Reload: George Orwell, “1984″ (romanzo, 1948)
Tempo fa, una frase di un critico a “Fahreneit” su Radio 3 ci colpì senza riguardo. In sintesi, molte cose che noi ascoltavamo, leggevamo, vivevamo come fondanti la nostra visione della letteratura (e di conseguenza della nostra vita) scivolano in un limbo di libri non più pubblicati o nascosti dai bestseller con copertine accattivanti e pensiero zero; dietro le montagne dei fabbiovolo, dei deliri di Zafon e delle foglie di limone e le manciate di nuvole color zenzero sono spariti Joyce, Kafka, finanche Calvino.
Bisogna reagire, ricaricare il toner dei neuroni, far riemergere e rileggere cose indispensabili.
Ci viene in soccorso a tal fine una nuova collaboratrice, che qui ringraziamo, Flavia “Scaramouche” Guidi, che sceglie un autore e un libro poco meno che profetici: Orwell e la distopia di 1984.
1984 – La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza
di Flavia Guidi
Molto spesso George Orwell viene ricordato e citato per la sua “Fattoria degli animali”. Sono invece molti meno coloro che conoscono il romanzo pubblicato dallo scrittore inglese nel 1948: “1984”. All’epoca del suo autore la società descritta da “1984” poteva apparire futuristica e irreale, piena di contraddizioni che oggi appaiono solo apparentemente tali. Ad uno sguardo più attento, infatti, si rivelano, anzi, piene di significato: ecco perchè sarebbe necessario parlare più spesso di questo romanzo.
In un mondo in cui “il passato è morto” nascono quelli che lo scrittore chiama “i tre slogan”, ovvero: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”. Nessuno osa opporsi a questi princìpi imposti dal “Grande Fratello”, mentre il protagonista dell’opera, Winston Smith, si interroga sul futuro, e soprattutto sul passato, cercando di capire come si è potuti arrivare a uno scenario tanto desolante. Egli riesce alla fine dell’opera a darsi una risposta, poiché è l’unico a tentare di ricordare ciò che c’era prima dell’avvento del “Big Brother”. Solo grazie al passato, alla storia, ci dice Orwell, si è in grado di agire sul e nel presente, ponendo solide basi per il futuro.
Attraverso un percorso proprio il protagonista comprende che tutto appartiene al Grande Fratello tranne il suo “cranio”. Soltanto con la propria mente potrà vincere la tirannia del “Socing”, Socialismo inglese. In un mondo come il nostro questi non sono argomenti da ritenere banali.
Il premio Nobel per la letteratura 2009 Herta Müller ha rilasciato una interessante intervista in cui afferma, a proposito delle democrazie contemporanee,che: “Nessun libro può salvare da una dittatura. Attraverso la letteratura i Tedeschi avrebbero potuto capire la follia di Hitler, ma questo non è successo. Ci sono dei momenti nella storia in cui la cultura viene esclusa e non gioca alcun ruolo. Come accada è difficile da comprendere, ma è triste… Oggi non so in Occidente a cosa andiamo incontro. La storia non si ripete mai uguale: succede sempre qualcosa di diverso. Il vero problema è che le nuove generazioni non apprendono la lezione delle precedenti o se sì, solo in minima parte. Si ricomincia spesso dal punto di partenza, e spesso dalla parte opposta”.

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Debbo ringraziare Caravaggia e Francesco!
maddecheé—
=) Ora dovrebbe arrivare il prossimo!