroesroma.com
www.radiobombay.it

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Out segnala: Heroes

settembre 16, 2012 Lascia un commento

Heroes non è parte della scena romana: Heroes ha creato una scena del tutto nuova dove ci si scambiano umori, canzoni e quant’altro in un contesto non sterilizzato e pieno di paratie stagne. Roma come New York… non ci credete? Andate a guardare coi vostri occhi: “Le Mura” a San Lorenzo in Via di Porta Labicana 24 il 5 di Ottobre e poi diteci.

We we’ll be heroes just one day!

http://heroesroma.com/2012/09/13/5-ottobre-riparte-heroes/

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Out intervista… Paola Rotasso

Dalla nostra Maria Maddalena un altro bel ritratto in forma di intervista con Paola Rotasso, regista e fotografa, direttamente dal mondo di “Heroes” e dell’indie italiano.

“Conciliare le idee con la luce” -Intervista a Paola Rotasso
by Maria Maddalena

Out. Ciao Paola, intanto grazie della disponibilità. Ti va di presentarti da sola? Come ti definiresti? Chi è Paola Rotasso?
Paola Rotasso. Una ragazza con il pallino per le telecamere, i sogni, l’estetica dell’immagine, i suoni, i simboli, il surreale. E sono riuscita a scoprire ed entrare in un mondo in cui poter far convergere tutti i miei “pallini”.

 

Paola Rotasso con Giorgio Canali e Carlo De Ruggieri (attore di Boris) sul set di 'Roma, guanti e Argento' degli Operaja Criminale

O. Sei una bravissima regista di videoclip musicali, quanto ti somigliano i tuoi video? Hai un approccio neutro, teso a rappresentare l’essenza di una band con il linguaggio più adatto o lasci comunque la tua impronta stilistica? E quale video ti somiglia di più?
P.R. Intanto grazie per il “bravissima regista”! I miei video spesso sono parti di me. Cerco di conciliare le idee che i musicisti hanno del loro brano con l’idea che mi sono fatta io della canzone nella mia testa.. I personaggi che ritraggo nei miei lavori è come se fossero dei frammenti di me… ognuno di loro nasconde una mia passione, una mia debolezza, una mia follia, un mio desiderio, un mio amore perduto… e alla fine dell’opera è bellissimo vedere quella parte di te che prende vita in una forma esterna a te.
Mi è capitato di dover anche costruire personaggi che non celassero nulla del mio intimo, ma (essendo io l’operatrice principale dei miei video) a quel punto metto la mia firma nello stile dell’inquadratura, nella scelta dei movimenti di macchina e cospargo di dettagli surreali la scenografia.
Il video che considero più somigliante alla mia estetica è ODETE (da Roma Rotten Casino) degli Spiritual Front. Un video che ho elaborato nella mia testa per molti mesi e che poi ha preso una piega ancor più interessante grazie al supporto creativo di Simone Salvatori (frontman della band). Le atmosfere cupe, le tinte noir, le ambientazioni decadenti, la follia umana sono il mio leitmotiv; i miei personaggi sono malati, corrotti, contorti, marci e perversi, personaggi con cui la vita non è stata clemente e che hanno la possibilità di esprimere la loro rabbia nei pochi minuti che io do loro a disposizione. Non sono divertenti e quando siete in loro compagnia ci si fa difficilmente una risata, ma sono la cosa di cui più mi piace raccontare.

