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Recensione: As the Monster Becomes, “Renascentia” (2013)
by DOOM
Questo EP che vado a recensire è una mazzata sui denti di deathcore fatto con le strapalle (deathcore genere che nasce tra l’incrocio tra metalcore, death metal e hardcore punk, molto seguito e suonato negli USA). La band si chiama As The Monster Becomes, italianissimi di Mantova, nati nel 2009 e con già un EP all’attivo uscito nel 2011 intitolato “The Perfect Storm”, EP bene accolto da critica e fans. Inoltre nel 2010 hanno diviso il palco, nel Viadana Open Air, festival di metal estremo, con: Blod Red Throne, Sadist, The Modern Age Slavery, Fleshgod Apocalypse, e tanti altri.
Nel marzo 2013 è uscito il nuovo EP intitolato “Renascentia“. Ora di immergersi nell’uragano sonoro dei As The Monster Becomes. Mi carico i sei pezzi dell’EP sul lettore mp3, pigio il tasto play è…una tranvata sparata alla velocità della luce mi colpisce l’udito. Che meraviglia, che tecnica, che produzione. Un composto di vari stili iper moderno, pur rimanendo principalmente Deathcore. Altamente influenzati dagli americani Ring Of Saturn, As The Monster Becomes, però, hanno creatività e bravura da vendere anche ai più osannati colleghi di oltreoceano. Dico che ‘Renascentia’ non è solo un normale album deathcore, oramai anche questo genere è ultra inflazionato, ma una garanzia per tutti i fans del deathcore più fuori di testa.
PAGINA FB: https://www.facebook.com/pages/As-The-Monster-Becomes/114897921886499
IN FREE DOWNLOAD su: http://www.mediafire.com/?5eodyq9zks528m2
EBOOK – Betty Poison Japan Tour
Qualche mese fa abbiamo seguito l’avventura giapponese dei Betty Poison con grande curiosità: i Betty, assieme ai Pandora’s Bliss di Annika Kreusch, sono volati in un altro mondo, pieno di suoni, luci e colori diversissimi dai nostri, ma nel contempo così vicini. Lucia Rehab ci ha raccontato tutte le scoperte di questo viaggio con occhio curioso, da antropologa e mai da turista, prendendoci per mano e trascinandoci per strade ricolme di gente, palchi, giardini zen, e noi l’abbiamo seguita passo passo per dieci bellissime puntate.
Ma il blog stava stretto ad una scrittura di quel respiro, il blog è un ecosistema che fa fluire le parole tra pagine che non sono pagine: serviva una pagina che non fosse metafora di pagina.
Abbiamo, perciò, creato un libro fatto di bit, un ebook liberamente scaricabile, leggibile, stampabile, redistribuibile, e abbiamo così riscoperto quelle parole che stavano in archivio. Lucia ha inoltre aggiunto una traduzione inglese a fronte.
SCARICA LA VERSIONE IN ALTA RISOLUZIONE (5 mega)
Out segnala: Bulbart Festival Compilation (free download)
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
L’associazione culturale BulbArt Works quest’anno compie cinque anni e per celebrare il suo compleanno ha organizzato con tutti i suoi artisti un festival dal programma ricchissimo nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, il Bulbart Festival. La line up è così composta: il 19 Settembre saliranno sul palco Foja, The Collettivo, Sabba & gli incensurabili, Coffee & tv, Abulico, The grassmann mentre il 20 Settembre Il cielo di Bagdad, The Mantra ATSMM, Pipers, Verbal, Onirica, Revenaz quartet.
BulbArt Works e The Breakfast Jumpers hanno pensato ad una compilation di aperitivodel festival per coinvolgervi e farvi scoprire gruppi che forse non avete ancora sentito mentre siete comodamente spaparanzati sul vostro divano. E chiaramente per invogliarvi a venire a Napoli a questo bellissimo festival! Semplicemente raccogliendo una traccia per ogni artista è venuto fuori un bellissimo sampler della musica che orbita attorno all’associazione BulbArt Works e in generale attorno a Napoli.
Il tutto in download gratuito!
Tracklist:
1. The Mantra ATSMM – The Wolf
2. Il cielo di Bagdad – Shadows and Rainbows
3. Onirica – Pupille
4. Abulico – Colpa del Ghiaccio
5. Verbal – Kaspar Hauser
6. Coffee & TV – Cosa resterà
7. Pipers – Edge of nowhere
8. The Grassman – NYC lights
9. Sabba & Gli Incensurabili – Benedetta pazienza
Recensione: Sonatin for a Jazz Funeral, “Monochrome Sunset” (EP in free download)
E come quelli che dovevano suonare i synth non avevano alcun synth, il funerale jazz non ha alcun jazz ed è tutt’altro che funerale.
Lo ammetto, anche per questo disco partivo da un titolo labirintico e polisemico e, connettendo “Jazz” a “funeral” (Cetto la Qualunque docet), mi aspettavo degli stanchi emuli di Enrico Rava che avrebbero strombettato dissonanze sghembe nel mio stereo agonizzante per il caldo di Icaro.
