Recensione: Andy Malloy, “Opium Emporium” (2009)
Il bello di fare il fanzinaro musicale è che hai una scusa passpartout per evitare parecchie cose scomode (no, la cena con zia Ermenebalda no…) e fare quelle che ti piacciono (cioè spulciare fra mille dischi e dire la tua, incurante che qualcuno legga i tuoi deliri, e se non mi leggono, pazienza). Eppure vorrei che qualcuno leggesse le mie righe, perché non mi capita così spesso di mettere un disco in heavy rotation subito dopo il primo ascolto.
I romani Andy Malloy, Andrea Faggiano (voce e chitarre), Giosuè Manuri (batteria) e Antonio di Nardo (Basso), in attesa di editare il primo loro cd, ci inviano un EP, “Opium Emporium” del 2009, di quando erano ancora un duo dedito al pop psichedelico.
Cinque canzoni di una morbida psichedelia pop, attenta ad aprire armonie al servizio di una voce solista mai invadente.
Apre le danze la traccia “Opium Emporium” che ci colpisce col suo fare pinkfloydiano (quello dei migliori Pink, quelli di “Meddle” ed “Obscured by Clouds”), per continuare con la mini suite “Universal Key” che fonde chitarra acustica, pianoforte e sintetizzatore alla maniera del mellotron nelle canzoni de Le Orme, anche se forse il loro riferimento più diretto e genuino è il rock dei Radiohead più maturi. “When the Sun” ci traghetta melodicamente verso la migliore traccia di questo EP, cioè “17&31″, delicatissima love song (Oh dear, you can’t trust no more/ oh well, knoking at the door/ an happy memory is coming from the past/ to say goodbye and not to say hallo to you”). Chiude il disco la malinconica “Mother”.
Un disco sull’amore e sui ricordi (per ascoltarlo, ecco il loro MySpace), struggente in più tratti. Temi forse facili, forse per non complicare il songwriting in inglese, ma gli Andy lavorano su questo limite con leggerezza aerea e ironia.
Gli Andy ci hanno detto di aver dato una svolta rock al loro suono: confesso che un po’ la cosa mi è dispiaciuta, perché “Opium Emporium” resterà un apax irripetibile, un’opera prima a cui seguiranno evoluzioni imprevedibili. Però la curiosità è tanta: chissà cosa ci donerà ancora la loro fabbrica del suono.
Con stima
F.
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a questo punto… attendo uscita album!
figurati io!!!