O. Ho visto il tuo “Overture for a broken arm” e l’ho trovato un interessante incrocio tra Orwell e le atmosfere più torbide delle opere “nere” di Pupi Avati. Ce ne parli? Cosa volevi rappresentare?
P.R. Il video “Overture for a broken arm” è stato realizzato per fare da ‘scenografia in movimento’ di sfondo ad una performance live di INDUSTRIA INDIPENDENTE (Erika Galli, sceneggiatrice e Martina Ruggieri, regista).
Con le autrici della performance ho lavorato così come lavoro con i gruppi musicali. Ho assistito alla nascita dell’idea della performance (totalmente simbolica), ho ascoltato le musiche (di ABACOM SYSTEM) e ho cominciato a pensare ad una serie di immagini che potessero essere in armonia con la loro idea e con il mio gusto estetico. Sono molto contenta che mi abbiate chiesto informazioni proprio su questo video, perché, nonostante tra i video che ho girato sia poco popolare, è una delle mie creature preferite.  Musica che dà i brividi. Respiri umani e bestiali. Suspence data dal nulla. Un personaggio (interpretato dal giovanissimo attore Josè Dammert) alienato e alienante, senza spazio e senza tempo. Senza nome. Senza connotati. Che svolge azioni senza senso. Un personaggio che va per sottrazione. Ha una maschera sul volto, ma quando si gira verso la telecamera ho ancora la sensazione di avere gli occhi di quell’uomo/maiale sulla pelle. (Ovviamente non parlo di Josè l’attore!! Ma di come lui è riuscito a rendere insidiosi e puntuali i movimenti di quel personaggio).

Vi riporto qui di seguito il concept scritto dalle autrici di INDUSTRIA INDIPENDENTE, meglio di così non avrei saputo raccontarlo io:

Cos’è l’abbandono se non la perdita di qualcosa che nessuno potrà mai restituirci?
Un lutto, una rottura amorosa, l’addio di un viaggio, un tradimento, sono eventi che spezzano il presente e che congelano il passato, rendendolo ibrido. È la consapevolezza di un vissuto che non potrà mai rigenerarsi nella forma e nella sostanza dell’evento trascorso, è un rimpianto.
Una nostalgia a cui non puoi sottrarti.
L’abbandono ricama sulla pelle di chi lo subisce l’amara sensazione del non ritorno, dell’allontanamento perpetuo divenendo sottrazione profonda e lacerante, paragonabile spesso alla perdita di un arto.
La performance si articola e si sviluppa sulla trama di queste variabili situazioni in cui l’essere umano reagisce bene o malevolmente alla circostanza dolorosa.
Il primo quadro apre all’uomo, alle reazioni spesso logiche e calcolate ma che nella maggior parte dei casi inducono ad atteggiamenti bestiali.
L’uomo diviene bestia, e in questo caso la più immonda di tutte: il maiale. Da qui si sviluppa il secondo quadro, che vede protagoniste le bestie più sporche e volgari, che tentano repentinamente di elevarsi, con mezzi abietti e da clima cameratista, da una condizione brutale ad una vicina alla sacralità.
Il terzo quadro dunque riguarda il mancato raggiungimento dell’obiettivo, la vera rottura del braccio, la perdita della ragione. Le bestie si rivolgono ed insultano il pubblico stante nel tentativo disperato di ricongiungersi al reale. Il tutto attraverso un monologo carico di tensione.
Dedicato ad un amore perduto.
Dedicato ad un braccio spezzato.

 

O. Ci parli della tua esperienza con “Heroes”, progetto romano che sta espandendo sempre di più la sua fama? Chi sono gli eroi? E cosa vuole essere la vostra rivoluzione?
P.R. Gli eroi siamo noi, questa è la rivoluzione. Ognuno porta il suo ed ognuno di noi ha molto da condividere con gli altri. La grandezza di Heroes è la forte complicità tra tutti coloro che hanno scelto di partecipare in maniera attiva a questo ambizioso progetto, tutti sostengono tutti, i musicisti vanno ai concerti degli altri musicisti, i registi fanno i report dei concerti live, i fotografi scattano foto rendendo quegli attimi immortali. Siamo un underground che sa cosa vuol dire avere una passione, siamo giovani (chi più chi meno!) che sanno cosa vuol dire essere “indipendenti”, autoprodotti e con le spalle scoperte, siamo persone il cui lavoro è ancora considerato un hobby.
Noi vogliamo credere in un cambiamento che ci porti a poter vivere del nostro lavoro, a dare dignità ai lavori creativi, a poter finalmente dire: faccio la regista e vivo di questo, faccio il musicista e vivo di questo, faccio il fotografo e vivo di questo.
Per ora sembra utopia, chissà in futuro…

