Su Out cartaceo n.12 un articolo di Baldo Di Stefano (andatevelo a rileggere, davvero bello…. come non avete out 12??? Accattativillo!!!) sui social network arrivava a conclusioni davvero desolanti: Yahoo Answers o Myspace sono luoghi non di aggregazione, ma di pura massificazione, in cui lo spazio viene riempito gratuitamente dagli utenti, mentre i grandi gruppi che ci stanno dietro speculano sui dati personali, sui banner pubblicitari… insomma, altro che l’ideale della comune hippie: questo uso di internet è trasformare gli utenti in tanti polli di allevamento.
L’articolo di Baldo l’ho sempre trovato largamente condivisibile, c’è poco da opporre alle sue pungenti osservazioni, tanto da farmi riflettere se fosse il caso di chiudere anche questo blog.
Mi è capitato di ripensare alle parole del Baldo di recente, quando la curiosità mi ha spinto ad aprire una pagina su Facebook. Da lì, il delirio: un luogo frenetico dove tutti si aggiungono, si interconnettono e cercano di allargare a dismisura il proprio spazio sociale virtuale, perdendosi in micromessaggini, post fotografici, giochini, club virtuali, che rischiano di creare una sorta di effetto gorgo senza ritorno di dipendenza… fin qui, però, quasi tutto sopportabile… è l’illusione di conoscere un mondo di gente quando molti nemmeno sanno chi sia il proprio vicino di casa, tipico prodotto di una società che ha ucciso la parola e non dà più ascolto.
Poi mi salta all’occhio la cosa più ovvia, più banale e nel contempo terribile. Tutti, TUTTI, riempiono di dati personali i propri “profili”: data di nascita, istruzione, gusti, indirizzi, foto a bizzeffe. Potenzialmente quasi ogni identità è clonabile, ci si potrebbe spacciare per chiunque solo osservandone i movimenti, leggendo le dichiarazioni di intenti e le schede settate con un livello di privacy bassa.
In definitiva, Feisbuk (facciabuko, faccialibercolo, mai più col suo nome banale e mefitico) è il sogno di qualsiasi dittatore, in cui si risparmia alla Gestapo anche il fastidio di dover schedare i cittadini e localizzarli: tanto ci pensano loro da soli…
Chiara Lanza Fox 12:26 am on Settembre 29, 2009 Permalink |
ahahah grande i muse!!! ma come si fa a non conoscere il cantante dei muse????