E invece mi trovo davanti un bel disco di quello che oserei chiamare quasi prog se altre categorie (post rock? dream-pop?) non avessero offuscato la ricerca intellettuale e musicale della grande musica italiana anni settanta. Dalla Napoli che ha visto nascere e prosperare gli immensi Osanna, a cui li legano anche l’uso della lingua inglese, le sonorità del traverso, una sottile tensione concertistica e la costruzione geometrica del suono, nasce una delle formazioni più interessanti in cui ci siamo imbattuti quest’anno. Il tutto è immerso in un sound fresco di sottile psichedelia (come in “Hurricane”) e che paga giusto dazio a influenze moderne (Radiohead), antiche (i Genesis torturati da Brian Eno in “The Lamb lies on Broadway”, nel brano “Erostratus”) e addirittura a certa dance italica (Planet Funk in “Fifty Mimi”).
Spledidi tutti i pezzi (menzione speciale per “Martin’ Syndrome”), purtroppo presenti solo in un esiguo numero di cinque, che vanno a comporre un EP incantevole. Non aggiungo altro.
Il disco è in free download (SCARICATELO DA QUESTO LINK): fatene una playlist e poi ditemi se non avevo ragione.
PAGINA FACEBOOK: http://www.facebook.com/pages/Sonatin-For-a-Jazz-Funeral/178849783631
Qui in versione acustica:
Out Segnala: Verily So, album omonimo in free download
Penso questo post per quelli che Ligabue è un poeta, per quelli che si nutrono di canzoni banali e piene di facile consolazione, per quelli che dormire è meglio che soffrire e vivere. Cari signori, cari nomi e cognomi (e relativi soprannomi), i Verily So, ospitati più volte su questa umile web-zine (QUI e QUI), regalano il loro splendido disco in free download, arricchito di una cover dei Radiohead. Ascoltate, traducetevi i testi (Google non vale, mettete mano al Collins piuttosto) e premete play.
Grazie mille di questo regalo ai Verily So, ma non scordiamoci di sostenere concretamente la loro musica.
CLICCATE QUI PER SCARICARE “VERILY SO”
FACEBOOK: http://www.facebook.com/verilyso?ref=ts
SITO UFFICIALE : http://verilyso.org/
Out segnala… Tributo ai Franti (free download)
IL CATTIVO DI CUORE MERITA UN TRIBUTO
by
Claudia Amantini
Il mio “incontro” con Lalli è avvenuto nell’ormai “lontano” 1998, complice un album, “Tempo di Vento”. È così che mi sono ritrovata nelle orecchie una tra le più belle voci italiane. Perché Lalli ha una gran bella voce. E “Tempo di Vento” rimane uno dei miei album più consumati.
Ovviamente non sono mancati i concerti… diversi concerti dove, ogni volta, quella voce riusciva ad entrare dentro. Ovviamente si sono seguiti i passi successivi come “Tra le dune di qui” (1999), “All’improvviso, nella mia stanza” (2002), il progetto Èlìa, e poi le collaborazioni… il brano “Ave Maria” di De Andrè; voce solista nello splendido primo album di Massimo Zamboni, Sorella sconfitta (storico chitarrista Cccp/Csi).
Si guarda avanti e si riscopre il passato. E il passato di Lalli si chiama Franti. Franti come nel libro di De Amicis, Franti come gruppo anarchico italiano di matrice (per chi ama le “etichette”) punk, dark, rock,… Franti come un gruppo di amici, passione per la musica, stessi ideali politici. Franti con una politica di autogestione e autoproduzione (loro che consideravano il “copyright” una forma di fascismo).
I Franti erano Stefano Giaccone, Lalli, Vanni Picciuolo, Massimo D’Ambrosio, …
Un gruppo che è stato importante e che oggi ritorna grazie a questo splendido album tributo.
Franti, tutto da scoprire e ri-scoprire.
E per me, Lalli nel cuore.
SCARICA DA QUESTO LINK IL DISCO TRIBUTO “UNO SOLO POTEVA RIDERE”
Out segnala… La tempesta (compilation in free download)
XL di Repubblica è un magazine discutibile, lo ammetto: le campagne pro Fabri Fibra, il radical chic, lo chic radical, il fashion, il trendy. Insomma, non lo leggo da quando lo davano gratis nelle scuole e ne son contento. Ultimamente però qualche lodevole iniziativa sta un po’ attirando la mia attenzione: prima la pubblicazione di un disco de Le Luci della Centrale Elettrica, poi questo “La Tempesta” in free download, compilation davvero interessante, con nomi di spicco del nuovo rock italiano (qualsiasi cosa esso sia).