 

O. Quali tra gli artisti della scena di “Heroes” ti hanno maggiormente colpita e perchè?
P.R. Dei musicisti saliti sul palco di Heroes mi hanno colpita Spiral69, Operaja Criminale, Luminal, Betty Poison, Ilenia Volpe, il reading di Sergio Gilles Lacavalla accompagnato dalla chitarra di Gianni Puri (Ivashkevic, ex Spiritual Front), tutti artisti diversi, musicisti di grande talento e persone meravigliose che meritano di avere palchi più grandi e pubblico più grande.
Meritano più spazi e più voce perchè hanno tanto da dare e tantissimo da dire.

O. Grazie ancora e se hai voglia di aggiungere qualcosa siamo a disposizione!
P.R. E’ uscito da appena una settimana il mio ultimo videoclip “The Funeral Parade of Roses” (Droupout, “How to measure the sky”) che trovate sul mio canale youtube PaolaRotasso. Avendo prima parlato analiticamente di “Overture for a broken arm” posso dire che fra i miei personaggi la donna senza volto di “The funeral parade of roses” e l’uomo/bestia di “Overture for a broken arm” sono fratello e sorella.
Grazie!

Music Report, Heroes 2 (28-10-11): Spiral 69 in concerto

novembre 1, 2011 2 commenti

HEROES.2 On stage: Spiral69
by Francesca Paolini

28 ottobre, Le Mura. Ancora il fedelissimo locale a San Lorenzo a fare da scenario ai protagonisti della serata, gli Spiral69, in occasione della rassegna musicale del rock and roll made in Rome.
Avevo ascoltato online alcuni estratti del loro ultimo album “No paint on the wall” e brani del primo “A filthy lesson for lovers”: non mi erano affatto dispiaciuti, ma sono sempre curiosa di assistere alla resa live dei gruppi, che reputo tra i pochi momenti in cui si misura la qualità di una band, quindi ho affrontato i miei soliti 90 km di viaggio per assistere alla serata.

Gli “eroi” della serata, una band che nasce ufficialmente nel 2007, quando Riccardo Sabetti (voce, basso e sintetizzatore), folgorato sulla via dei Cure, intraprende il suo progetto solista (dopo aver suonato con i Pixel e gli Argine); successivamente entrano a far parte del gruppo Licia Missori (piano), Enzo Russo (chitarra) e Andrea Freda (batteria): hanno fatto innamorare Steve Hewitt (storico batterista dei Placebo) che li ha voluti come support band nei concerti durante il tour italiano con il suo nuovo progetto, i Love Amongst Ruin e adesso vengono a pijasse Roma anche loro.

Premetto che non amo particolarmente le “interferenze” del sintetizzatore e del pianoforte (ho un’anima grezza e adoro i chitarroni), ma già dalla prima canzone, “Bleeding through” inizio a ricredermi, con la seconda, “Collecting your lies”, mi spingo fin sotto al palco, ma è con “You” che ho seriamente paura che il palco non sia in grado di reggere tanta potenza: mi impressiono piacevolmente nel vedere trasudare un rock and roll oscuro, un’energia nera e deflagrante. “Berlin” conquista definitivamente, la delicatezza del pianoforte accompagna un cantato di Mansoniana memoria, il pubblico apprezza, applaude. Siamo tanti e tutti presi da quello che accade sul palco.

