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Le cinque frasi…
…che avrei sempre voluto dire, e chissà se un giorno non mi riuscirà di farlo…
1) Entrare in un taxi e dire al tassista: “Segua quella macchina!“. Magari quando finisce la crisi economica, ci salgo davvero e indico la prima Panda diesel che passa.
2) “And the winner is…” guardando il pubblico dal palco degli Oscar, mentre Jessica Biel mi guarda intensamente dalla platea.
3) “Tre tigri contro tre tigri” senza annodarmi il velopendulo alle seconde tre tigri.
4) “Felicissima sera a tutti sti signuri ncruvattati” senza essere linciato dai veri fan di Mario Merola a Posillipo.
5) “Ma tu perché non vieni mai ai consigli di classe?” a quegli insegnanti di religione che non fanno un kaiser dalla mattina alla sera.
Va tutto bene, parte seconda

La nave Vittorio Veneto, danneggiata dal bombardamento inglese del 12-11-1940
Leggevo tempo fa su Wikipedia (La battaglia di Taranto) di come il 12 novembre del 1940 la Royal Navy avesse annientato il grosso della nostra flotta stipata nella rada del porto di Taranto, infliggendo al fragile esercito italiano una ferita paragonabile alla Pearl Harbour degli americani. “Il bilancio”, cito il wiki, ” fu di 85 morti, di cui 55 civili, e 581 feriti, sette navi da guerra fuori uso e diversi mercantili danneggiati”. Insomma, un colpo davvero tremendo.
Il bollettino di guerra trasmesso poco dopo recitava così: “Nelle prime ore della notte sul 12, aerei nemici hanno attaccato la base navale di Taranto. La difesa contraerea della piazza e delle navi alla fonda ha reagito vigorosamente. Solo un’unità è stata in modo grave colpita. Nessuna Vittima”.
Se hai un problema e sei un regime corrotto e falso, negalo. Tanto nessuno se ne accorge se ancora non hanno inventato internet e Twitter.
In Abruzzo un terremoto debole, ma devastante. Una tragedia che forse si poteva gestire meglio, ma su cui è inutile spendere troppe parole. Solidarietà a chi scava, spesso con le mani, per salvare vite in bilico. L’Aquila mi ha ricordato Taranto bombardata, I tg in mano al nostro Piccolo Capo hanno ripescato nella mia memoria quel bollettino di guerra.
Stamattina accendo la tv, trovo Studio Aperto. lo sterco-tg di Italia 1. Il suo direttore, quello che in sostanza decide delle vite dei nostri figli esaltando Lucignolo, intonava peana alla Protezione Civile del vice-nano Bertolaso, per cui non si poteva prevedere nulla, tutto è stato fatto ad arte, lo stato reagisce, il Presidente, la cui visita è prevista per oggi,imporrà le mani e i morti resusciteranno (beh, magari questa ce l’hanno risparmiata, ma il senso era quello…).
“Accanto ad OGNI cumulo di macerie, davanti a OGNI casa crollata c’è un cane e una squadra di soccorritori che sta salvando le persone”. Efficienza massima, Popolo solidale, Dio è con noi (lo ha detto il Papa) e sviolinate del genere.
Insomma, siamo una nazione di terremoti e terremotati, non è mai esistita una seria politica di prevenzione, ma va tutto bene: il Paese ha reagito vigorosamente, nessuna vittima, tranne i morti.

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Hanno sparlato di noi