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Out intervista… Venus in Furs

Superiamo gli esordi, e se avessimo Syd alla console…

by Francesca Paolini

Out. Presentatevi al pubblico di Out Fanzine. Chi sono i Venus in furs? Come nascono, quando, dove…una breve biografia.
Venus in Furs.
Beh, ci siamo formati nei dintorni di Pisa ed abbiamo iniziato a suonare insieme quando avevamo 11/12 anni… E prendevamo denunce dai vicini per inquinamento acustico, strimpellando cover dei Nirvana! Poi pian piano il gruppo ha cominciato a diventare una cosa seria…Dopo cambi di formazione e di genere nel 2007 abbiamo adottato il nome attuale, “Venus In Furs”. Poi nel 2009 abbiamo vinto “Italia Wave Toscana” ed il “Lucca Summer Festival Giovani”, suonando sui main stage dei due festival. Nello stesso anno siamo usciti per una compilation su XL de “La Repubblica” dedicata a Woodstock. Nel 2010 siamo stati selezionati dal MEI (Meeting Etichette Indipendenti) e Radio Popolare per un’iniziativa di solidarietà alle lavoratrici dell’OMSA licenziate e sempre all’interno del MEI dello stesso anno, siamo stati indicati tra le migliori realtà giovanili.
Senza mai fermare l’attività live abbiamo ultimato e pubblicato nel 2011 il nostro album d’esordio, “Siamo Pur Sempre Animali” che ha raccolto critiche molto buone dalla stampa specializzata (Blow Up, Rumore, Rockit, Fuori Dal Mucchio ecc…). All’inizio del 2012 siamo stati selezionati anche tra i primi 10 nazionali per il “Premio Buscaglione” di Torino… ed ora stiamo promuovendo il disco in giro!

O. Il vostro primo album, “Siamo pur sempre animali”, uscito per l’etichetta Cavalleria Burlesque, ha riscosso un grande successo sia di critica che di pubblico. Vi aspettavate un’accoglienza così calorosa?
ViF. Sinceramente no. O meglio, noi siamo molto soddisfatti e non abbiamo mai avuto dubbi sulla buona riuscita del lavoro.. Ma è anche vero che la viviamo “internamente” e che non si sa mai come può essere accolto un disco d’esordio in quanto tale! Questo disco non raccoglie soltanto 13 storie, ma anche un’evoluzione della band vissuta durante la scrittura del disco nei due anni precedenti. Evidentemente quello che pensavamo, siamo riusciti a trasmetterlo anche nel disco in maniera soddisfacente e “lo scoglio” dell’esordio è stato superato, ne siamo molto contenti.
Caparezza dice che “il secondo album è sempre il più difficile”, ma noi superato l’esordio siamo già al lavoro su quello con molto entusiasmo.

O. Pisa è, indubbiamente, una città rock and roll, una realtà che ha cresciuto e che continua a crescere piccole e grandi band. La considerate una platea ad hoc?
ViF.
Sicuramente Pisa negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo di primo piano sulla scena musicale italiana ed indubbiamente è una buona platea. C’è da dire anche che Pisa deve questa sua “posizione di prestigio” grazie alla gente che si è messa direttamente in gioco ed è riuscita pian piano ad ottenere ottimi risultati in tutta la nazione, non certo grazie alla città stessa. Sarebbe errato pensare Pisa come una “nuova Liverpool” o una “nuova New Orleans”, perchè fondamentalmente gran parte della città e soprattutto le amministrazioni, sono abbastanza ostili a questa scena.

O. Nel disco avete collaborato con Gianluca Bartolo de Il Pan del Diavolo, Andrea Appino degli Zen Circus e Francesco Motta dei Criminal Jokers. Come sono nati questi featuring?
ViF.
Beh Andrea Appino e Francesco Motta sono dei “pisanacci doc” nostri compaesani. Gianluca Bartolo lo avevamo conosciuto in passato e poi ha avuto la sua parentesi “pisana” con il Pan Del Diavolo. Ci piaceva l’idea di coinvolgerli nel finale strumentale di “In Questa Città”, che chiude il disco e che è anche il pezzo che più affronta la tematica territoriale in questo disco. E così abbiamo creato questa atmosfera molto zeppelininana.