Si alternano sul palco ospiti quali Federico Amorosi (Spiritual Front), con cui il gruppo esegue “Fake Love” e poi Alessandra Perna (Luminal) che interpreta con la band “The girl who dances alone in the disco”, (su disco il featuring è con Tying Tiffany). La cover che non ti aspetti è quella di “Born Slippy” degli Underworld riadattata in chiave new wave, cui segue il loro nuovo singolo, uscito lo scorso ottobre, “Best Porno” e mentre immaginiamo la persona di cui siamo innamorati come il nostro miglior porno (non a caso il nome della band riprende un film hard tedesco degli anni ’80), il live volge al termine. E’ la delicatezza di “Cover me” che chiude il concerto e apre la scena al dj set di No Fun.

Heroes ha colto di nuovo nel segno, gli Spiral69 spaccano, e voi tutti ricordate, “l’indie è un bluff” (cit.).

http://www.myspace.com/spiral69

http://romacomenewyork.wordpress.com/manifesto/

Heroes: The Rockumentary (seconda parte)

ottobre 17, 2011 2 commenti

Heroes – The Rockumentary (pt.2)

di Claudia Amantini e Francesca Paolini

Proseguono le riprese VideoOut della serata Heroes, a questo giro tutti nel video: musicisti, parenti, amici, mamme… perché noi siamo out dentro!!!
Venghino, siòri, venghino: questo è Heroes (Roma come New York)!

Heroes: The Rockumentary (prima parte)

Heroes – The Rockumentary (pt.1)

di Claudia Amantini e Francesca Paolini

Parte ufficialmente VideoOut!

Tra serio e faceto ecco il music report, stavolta VIDEO :D, della prima serata romana di Heroes, protagonisti tutti: band e organizzatori, pubblico e amici, e noi di Out a documentare la serata!
Il grande tubo era contro di noi e per aggirarlo abbiamo optato per due parti… prima parte Heroes e seconda parte Heroes, in ognuna chicche incredibili, protagonisti e comparse di questa grande avventura.

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Heroes clip by Radio Bombay

Volete respirare un po’ l’aria di Heroes? La prima serata del 7 Ottobre ha visto in prima fila le nostre Clà e Francesca che sono state intervistate dagli amici di Radio Bombay. Basta ciance… press play!

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Music Report: Heroes a Roma

ottobre 10, 2011 3 commenti

WE CAN BE HEROES
Betty Poison e Luminal inaugurano la prima di una lunga serie di concerti romani targati AnnoZero Live Events.
by Francesca Paolini (foto Francesca Paolini + Claudia Amantini)

Viviamo in un “paese che sembra una scarpa” (citazione azzeccatissima di Skiantos prima, e Zen Circus poi), siamo un paese appeso al sud di un’ Europa strana, diversissima e caotica, declassato a terzo mondo culturale, politico e sociale, ma che quando serve, è capace di dare un bel calcione proprio con quella scarpa a cui assomiglia tanto: a un lavoro estenuante, a una famiglia insopportabile, a delle imposizioni assurde, ai lamentosi che non alzano mai il sedere dalla sedia, che sono capaci solo di sputare sul proprio paese e non far nulla per migliorare, illudendosi che dal lamento nasca la rivoluzione.
Rivoluzione. Ribelliamoci! Facciamoci sentire, facciamo vedere di cosa siamo capaci. Siamo vivi? Questa è la domanda che dobbiamo farci tutti. Volete continuare ad accettare supinamente quello che la radio e la tv vi propinano, volete continuare a non scegliere, ad accontentarvi? Volete continuare a farvi scegliere, a farvi vivere? Fate pure. Se invece il vostro motto è “toglietemi tutto, ma non la mia musica”, ecco, voi siete dei nostri. Persone che osano, che scelgono. Persone che  potenzialmente erano il 7 ottobre a Le Mura, a san Lorenzo, “er quartiere ner core de Roma”. Al grido di “Pijamose Roma”, è iniziata la serie di concerti targati HEROES, promossa da Annozero Live Events e benedetta dalla somma e super blonde Angela Fiore. La rassegna durerà fino al sei gennaio 2012 e vedrà come protagoniste band della scena underground romana, eh sì, non i concertoni da stadio, ma gruppi a cui si deve visibilità, interessanti, differenti tra loro, i nuovi eroi, coloro che portano avanti la rivoluzione capitolina.