Insomma, cliccate qui e scaricatevela!!! (140 mega zippati)
Ciauz ^^
01. Le Luci della Centrale Elettrica - Per combattere l’acne , tratto da: Canzoni da spiaggia deturpata
02. Sick Tamburo – E so che sai che un giorno, tratto da: A.I.U.T.O.
03. The Zen Circus – I qualunquisti, tratto da: Nati per subire
04. Il Pan del Diavolo – Il centauro, tratto da: Sono all’osso
05. Massimo Volume – La bellezza violata, tratto da: Cattive abitudini
06. Moltheni – Corallo, tratto da: Ingrediente Novus
07. Tre Allegri Ragazzi Morti - La faccia della luna tratto da: Primitivi del futuro
08. Aucan - Storm (Video edit), tratto da: Black Rainbow
09. Uochi Toki - I mangiatori di patate, tratto da: Libro Audio
10. Smart Cops - Il cattivo tenente, tratto da: Per proteggere e servire
11. Il Teatro degli Orrori – Compagna Teresa, tratto da: Dell’impero delle tenebre
12. Giorgio Canali & Rossofuoco – La solita tempesta (feat. Angela Baraldi), tratto da: Rojo
13. Altro – Passato, tratto da: Aspetto
14. Fine Before You Came – Fede, tratto da: Sfortuna
15. Il cane – La settimana ha i giorni contati, tratto da: Metodo di danza
16. Cosmetic - Non siamo di qui – In ogni momento
17. A Classic Education – Baby, It’s Fine, tratto da: Call It Blazing
18. One Dimensional Man - Too Much, tratto da: A Better Man
19. Gionata Mirai - Allusioni #3, tratto da Allusioni
20. Coro Anni Dieci – Villa Tempesta
Out segnala… SuperBuilding Sounds – Volume 2 (in free download)
La New Model Label di Govind Khurana, un’etichetta indipendente che sta producendo alcuni artisti italiani molto interessanti, che ritroveremo su queste pagine fra qualche giorno non appena gli impegni ci daranno tregua, ci invia un comunicato che pubblichiamo qui sulle colonne del BlogdiOut.
“Condividere. Credo sia questa l’essenza. Quando hai la fortuna di entrare in qualcosa che dentro percepisci come meravigliosa, quando sembra che tutto quello che hai sempre sognato non avrebbe mai potuto arrivare a tanto, arriva il momento in cui senti che devi assolutamente rendere partecipe il mondo e fare in modo che più gente possibile possa goderne con te. Senti di voler mettere alla prova le tue emozioni con quelle di chi guarda con occhi diversi dai tuoi.” Giuseppe Del Vecchio sulla costruzione della Scuola di Isgarah – dalla rivista Ponti Non Muri – n 6
Musopen – il web libera la musica

maestro O_O !!!
Amate la musica Classica?
Le edizioni Deutsche Grammophon costano, i concerti anche di più. La soluzione sarebbe darsi ai mercatini e trovare delle edizioni delle sinfonie preferite, dei corali, dei requiem, col risultato di trovare qualche gemma e molta spazzatura. Tenendo conto che non riesco a buttar nulla, il rischio di accumulare cd inutili è altissimo.
Poi scopro Musopen.
È un contenitore di musica antica, barocca e classica virtualmente infinito, dove gli esecutori e le orchestre possono inviare i loro lavori e metterli a disposizione degli ascoltatori. Ogni utente può registrarsi e donare, ricevendo accesso illimitato a brani ad alta qualità, oppure aprire un account gratis e comunque fruire di brani registrati con un bitrate più che accettabile per i piccoli impianti stereo e i lettori mp3. Cinque pezzi gratis al giorno assicurati, anche se mi è capitato tirarne giù assai di più. Ogni autore è corredato da biografie in inglese che dànno la possibilità di entrare più agevolmente nel mondo musicale di autori spesso sconosciuti o solo sfiorati, tipo Modest Mussorgsky,
Il bello che è c’è tutto. Puoi finalmente toglierti lo sfizio di ascoltare altre cose di Albinoni oltre l’Adagio, di affrontare il Romanticismo o ascoltarsi dei madrigali, basta scorrere l’interfaccia lineare e semplice del sito e scavare in questo repertorio, un vero e proprio pozzo di cui difficilmente si intravede il fondo.
È pur vero che gli esecutori non hanno nomi altisonanti, le orchestre non sono le Filarmoniche viennesi, ma con un po’ di pazienza si scoprono esecuzioni di pregevole fattura, grazie anche al sistema che permette agli utenti di votare la qualità del brano.
Spero il progetto di un Wiki sonoro della più bella musica mai creata possa avere un seguito, un’occasione di crescita intellettuale e spirituale di grandissima portata anche per chi non ha mai ascoltato queste cose.
Download – Son suonate le undici e mezza
Beh, sempre a Rosarno negli anni ’60. Dopo la cover, il gruppo decide di incidere un valzer romantico, ma come far imparare le parole al cantante analfabeta? Basta recitargiele e sperare che se le ricordi: l’esperimento riesce, ma la sintassi e la morfologia italiana vanno un po’ a farsi benedire. L’effetto è strepitoso, una sorta di pezzo alla Checco Zalone in calabroitaliano…
Da sottolineare la splendida voce di “U rrrRagnu” che qui spacca davvero, le chitarre del Misiti, che manco gli Shadows (gli suggerirei di chiedere loro il copyright…) e il delicato commento del maestro Toscano alla fisa.


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Hanno sparlato di noi