O. I testi racchiudono storie che lasciano trasparire la vostra voglia di denunciare e di distruggere le certezze illusorie. Secondo voi, la musica ha ancora il potere di buttare giù i muri e sgomberare il campo dalle credenze?
ViF.
Certo, forse la musica è rimasta una delle poche armi ancora attive e d’impatto per questo. Sicuramente (e purtroppo) non viviamo più nell’epoca di Woodstock ed anche se i mezzi di comunicazione certo non mancano, paradossalmente è più difficile “buttare giù i muri e sgomberare il campo delle credenze”, come dici tu. Viviamo in un’epoca più cinica e meno sognatrice, questo traspare anche dai testi di “Siamo Pur Sempre Animali”, ne siamo consapevoli. Ciò non toglie però alla musica il suo potere di impatto ed immediatezza che la contraddistingue e che ha innato.

O. Visto che siamo nel periodo giusto, il Festival di Sanremo, per voi sarebbe un traguardo o una nota di demerito?
ViF.
Beh, forse per fare i finti alternativi potremmo risponderti che “San Remo è unammmerda, che sono tutti venduti” ecc…ecc…. In realtà San Remo pur non essendo eccelso dal punto di vista della qualità, costituisce comunque un canale di visibilità immenso in mondovisione e sicuramente il fatto che ogni tanto vi si veda all’interno qualche realtà proveniente dal mondo rock non è un fattore negativo o sinonimo di essersi venduti. Sicuramente poi, il festival e “quel mondo” hanno le loro contraddizioni, così come ce l’ha la nostra scena musicale. Questo è un problema di mentalità che negli States o in Inghilterra non esisterebbe… Certo, dato che siamo qua a parlarne, sarebbe molto divertente vedere i Venus In Furs sul palco dell’Ariston vestiti come i Temptations nel video di “My Girl” oppure meglio ancora, da bestie di Satana.. Ma così, giusto per vedere la reazione del pubblico!

O. “Vendetta Postuma”, poesia di Emilio Praga, musicata, rivisitata in chiave ViF e trasformata in “La vendetta di Praga” è una delle perle del disco, a mio parere. Come mai questa scelta?
ViF.
Dovevamo musicare una poesia per un progetto, ed abbiamo scelto “Vendetta Postuma” perchè Emilio Praga a suo tempo ed a suo modo ribalta gli stereotipi tipici del buonismo della società del suo tempo e fa la parodia di quella che sarebbe stata una situazione tipica “romantica”, stravolgendola in modo molto più “diretto” e “materiale”. Alla fine il pezzo ci piaceva molto ed il testo, pur essendo di un altro tempo, alla fine ha un impatto che non è poi così lontano da quello del disco.

O. L’artwork del disco merita una riflessione a parte. Chi ha curato quest’aspetto del disco?
ViF.
L’artwork del disco è stato curato da Francesco Fadda, un amico grafico e fotografo che ci segue ormai da moltissimo tempo. Anche il nostro sito ufficiale www.venusinfurs.it è curato da lui. E’ un ragazzo molto minimale e concettuale. Così per esprimere al meglio l’idea della materialità e del consumo, è uscita l’idea dell’amo, d’impatto e significativo. All’interno poi, ogni membro della band è rappresentato in una situazione di “consumo”: Claudio ha delle lenze che gli pressano una guancia, Zorro ha il volto completamente avvolto nella pellicola alimentare, Giampiero invece ha delle mani che gli deformano la faccia.

O. Con quale artista o band vi piacerebbe condividere il palco?
ViF.
Beh, come per il primo disco ci piacerebbe coinvolgere artisti “attivi” durante lʼanno, quelli che stimiamo, che ci stimolano o che ci incuriosiscono. Poi è logico, se potessimo scegliere indistintamente (anche fra qualcuno che “non c’è più”) potremmo sparare un nome tipo quello di Syd Barret in veste di produttore del prossimo album!! Viceversa fra i viventi ci incuriosirebbe vedere cosa potrebbe venir fuori con Stevie Wonder!

O. Siete in tour per promuovere il disco… progetti per i prossimi mesi?
ViF.
Si, nei prossimi mesi torneremo a Torino, poi Livorno, Massa ed altre date in definizione (con qualche festival annesso per l’estate ancora in definizione). Ad ogni modo stiamo già lavorando al secondo disco, quindi nei prossimi mesi affineremo il tutto!

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  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. marzo 24, 2013 alle 12:09 pm

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