I nuovi eroi.

Prima serata: Betty Poison e Luminal. Insieme. In una zona stupenda di Roma, ma che dopo le due sembra il mio paesetto di provincia dove “signora mia, se ne vedono di cose brutte”, noi eravamo là. A vivere. A respirare. Con loro, per loro e per noi. Scambi d’amore continui. Prima del concerto, durante e dopo. Una botta di emozioni che ti possiede. Esplosioni cardiache al ritmo di due tra le migliori band in circolazione e vorresti tatuarteli nella memoria certi momenti di un’intensità mostruosa.

Aprono i Betty Poison. Teniamoci forte perchè si inizia duro, al massimo della forma, Lucia Rehab (voce e chitarra), Nunzio Falla (chitarra) e Mirko Caiazza (batteria) spaccano piacevolmente i timpani (alla sottoscritta che era di fianco alla cassa) e stravolgendo la scaletta, regalano un live strepitoso, senza fiato, un pezzo dopo l’altro, fanno “The big noise”, fanno “Set it on fire”, “My sexy star”, “Poison for you” perle selezionatissime da entrambi i loro album “Poison for you” e “Beauty is over”, e tirano giù il locale, la gente che fa su e giù con la testa, restiamo inebriati da tanta bellezza, che il noise sia con noi! “What about you” la suonano con i Luminal ed è lì che il concerto diventa davvero una grande festa, Lucia in braccio a Lucio Schirò (membro onorario della family) che canta tra il pubblico, trascinando fili, versando a terra bicchieri di birra e mettendo a dura prova i fotografi pronti a cogliere l’attimo.

A seguire, i Luminal. Dopo che in Germania e in Belgio sono stati osannati (come era ovvio che fosse), sono tornati in patria per continuare a diffondere il verbo e a smentire l’essere “nemo propheta in patria”: è una sfida. Quante volte capita di emozionarsi per una canzone? Quante volte si sentono cuciti addosso certi testi? Quante volte è obbligatorio cedere di fronte alle sensazioni di assoluto coinvolgimento nell’estasi musicale? Dieci pezzi, cinque dal primo album “Canzoni di tattica e disciplina”, e cinque dal secondo, “Io non credo” più una cover dei Gang of Four, “Damaged Goods” bastano a far vincere loro la sfida.
Sentire dal vivo una versione più soft de “L’uomo bicentenario” seguita da una splendida esecuzione di “La lunga corsa” e “L’ultima notte” è una serie ininterrotta di pugni e carezze al cuore e a parte i problemi tecnici di Carlo Martinelli con i suoi aggeggi (dicansi chitarre), il concerto regala emozioni impressionanti, è emotivamente devastante. E poi dicono che emozionare è impresa ardua. Loro tre: Alessandra Perna al basso, Carlo Martinelli alla chitarra e Alessandro Commisso alla batteria bastano a far scatenare un big bang di sensazioni, le mani tremano, il desiderio che vadano avanti a suonare a oltranza è tanto. Come si definisce tutto ciò se non amore nella sua forma più assoluta?
Quando su “Canzoni di tattica e disciplina” ti escono le lacrime vuol dire che sei vivo, vuol dire che hai disimparato tutte le cazzate che ti hanno insegnato e che sei riuscito a essere. Vuol dire che non hai scusa, non hai barriere, che gli ostacoli li hai buttati giù e sei tu, davanti al mondo. E viverlo è un dovere. Come vuoi è un diritto.
Chiude la splendida nottata il dj set di Anita Dadà, che con il suo tacco 12 e i pantaloncini leopardati ci delizia con una serie di brani scelti dalla sua playlist personale e NoFun direttamente dal Magnolia, storico circolo milanese.

La scena rock romana è viva, potente, lotta con tutta se stessa per sopravvivere e ce la fa perchè ha la pelle dura, e prima o poi ci sarà un boom che da Roma travolgerà tutto lo stivaletto fetish che ci accoglie. Heroes è tutto questo, è un modo di vivere noi e far vivere gli altri. Insieme. Il sostegno tra band è decisivo. Un’iniziativa che speriamo possa essere d’esempio per le altre regioni italiane. Band che promuovono altre band. La logica dell’altro come nemico, tristemente nota nel nostro Bel Paese, va demolita. La solidarietà e la stima. L’amore, appunto, in senso lato.
C’è chi torna a casa, c’è chi dorme in macchina, chi ha trovato ospitalità a casa di amici romani. Insomma, ognuno ha un suo posto in questa fantastica serata. Ma tutti accomunati dalla voglia di cambiare, di smettere di lamentarci e di fare, iniziare a fare qualcosa per cambiare realmente le cose. Basta crederci e esserci, il resto vien da sé. Tutti possiamo essere eroi, anche solo per un giorno, mai smentire il Duca Bianco.

Heroes – Roma come New York

settembre 19, 2011 7 commenti

Pijamose Roma! Ma in che senso? Un gruppo di nuovi eroi del rocckerolle nostrano prova a dare una scossa alla Capitale. Riceviamo e pubblichiamo immantinente: all’attacco, eroi! (ps. il blog di Heroes lo trovate nel nostro blogroll alla vostra destra, e il post originale QUI).

7 Ottobre. Heroes opening party. Roma non sarà più la stessa.

by romacomenewyork

Dal 7 Ottobre alle Mura (via di Porta Labicana 24) parte la nuova e rivoluzionaria serata rock della capitale: Heroes. Due Venerdì al mese di soli concerti romani delle migliori band capitoline. Fin qui nulla di nuovo, ma la differenza fondamentale sta in questa premessa: Heroes è definita dalle bands che la compongono, rappresenta il primo tentativo strutturato di dare una forma a quello che si agita in questa città partendo dal basso, non a caso è stata pensata da gruppi rock per altri gruppi rock.

Pijamose Roma!

Concerti in cui i gruppi si promuovono l’un l’altro, dividono il palco, fanno nascere collaborazioni, jam sessions.. Heroes è qualcosa in più di “40 minuti di live in uno stanzone semivuoto e poi si smonta tutto”, ed è diretto soprattutto a tutte quelle band che non vogliono o non possono entrare a far parte delle logiche, spesso assolutamente commerciali, dei circuiti indie o mainstream nazionali.


E non si ferma all’Italia ma guarda più in là, perché l’idea di tirare fuori la gamba dallo stivale ci piace troppo.
oma come New York: la rassegna nasce con l’intenzione di aprire la città al resto del mondo (e non è un caso che alcuni Heroes come i Betty Poison e Ilenia Volpe siano più volte andati in tour negli Usa) vuole creare un legame con gli Stati Uniti e l’Europa, attraverso recensioni, gemellaggi, scambi di date.

Una rassegna che vuole distruggere l’hype e i vezzi inutili dei privilegiati per diventare una realtà internazionale inesorabile, perchè ci siamo stancati di puntare in basso e giocare al ribasso, perchè niente al momento ci rappresenta a parte la nostra voglia di fare sul serio. E tu?
Sei dei nostri?
Heroes. Be one.

07 ottobre 2011 – Betty Poison + Luminal
Heroes Opening Party!

28 ottobre 2011 – Spiral 69
Dark wave carnale e suggestivo

4 novembre 2011 – Operaja Criminale
Musica di buon (r)umore!

18 novembre 2011 – Le Naphta Narcisse
Delirio ben organizzato

02 dicembre 2011  – Atome Primitif
Three Years, Three Days

16 dicembre 2011 – Mug
Visual/post rock/instrumental

6 gennaio 2012 – Kardia
Gusto retrò e suggestioni moderne

Fotografi ufficiali che vi racconteranno la storia di Heroes:
Giulia Delprato
David Ghione


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